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Pistoia

Al freddo mezzo istituto Capitini e gli studenti scendono in strada

Al freddo mezzo istituto Capitini e gli studenti scendono in strada

Sciopero ieri mattina a causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento della scuola «Si sono rotti dei tubi e non sappiamo quando i lavori inizieranno. E da dopo Natale le stufe sono ko»

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AGLIANA. “Cara Provincia ci devi aiutare... O dobbiamo congelare? ”. Così recita uno dei tanti striscioni con i quali ieri mattina i ragazzi dell’istituto Capitini di Agliana hanno deciso di scioperare. Il motivo? Sempre lo stesso ormai da qualche mese: il riscaldamento che non funziona o che funziona a singhiozzo.

Così gli studenti, stufi ancora una volta di “congelarsi” sui banchi per 5 o 6 ore di fila, hanno deciso di non fare lezione e di scioperare. «Noi rappresentanti d’istituto, con la collaborazione dei compagni, oggi abbiamo scioperato a causa del non funzionamento del riscaldamento in quasi metà della sede – spiega Edoardo Spiniello, rappresentante di istituto – Lo sciopero è avvenuto fuori della nostra scuola ed hanno partecipato circa 200 ragazzi. Sono stati fatti dei cartelloni che successivamente sono stati appesi ai cancelli».

È insostenibile, continua Spiniello, che si fa portavoce di tutti gli studenti, andare a scuola in pieno inverno senza avere la possibilità di usare il riscaldamento. I ragazzi sono addirittura costretti a portare le coperte in classe perché – dice – le stufe non funzionano dal ritorno delle vacanze di Natale.

Una situazione insostenibile quella degli impianti di riscaldamento in tilt, che già aveva interessato altri istituti superiori della provincia. La situazione è sempre la stessa: appena le temperature calano un po’, ecco che i ragazzi fanno lezione anche con 15 gradi in aula.

«Pensavamo che il problema fosse banale, invece dalla Provincia ci è stato comunicato, dopo vari sopralluoghi, che si sono rotti dei tubi e che il lavoro è stato affidato ad una ditta. Ma non sappiamo quando inizieranno... Ci è giunta voce che forse cominceranno a fine anno scolastico».

Il preside, precisa Spiniello, comprende questo disagio, perché non riguarda solo gli studenti ma anche la segreteria, il personale Ata e i professori. «Scioperare – conclude – non significa avere i riscaldamenti accesi domani, ma significa tenere viva e accesa la voce degli studenti».

Alessandra Tuci

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