Sicurezza
«Casco e attrezzatura adatta alla montagna»
Pierconti (Polizia): la sicurezza negli anni è migliorata, ma è necessario conoscere i propri limiti. Evitare i fuoripista
ABETONE. Dopo la tragedia di mercoledì mattina all’Abetone che ha visto morire Daniele Monti, caduto rovinosamente mentre sciava fuori pista nei pressi delle piste Zeno 1 e 2, torna ancora una volta sotto i riflettori la sicurezza sulle piste e nei fuori pista. Per questi ultimi, a maggior ragione che per le piste vere e proprie, le regole fondamentali sono la conoscenza dei propri limiti e capacità come sciatori e il rispetto della natura, per come si presenta.
Dopo queste regole, anche un’adeguata attrezzatura è indispensabile. Il fuori pista non può essere un’attività vietata, ma chi lo pratica, intendendo nello specifico sci alpinistico, lo deve praticare in sicurezza sia per se stesso che per gli altri. In questo ultimo mese le condizioni meteo non permettono la sicurezza necessaria ed è per questo motivo che il sindaco di Abetone-Cutigliano, Diego Petrucci, ha emesso un’ordinanza che vieta il fuori pista ed è ancora vigente. «Bisogna avere rispetto della natura –spiega Andrea Formento, direttore Val di Luce ed anche presidente nazionale Federfuni – e capire come si presenta. Praticare il fuoripista conoscendo le norme, la nostra capacità e conoscenza del luogo ed avere sempre l’attrezzatura adeguata. È presente tanto di cartellonistica ed in questo periodo abbiamo fatto anche prevenzione ed informazione. Ma sappiamo che la legge sulla sicurezza 363/03 andrebbe adeguata per renderla più attuale alle esigenze attuali».
«Per chi fa i fuoripista – spiega Giampiero Danti, referente della Saf – non ci sono sicurezze o provvedimenti da adottare che tengano. Abbiamo visto anche esempi a livello nazionale. Quotidianamente spezziamo parti di ghiaccio nei fuori pista o blocchi di neve per rendere il tutto più sicuro in caso di caduta. Di più non possiamo». Stessa opinione dal presidente regionale toscano del Soccorso Alpino, Stefano Rinaldelli. «Quando viviamo la montagna – sostiene – dobbiamo sempre conoscere i nostri limiti e avere una buona conoscenza del luogo che frequentiamo: dove e come appoggiare gli sci e se c’è sole o ombra. Perché tutto può cambiare».
Di sicurezza sulle piste ne parliamo anche con Ruggero Pierconti, ispettore capo della Polizia di Stato presente ad Abetone. «L’uso del casco – spiega – è obbligatorio fino a 14 anni e dopo è facoltativo. È una norma che viene rispettata dai giovani perché magari guidati dai genitori. Non abbiamo riscontrato casi da multa. L’appello che mi sento di fare – spiega Pierconti – è che possa diventare obbligatorio anche per gli adulti, perché può aiutare davvero a salvare la vita. Sopratutto nei fuoripista».
«Non bisogna mai sottovalutare la natura – prosegue Pierconti – e chi si avventura nei fuori pista deve avere con sé sempre una pala, l’arva e una sonda. Attrezzature importante per essere rintracciati in caso di caduta, capire il punto esatto in cui si trova l’infortunato. Adesso è ancora più importante perché i fuoripista sono sempre più numerosi considerate tutte le nuove discipline sportive».
«Negli ultimi anni – è la sua opinione – la sicurezza sulle piste ha visto notevoli miglioramenti. Rispetto al passato oggi sono segnalati punti critici pericolosi, vi è una cartellonistica precisa in fondo ed in cima alla pista che la delimita. Si comunica quando una pista è chiusa, ad esempio».
E chi è preposto a garantirla, questa sicurezza? «Le varie forze dell’ordine: la Polizia, i Carabinieri (ex Forestali) e la Guardia di finanza. Sia dal punto di vista del soccorso che di intervento sanzionatorio. Altre associazioni di volontariato hanno solo il ruolo di soccorritori sanitari».
Carlo Bardini
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