Il Tirreno

Pistoia

«Riprese col cellulare sotto la doccia»

«Riprese col cellulare sotto la doccia»

Due società denunciano che la palestra delle Fornaci è assediata da bulli. Il racconto di una giocatrice: «Filmate dalla finestra»

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PISTOIA. «Eravamo a fare la doccia, dopo la seduta d’allenamento». D’improvviso un urlo. Sara Menici si volta di scatto, come le altre atlete, verso la compagna di squadra che aveva gridato. «Aveva visto una mano appiccicata alla finestra. Qualcuno era salito fino all’altezza della finestra della doccia e ci s’era appoggiato. In quel momento la nostra amica s’è voltata e dallo spavento ha cacciato un urlo».

Non è stata l’unica volta. «La scorsa settimana qualcuno è salito su dei sacchi di sabbia che si trovavano nel giardino della scuola e c’ha spiato. Alcuni mesi fa siamo sicure di aver visto una lucina rossa dalla finestra, ci stavano riprendendo con un cellulare. Qualche giorno dopo lucina e flash. Anche poco furbi...»

Le ragazze del Progetto Volley Bottegone, come quelle della Scuola Volley Pistoia, si ritrovano per gli allenamenti due volte a settimana. Dopo cena, la meta della loro passione, il momento di svago e aggregazione, è la palestra della scuola “Leonardo da Vinci”, in via del Fornacione. O meglio, era. «Io vado per distrarmi – commenta Sara – Né io né le mie compagne vogliamo uscire dalla palestra con l’ansia». L’ansia di dover subire attenzioni indesiderate di giovanotti che si affiancano e non mollano la presa finché non sono salite sulle auto parcheggiate oltre il giardino. Non ci sono state molestie fisiche, ma un’invadenza negli atteggiamenti, sconfinata nelle frequenti “spiate” che hanno minato la serenità delle giocatrici. E anche la pazienza delle famiglie. Nel Progetto Volley Bottegone giocano ragazze e giovani donne dai 15 ai 34 anni. «Finché si limitano ad osservare gli allenamenti dalla porta a vetri la cosa è tollerabile – afferma Antonella Nannetti, dirigente della società – ma affacciarsi alla finestra della doccia e riprenderle coi cellulari no, non è tollerabile». Con tutti i rischi connessi all’uso di video sul web si tratta di un timore più che fondato. La società sta valutando l’ipotesi di sporgere denuncia, mentre Sara Menici lo farà per i danni provocati alla sua auto giovedì. «L’hanno rigata con delle chiavi. Non so se per spregio dopo che avevamo oscurato le finestre con del cartone».

La soluzione del cartone è stata poi messa in “stand by”. «Aspettiamo la nuova gestione – spiega Stefania Masolini, dirigente della Scuola Volley Pistoia, attuale gestore della palestra – Insieme alla mamma di una nostra giocatrice, che è avvocato – prosegue – stiamo preparando una lettera da inviare alle forze dell’ordine. I problemi sono cominciati al termine della scorsa stagione, verso aprile. Più che altro si trattava di motorini o auto rigate, una giocatrice si è trovata le gomme tagliate... Purtroppo nessuna ha voluto sporgere denuncia.

Ad un’altra società che si allena alle Fornaci, l’Avis Volley Pistoia, hanno rotto il contenitore dei palloni... A settembre sembrava essere tornata la calma, ma nelle ultime settimane la situazione è diventata di nuovo problematica. I carabinieri fanno alcuni passaggi in auto, ma trovarli mentre danneggiano auto e motorini non è facile». E le ragazze non si sentono tranquille. «È una zona poco illuminata e abbandonata a se stessa», commenta Nannetti.

«Una sera ho trovato un paio di ragazzetti a spiare le giocatrici alla finestra – racconta l’allenatore del Bottegone, Athos Querci – “Che ci fate? – gl’ho urlato – Qui non ci si può stare”. Gl’ho detto che avrei chiamato le forze dell’ordine, hanno risposto: “Li aspettiamo”».

«Cerchiamo di uscire a gruppetti – dice Menici – Appena ci vedono ci si appiccicano». Un corteggiamento, se così vogliamo chiamarlo, piuttosto pesante, anche se finora mai sfociato in molestie fisiche.

«Da parte nostra – risponde l’assessore allo Sport Gabriele Magni, che ieri ha ricevuto una lettera da Querci – siamo disponibili a valutare con la scuola una migliore illuminazione dell’area della palestra e del giardino. Possiamo pensare anche a qualche passaggio della Municipale, magari prima degli allenamenti. Telecamere di sorveglianza in via del Fornacione non ne sono al momento previste, ma alla videosorveglianza sono destinati altri 38mila euro. Valuteremo. Quel che posso dire – conclude – è che se le società ritengono che possono essere presenti risvolti di natura penale loro compito è sporgere denuncia alle autorità preposte».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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