Sicurezza
A Pistoia semafori intelligenti, multe invece no
Gli apparecchi sanzionano chiunque superi la linea di stop. L’ultimo caso: automobilista penalizzato per un gesto di cortesia
PISTOIA. Dispositivi di ultima generazione che modernizzano gli impianti semaforici. Regolano il traffico, eliminano le code, migliorano la viabilità, permettono di punire le infrazioni al Codice della Strada. Sono i semafori intelligenti, quelli fatti installare in 6 incroci cittadini a maggio 2017 e accesi poi a luglio, ma solo a settembre dotati di cartelli che mettevano in guardia gli automobilisti, invitandoli a non superare la linea di arresto. Pena, foto e multa. Per carità, l’utilità è spesso evidente, ma definire a priori “intelligenti” i nuovi semafori in funzione da luglio può rivelarsi un boomerang. Un apparecchio elettronico rileva le infrazioni che è programmato a rilevare, non è in grado di valutare com’è nata quell’infrazione. Non può decidere secondo buonsenso.
L’ultimo caso ha visto protagonista Alessandro Ferretti, 56 anni, dipendente AnsaldoBreda ed ex giocatore e dirigente del Blu Pub 1977, squadra cittadina di volley di discreto successo, arrivata alla serie B. Ammette con sincerità che non sapeva dei nuovi dispositivi in funzione. Ma quello che gl’è successo, come si può capire dalla sequenza delle immagini, è abbastanza grottesco. Ferretti è stato sanzionato con una multa da 56 euro per aver oltrepassato la linea d’arresto con la sua Kia Sportage. Peccato per lui che all’origine ci fosse solo un gesto di cortesia per permettere ad un’altra auto di uscire dal parcheggio.
«L’8 ottobre - racconta - stavo tornando a casa. Erano le due e venti del pomeriggio ed era domenica. Non c’era praticamente nessuno in strada. All’incrocio di viale Matteotti con via delle Olimpiadi il semaforo era rosso. Mi sono fermato ma ho sentito un clacson: era un automobilista che voleva uscire dal parcheggio tra gli alberi e immettersi sulla carreggiata». Ignaro della telecamera al semaforo Ferretti si è mosso sino a superare di un paio di metri la linea d’arresto. Poteva scegliere di andare indietro (alle sue spalle non c’erano altri mezzi) e non avrebbe preso la multa (ma forse sarebbe toccata all’altro conducente). Fatto sta che il 31 gennaio gl’è arrivata a casa una sanzione da 56 euro, più 15 di spese amministrative.
«Alla fine ho speso 44 euro e mi sono visto decurtare due punti sulla patente. Ho scelto di pagare, ma vorrei che quanto successo a me non passasse sotto silenzio. Se ci fosse stato un vigile urbano, sul posto, mi avrebbe fatto la multa? Credo proprio di no. Era un gesto di cortesia, un favore fatto ad un altro automobilista. Questi dispositivi utilizzati solo per far cassa non prevedono l’uso del buonsenso».
E che dire, poi, dei tanti automobilisti che in questi mesi sono stati sanzionati dai “semafori intelligenti” per aver superato anche solo di poche decine di centimetri la fatidica linea bianca? O di quelli che accusano i nuovi apparecchi di averli “pizzicati” a passare col rosso solo perché bloccati da una coda di auto, dopo aver impegnato l’incrocio quando la luce era perfettamente verde?
Intanto il giudice di pace (vedi scheda a fianco) ha cancellato alcune multe dei nuovi semafori perché fatte “in serie”, applicando il Codice che vieta di oltrepassare la linea di stop, ma non spiegando all’automobilista il perché delle multe. Sì, perché la Costituzione (articolo 27) stabilisce che scopo della pena è rieducare il condannato. E un semaforo, per quanto intelligente, senza appositi cartelli, questo per ora non riesce a farlo...
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