Sicurezza
Permessi facili, il principale imputato: «Non ho commesso alcun reato»
Pistoia, si difende davanti al giudice il pakistano ritenuto la mente dell'organizzazione
PISTOIA. Ha respinto tutte le accuse, sostenendo di non aver commesso alcun reato, Iqbal Asjid, 42 anni, il pakistano da anni residente a Pistoia ritenuto dalla procura della Repubblica l’ideatore e l’artefice del giro di permessi di soggiorno facili portato alla luce dalla Squadra mobile della questura con l’operazione “Whitewash”, che ha portato complessivamente all’arresto di 13 persone.
Venerdì mattina, 19 gennaio, l’uomo – sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere – è stato a lungo interrogato dal giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli e dal pm Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta. Con tutte le difficoltà relative alla scarsa padronanza della lingua italiana (pur con la presenza di un’interprete), Asjid ha fornito una propria interpretazione dei fatti che però cozza palesemente con la ricostruzione che emerge dalle lunghe e certosine indagini. Anche per questo, è probabile che la prossima settimana l’avvocato difensore, Bruno Bellini, concordata con il proprio assistito la linea difensiva da seguire, chiederà un nuovo interrogatorio al pm.
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A comparire davanti al gip ieri mattina sono stati anche altri tre degli indagati arrestati, tutti ai domiciliari. Salvatore Bracco, 47 anni, falso consulente del lavoro domiciliato a Empoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere, così come Abid Hussain, 37 anni, pakistano domiciliato a Pistoia. Ha invece risposto alle domande del giudice, negando però qualunque addebito, Shabaz Ahmed, 47, pakistano domiciliato a Prato.
Per altri indagati pakistani che erano stati convocati in tribunale, l’interrogatorio di garanzia è stato rinviato a causa della non disponibilità di un interprete.
Corruzione, violazione del segreto di ufficio, traffico di influenze illecite, falso ideologico e materiale, omissione di atti d’ufficio, procurato ingresso illegale e agevolazione della permanenza nel territorio dello Stato di almeno 181 cittadini stranieri sono i reati che l’indagine della polizia avrebbe portato alla luce.
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