Sicurezza
Quarrata, legittime le proroghe dei servizi comunali
Le motivazioni della sentenza di proscioglimento: «Legge rispettate e nessuna collusione fra funzionari pubblici, aziende e coop»
QUARRATA. Nessuna collusione, nessun accordo clandestino tra dirigenti comunali e gli assegnatari degli appalti tali da poter ipotizzare i reati contestati né un qualunque tipo di illegittimità nelle proroghe concesse. Come per l’assoluzione relativa al filone d’inchiesta che vedeva sotto processo il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, la gup Maria Elena Mele ha depositato le motivazioni della sentenza con cui (sempre il 6 dicembre) ha prosciolto tutti gli imputati per i quali la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per i presunti illeciti nelle proroghe dei contratti per alcuni servizi comunali: principalmente, trasporto scolastico da una parte, assistenza ad anziani, alunni disabili e prima infanzia dall’altra. Sotto accusa, per abuso d’ufficio e turbata libertà delle procedure di gara, dirigenti pubblici e responsabili delle aziende e delle cooperative beneficiarie delle proroghe: Maria Alessandra Tofani, responsabile dei servizi sociali di Quarrata; Alessandro Landini (Pubblica istruzione e trasporti integrati, sempre del Comune di Quarrata); Carla Boschi, allora responsabile della Pubblica istruzione-servizi educativi del Comune di Montale (non era accusata di abuso d’ufficio); i presidenti della Cnp (come capogruppo dell’Ati con il Copit) Marco Fedi e Lorenzo Ancillotti; e la presidente della coop sociale L’Orizzonte, Anna Goretti.
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Premesso che, quando alla base viene contestata la medesima condotta, il reato di abuso d’ufficio viene assorbito in quello più grave di turbata libertà degli incanti, la gup ha ritenuto, sostanzialmente con le stesse motivazioni, che le proroghe concesse dai funzionari fossero legittime in ciascuno dei servizi finiti nel mirino degli inquirenti, e che in un eventuale processo nessun altro elemento di prova avrebbe potuto essere portato per sostenere il contrario. A cominciare da quelle relative ad un’ipotetica collusione fra dirigenti comunali e aziende: «Niente di tutto questo risulta dall’attività investigativa» spiega. «Ciò che al più potrebbe ipotizzarsi, potrebbe essere un’illegittimità degli atti di proroga». Ma solo ipoteticamente. In quanto la concessione di tali proroghe, spiega, è consentita dalla legge per i servizi di carattere solidaristico, come quelli di supporto e sussidiari nel settore dei trasporti nonché quelli relativi all’istruzione e ai servizi sociali. Proroghe inoltre concesse alla luce del sole, seguendo le direttive della giunta comunale, alle prese con l’impossibilità di procedere a nuovi bandi pluriennale in presenza dei tagli di fondi da parte dello Stato. E senza alcun dolo e danno per il Comune. (m.d.)
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