La protesta
A Stazione nascerà anche una scuola materna
Montale, il progetto del Comune dopo il finanziamento ministeriale di 2 milioni per la primaria
MONTALE. La nuova scuola primaria di Stazione, a Montale, si farà. Ora è certo. Il ministero ha stanziato 2 milioni di euro per questo progetto di 2. 372. 000. La cifra mancante è già coperta da tempo, grazie ad un finanziamento di 300mila della Fondazione Caript e ai 72. 000 euro messi dal Comune nel bilancio 2017.
Cifre a sei zeri per il nuovo edificio e la realizzazione di un giardino pubblico: sarà il primo a Stazione. Non solo. Potrebbe non essere finita qui. L’idea del sindaco Ferdinando Betti e dell’attuale giunta sarebbe di predisporre anche un progetto per la realizzazione di una scuola materna, sempre a Stazione: «Avere i progetti pronti ci ha consentito di accedere ai finanziamenti e di poter realizzare opere necessarie», ha detto il sindaco ieri, insieme annunciando l’assegnazione dello stazionamento. Presenti anche gli assessori: «Per un ente come il nostro, non è scontato impegnarsi in opere edilizie del genere. C’è stato un impegno a monte e lungimiranza di vedute, nonostante il diffuso scetticismo» ha spiegato il vice sindaco Emanuele Logli.
La nuova scuola sarà un gioiellino di bioedilizia e antisismica, progettato dallo Studio Niccoli e Remorini di Firenze (vincitori del concorso di idee che fu fatto qualche anno fa). Sarà simile all’asilo, in modo da creare una certa armonia tra le due strutture attigue l’una all’altra. Potrà ospitare fino a 125 ragazzi, oltre al personale docente e non. Ci saranno aule didattiche, polivalenti e laboratori. Lo spazio per la mensa e la stanza per lo sporzionamento dei pasti. La disposizione dei nuovi edifici ha consentito di liberare una parte dell’area che sarà destinata a verde pubblico. «Sono contento e soddisfatto – ha detto Betti – perché dopo la decisione di chiudere la scuola, mi ero preso un impegno con i miei cittadini e so che quest’opera è richiesta e attesa da tempo». Dopo le procedure burocratiche del caso, partirà una gara d’appalto aperta, seguita dall’affidamento. «Ci piacerebbe iniziare i lavori a settembre» ha detto Betti. Sull’area si procederà alla demolizione dei vecchi edifici, dove era presente dell’eternit (si seguiranno procedure speciali e sarà coinvolta anche l’Asl) ed anche previsto – secondo la normativa vigente – una verifica sulla presenza di vecchi ordigni bellici. Poi ci sarà la posa del primo mattone.
Adele Tasselli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
