Proteste
«Solo la prima multa è da pagare»
Foto al semaforo per aver superato la striscia bianca: il giudice di pace accoglie un altro ricorso
PISTOIA. Non solo ha ribadito il concetto di funzione rieducativa e dissuasiva della pena, compresa quella sotto forma di sanzione amministrativa. Ma ha introdotto anche l’essenzialità dell’informazione al cittadino da parte del Comune, che nel caso in questione è venuta a mancare.
Nuova sentenza del giudice di pace di Pistoia Antonio Rotolo sui ricorsi presentati da decine di cittadini inconsapevolmente multati la scorsa estate ai tanto discussi semafori dotati dal nuovo sistema che fotografa coloro che, in attesa del verde, superano la linea bianca di arresto. E così come aveva fatto il 9 gennaio, ieri mattina ha stabilito che lo scooterista che si era visto recapitare solo alcune settimane dopo le multe per tre infrazioni commesse nell’arco di 12 giorni lo scorso luglio (quando ancora non c’erano i cartelli che avvertivano del sistema automatico di rilevazione) dovrà pagare soltanto la prima (il minimo previsto). E per le due successive, soltanto le spese di notifica e procedurali sostenute dal Comune.
Un’altra sentenza dunque destinata a fare giurisprudenza in vista delle altre decine di ricorsi previsti nelle prossime settimane davanti al giudice di pace. Molti dei quali patrocinati dall’avvocato Elena Baldi, che ieri rappresentava lo scooterista a cui, per aver oltrepassato la striscia bianca al semaforo all’incrocio fra viale Arcadia e via Fermi, erano arrivate tre contravvenzioni. E che come tanti altri, si era reso conto di non aver rispettato il codice della strada solo con la notifica della prima multa, avvenuta in prossimità dello scadere dei 90 giorni previsti per legge. A fronte di infrazioni commesse l’8, il 16 e il 20 luglio, per ciascuna della quali era previsto il decurtazione di 2 punti dalla patente e il pagamento di circa 60 euro. Solo nel mese di settembre, con il sollevarsi delle prime proteste dei cittadini, il Comune aveva provveduto a mettere i cartelli in prossimità dei semafori, quando ormai in tanti (soprattutto in sella a scooter e moto) erano stati ripetutamente immortalati dalle fotocamere.
Nessun dubbio sull’avvenuta violazione dell’articolo 41 del codice della strada, ha spiegato ieri nella sua sentenza il giudice Rotolo. «Stante il comportamento più volte reiterato nel tempo per la novità dell’impianto semaforico, ai fini dell’applicazione della punizione l’ordinamento giuridico italiano, all’articolo 27 della Costituzione, statuisce che la funzione della pena è quella di rieducare il condannato...» ha precisato. Un principio violato dalla non immediata contestazione o notifica nel caso di violazioni plurime: «La modalità di notifica dei verbali ha di fatto vanificato la possibilità di evitare il ripetersi dell’infrazione – ha continuato – Ne consegue che si ritiene sanzionabile solo la prima contestazione. Qualora fosse stato fin da subito reso edotto del fatto che se avesse reiterato la medesima manovra di guida sarebbe stato nuovamente multato, di certo non avrebbe ripetuto la condotta, come è successo dopo la notifica del rimo verbale».
Massimo Donati
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