Il dolore
Ricci, Remmert e Roveredo in finale
PISTOIA. Sono Luca Ricci, Enrico Remmert e Pino Roveredo i vincitori del premio Selezione Ceppo Racconti 2018: i tre scrittori entrano di diritto nella fase finale del Premio Ceppo.I loro nomi sono...
PISTOIA. Sono Luca Ricci, Enrico Remmert e Pino Roveredo i vincitori del premio Selezione Ceppo Racconti 2018: i tre scrittori entrano di diritto nella fase finale del Premio Ceppo.
I loro nomi sono stati resi pubblici dalla giuria della sessantaduesima edizione del premio, presieduta da Paolo Fabrizio Iacuzzi e composta da Alberto Bertoni, Martha Canfield, Benedetta Centovalli, Milo De Angelis, Giuliano Livi, Fulvio Paloscia, Ilaria Tagliaferri, Francesco Dreoni (segretario).
Inoltre la giuria letteraria ha deciso di assegnare un Ceppo Speciale Racconto Under 40 a Matteo Marchesini e di assegnare a Davide Orecchio un Ceppo Speciale Racconto Fiction/nonfiction.
«Le narrazioni dell’impegno verso il bene, inteso sulla scia di Simon Weil come tensione verso la comprensione della realtà – ha detto Iacuzzi - con una profonda riflessione sugli altri e sui drammi della Storia novecentesca che pare riaffiorare, come acque carsiche, nel nuovo secolo tecnologico e social: questo è il filo conduttore del 62° Premio Internazionale Ceppo Pistoia».
I tre libri vincitori del Ceppo Selezione Racconto e in gara per la finale del Ceppo Racconto sono: “I difetti fondamentali” di Ricci; “La guerra dei murazzi” di Remmert; “Mastica e sputa” di Roveredo.
«Sia che si offrano come analisi delle pulsioni più animali in una tensione d’amore – continua Iacuzzi – o che siano il cammino dentro la notte della Storia attraverso gli amori corruschi dei personaggi, o che si definiscano nella caduta dalla Storia tra redenzioni in extremis e condanne irreversibili, sono tutti titoli che guidano il lettore verso una riflessione sui valori civili ed etici sottesi alle narrazioni. In linea col concetto portante di imparare a leggere la realtà, ci sono anche i due premi speciali Ceppo Racconto, uno dedicato alle nuove voci, l’altro alla voce fuori dal coro». Si tratta dei premi conferiti a Marchesini per “False coscienze”, tre parabole del nuovo millennio o tre scenari che traggono linfa da velleità a perdere e teatrini di ordinaria follia; e a Orecchio per “Mio padre la rivoluzione”, uno dei libri più folgoranti degli ultimi anni.
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