Il dolore
Santa Barbara, la chiesa passa alla parrocchia
L’annuncio del vescovo Tardelli nell’incontro di mercoledì. I fedeli: abbiamo poche risorse
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CAMPO TIZZORO. Un po’di trambusto, come del resto era prevedibile, dovuto allo spostamento della sede dove l’incontro con il vescovo, mons. Fausto Tardelli, si sarebbe dovuto svolgere. Era programmato nel piccolo spazio dove attualmente vengono celebrate le messe, ricavato all’interno dell’abitazione del parroco, capace di contenere una trentina di persone. Invece sono affluiti più di 80 parrocchiani. Si è offerta la Pubblica Assistenza di Campo Tizzoro-Bardalone-Pontepetri di mettere a disposizione i propri locali, non distanti dalla chiesa. Immediato trasloco ed inizio dell’incontro che aveva come tema centrale il destinatario della proprietà della chiesa di Santa Barbara di Campo Tizzoro che l’attuale proprietario, Kme, intende assolutamente cedere. È un segno dei tempi.
Prima la vendita delle abitazione, di proprietà Smi, ad operai e impiegati, seguita dalla dismissione dello stabilimento e dall’abbandono della produzione. Ora la proprietà vuole cedere anche la chiesa che è stata un segno d’orgoglio dagli anni quaranta ad oggi. Unica assenza all’incontro la proprietà, ma il vescovo ha prontamente chiarito con molta serenità di non averla invitata, perché l’incontro era dedicato solo ai fedeli che dovevano essere liberi di esprimersi.
Quindi non un incontro con eventuale contraddittorio, ma di valutazione sul da farsi e sulle difficili e inconsuete decisioni da prendere. Monsignor Tardelli ha esposto con grande chiarezza la situazione dicendo in sostanza che la parrocchia è un ente giuridico e quindi in grado di sottoscrivere atti, dovrà prendere in carico la chiesa e provvedere a curarla. Ha ipotizzato che una parte di chiesa potrebbe anche essere utilizzata in modo diverso dal solo culto e «Certo la parrocchia – ha aggiunto – non sarà in tutto questo lasciata sola dalla Diocesi, che oltre la competenza della vigilanza, assistenza sui vari problemi che si presentano, ha anche quella di provvedere ad erogare finanziamenti che comunque sono sempre limitati e non potranno mai essere totali delle spese sostenute dalle parrocchie». Ha dato quindi la parola ai presenti. Ornella Cattani ha avanzata la proposta di creare chiese di versante, cioè una chiesa per tutti i fedeli di qua dal Monte Oppio e una per quelli di là. Roberto Prioreschi ha chiesto se Social Valley potrebbe essere interessata al problema, mentre Manuela Vogesi ha fatto un intervento articolato. Ha chiarito che il bilancio delle entrate e delle uscite non consente molto, e che la parrocchia una volta entrata in possesso del bene dovrà subito iniziare a pagare...
Il sindaco Luca Marmo, dichiarandosi favorevole ad indirizzare le non floride risorse di cui il Comune dispone dove i cittadini vorranno indicare, ha aggiunto il lungo elenco di edifici e situazioni in cui la comunità è chiamata ad intervenire. Il vescovo ha concluso ricordando che la bozza di contratto col quale la Kme cederà la chiesa è pronto e che potrà essere firmato da Mattia Climek, in rappresentanza della Parrocchia, in qualunque momento. Questo potrà essere alla conclusione dei lavori di manutenzione che Kme si è impegnata a fare.
Sauro Romagnani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Prima la vendita delle abitazione, di proprietà Smi, ad operai e impiegati, seguita dalla dismissione dello stabilimento e dall’abbandono della produzione. Ora la proprietà vuole cedere anche la chiesa che è stata un segno d’orgoglio dagli anni quaranta ad oggi. Unica assenza all’incontro la proprietà, ma il vescovo ha prontamente chiarito con molta serenità di non averla invitata, perché l’incontro era dedicato solo ai fedeli che dovevano essere liberi di esprimersi.
Quindi non un incontro con eventuale contraddittorio, ma di valutazione sul da farsi e sulle difficili e inconsuete decisioni da prendere. Monsignor Tardelli ha esposto con grande chiarezza la situazione dicendo in sostanza che la parrocchia è un ente giuridico e quindi in grado di sottoscrivere atti, dovrà prendere in carico la chiesa e provvedere a curarla. Ha ipotizzato che una parte di chiesa potrebbe anche essere utilizzata in modo diverso dal solo culto e «Certo la parrocchia – ha aggiunto – non sarà in tutto questo lasciata sola dalla Diocesi, che oltre la competenza della vigilanza, assistenza sui vari problemi che si presentano, ha anche quella di provvedere ad erogare finanziamenti che comunque sono sempre limitati e non potranno mai essere totali delle spese sostenute dalle parrocchie». Ha dato quindi la parola ai presenti. Ornella Cattani ha avanzata la proposta di creare chiese di versante, cioè una chiesa per tutti i fedeli di qua dal Monte Oppio e una per quelli di là. Roberto Prioreschi ha chiesto se Social Valley potrebbe essere interessata al problema, mentre Manuela Vogesi ha fatto un intervento articolato. Ha chiarito che il bilancio delle entrate e delle uscite non consente molto, e che la parrocchia una volta entrata in possesso del bene dovrà subito iniziare a pagare...
Il sindaco Luca Marmo, dichiarandosi favorevole ad indirizzare le non floride risorse di cui il Comune dispone dove i cittadini vorranno indicare, ha aggiunto il lungo elenco di edifici e situazioni in cui la comunità è chiamata ad intervenire. Il vescovo ha concluso ricordando che la bozza di contratto col quale la Kme cederà la chiesa è pronto e che potrà essere firmato da Mattia Climek, in rappresentanza della Parrocchia, in qualunque momento. Questo potrà essere alla conclusione dei lavori di manutenzione che Kme si è impegnata a fare.
Sauro Romagnani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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