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Violenza sessuale sulla moglie operaio finisce sotto processo

PISTOIA. Botte, offese, umiliazioni, anche davanti ai figli. Un crescendo di violenze fisiche e psicologiche, culminate in uno stupro, quando aveva costretto con la forza la moglie a subire un...

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PISTOIA. Botte, offese, umiliazioni, anche davanti ai figli. Un crescendo di violenze fisiche e psicologiche, culminate in uno stupro, quando aveva costretto con la forza la moglie a subire un rapporto sessuale. Solo alla fine la donna aveva trovato la forza di chiedere aiuto e di denunciare. E il suo incubo era finito. Si avvia alla conclusione il processo che vede sul banco degli imputati un operaio albanese di 44 anni accusato di violenza sessuale, lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia. Ieri pomeriggio, davanti al tribunale collegiale, sono sfilati gli ultimi testimoni della difesa, che hanno fornito una versione contrastante con quella della pubblica accusa. L’imputato, di cui non facciamo il nome per non rendere riconoscibile la vittima (che si costituita parte civile nel processo) è accusato in particolare di aver costretto la moglie – il 16 luglio 2015, a Pistoia – ad avere un rapporto sessuale, trascinandola con la forza in camera da letto. Una settimana dopo, colpendola con un pugno al volto, l’aveva mandata all’ospedale, con una lesione alla mandibola giudicata guaribile in 20 giorni. Da lì, l’attivazione del codice rosa, grazie al quale erano emersi gli altri episodi di maltrattamento che hanno poi portato al processo.

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