Il Tirreno

Pistoia

Addio a Palazzo di Giano dopo quarant’anni al servizio della cultura

di Alessandra Tuci
Addio a Palazzo di Giano dopo quarant’anni al servizio della cultura

Dalla prima notte del Blues alla biblioteca San Giorgio: Iginia Bartoletti va in pensione, ringrazia e si racconta

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PISTOIA. Dalla nascita del Blues all’incontro con Dario Fo, dalla profonda amicizia con l’allora assessore Marcello Bucci all’ufficio arredato e sistemato come fosse una “casa”, quella «casa della cultura con la porta sempre aperta dove chiunque poteva venire e trovarsi a proprio agio». Dopo 40 anni di instancabile lavoro come funzionaria dell’Ufficio cultura del Comune di Pistoia, Iginia Bartoletti va in pensione e si racconta.

Sempre con il sorriso sulle labbra, professionale e competente, è diventata ormai una figura indelebile nel cuore dei molti pistoiesi che almeno una volta hanno avuto contatti con lei. Lei che, dal sogno di bambina di fare il medico, si è trovata a lavorare al fianco dell’ex sindaco Francesco Toni nel lontano 1975.

«In realtà io volevo fare il medico – racconta Iginia Bartoletti – Poi, per una serie di coincidenze, mi ero iscritta alla facoltà di Giurisprudenza e nel frattempo avevo iniziato a lavorare nell’ufficio del sindaco Toni. e poi in quello di Renzo Bardelli».

E il fascino dell’amministrazione comunale l’ha colpita fin da subito: il lavoro stimolante, ricco di rapporti umani, le fa amare quel mondo così lontano (ma forse non troppo) dal suo sogno di medico. Iginia abitava nel palazzo comunale a quei tempi perché il padre ne era il custode.

«Nel ’78 decisi di cambiare, volevo andare al Teatro Manzoni. Lo dissi subito a mio padre. Ma poi l’assessore alla Cultura Marcello Bucci mi chiese: perché non vieni a lavorare da me come segretaria? Ed io accettai».

Un uomo «immenso, meraviglioso, il prototipo dell’assessore alla Cultura” le parole con cui Iginia descrive Marcello Bucci. «Avevamo la stessa età, eravamo giovani e con entusiasmo da vendere. Marcello è stato per me una figura esemplare: si lavorava tantissimo con poco».

Era il 1978 e da lì nacque la collaborazione con l’Ufficio cultura. Una passione viscerale che è arrivata fino ad oggi, un lavoro fatto di rapporti umani, di contatti, di relazioni forti.

«Il lavoro all’Ufficio cultura ha rappresentato l’idea di ciò che la cultura era per me e lo è ancora: apertura alla città, coinvolgimento, dare voce e spazio a tutte le realtà. Ho cercato di fare questo con entusiasmo e creatività».

Poi, racconta Iginia, quelli erano gli anni del “risveglio culturale” delle prime manifestazioni all’aperto, dal ritorno della Giostra dell’Orso fino alla prima notte del Blues, trascorsa a giro per la città a controllare e a vedere che non ci fossero problemi.

«Ricordo ancora quella notte, è stata indimenticabile. Marcello è stato il primo a capire il potenziale di questa manifestazione, l’unica che poi ha veramente fatto conoscere Pistoia a tutto il mondo».

E Iginia racconta la sua collaborazione alla riapertura del cinema Roma nell’80-81, gli incontri con i registi, l’inaugurazione della biblioteca San Giorgio nel 2007, l’incontro con Dario Fo, con il poeta Adonis, con lo scrittore Luis Sepulveda, con il quale si è tenuta in contatto epistolare per tanto tempo.

«Sono tante le persone che mi porto nel cuore – conclude – vorrei far arrivare a tutti il mio ringraziamento per tutti i messaggi di saluto che mi stanno arrivando. Saluti e ringraziamenti. Ma sono io che devo ringraziare tutti per questa straordinaria opportunità che mi ha dato la vita: quella dell’incontro con tante persone speciali e meravigliose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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