Sicurezza
Addio al professor Guajana, aveva 75 anni
Lutto nella sanità toscana, domani a Pisa i funerali dell’ex primario di chirurgia nell’Usl Pistoia-Prato
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PISTOIA. Lutto nella sanità pistoiese e dell’intera Toscana. È morto, all’età di 75 anni, il professor Giovanni Guajana, uno dei chirurghi più stimati e apprezzati degli ultimi decenni che tra il 1981 e il 1986 fu primario all’ospedale di Pistoia.
Era nato a Levico Terme, in provincia di Trento, nel 1942. Vinse il concorso per la scuola Normale superiore di Pisa a 19 anni e andò ad abitare a Pisa. Si laureò in medicina nel 1967 e dopo un biennio alla scuola Superiore di studi Sant’Anna, divenne a 25 anni assistente ordinario alla clinica chirurgica dell’Università di Pisa.
“House surgeon” (in italiano “chirurgo interno”) dell’Italian hospital di Londra, ebbe modo di frequentare il Saint Mary's Hospital perché incaricato dal direttore della struttura di studiare il trapianto di rene, allora alla prime battute.
Nel 1975 divenne aiuto della clinica chirurgica dell'Università di Pisa e nel 1980 professore associato di clinica chirurgica generale e terapia chirurgica sempre della clinica chirurgica dell'Università di Pisa.
Successivamente, è stato primario chirurgo dell’Usl di Pistoia-Prato dal 1981 al 1986 e primario chirurgo all’Usl di Lucca dal 1987 al 2008. Dopo il 2008, Guajana continuò ad operare in varie case di cura private.
Con la specializzazione in chirurgia generale, urologia e in chirurgia d'urgenza, il professor Guajana ha scritto durante la sua carriera oltre 200 lavori scientifici ed è stato relatore a vari congressi.
Nell'unità operativa di Lucca che ha diretto per oltre vent’anni, costituita da ben 88 letti (una delle più grandi d'Italia), sono stati eseguiti oltre 2.500 interventi ogni anno, di cui 2.200 eseguiti personalmente dal professore, interventi ad altissimo livello con una speciale predilezione per la grossa chirurgia addominale ricostruttiva.
Il tutto con un occhio al futuro per la chirurgia vascolare, per la chirurgia mini-invasiva, per la chirurgia endoscopica e per l'ecografia invasiva.
Al di fuori dell'attività professionale, Guajana amava in modo particolare la montagna e ricordava spesso di pensarla come Lord Byron: «Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che ho attorno. Le alte montagne sono per me un sentimento».
Guajana lascia la moglie Patrizia, anche lei chirurgo, e la figlia Carolina. Il funerale del professore è in programma domani, alle 10.30, nella chiesa di Santa Caterina a Pisa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Era nato a Levico Terme, in provincia di Trento, nel 1942. Vinse il concorso per la scuola Normale superiore di Pisa a 19 anni e andò ad abitare a Pisa. Si laureò in medicina nel 1967 e dopo un biennio alla scuola Superiore di studi Sant’Anna, divenne a 25 anni assistente ordinario alla clinica chirurgica dell’Università di Pisa.
“House surgeon” (in italiano “chirurgo interno”) dell’Italian hospital di Londra, ebbe modo di frequentare il Saint Mary's Hospital perché incaricato dal direttore della struttura di studiare il trapianto di rene, allora alla prime battute.
Nel 1975 divenne aiuto della clinica chirurgica dell'Università di Pisa e nel 1980 professore associato di clinica chirurgica generale e terapia chirurgica sempre della clinica chirurgica dell'Università di Pisa.
Successivamente, è stato primario chirurgo dell’Usl di Pistoia-Prato dal 1981 al 1986 e primario chirurgo all’Usl di Lucca dal 1987 al 2008. Dopo il 2008, Guajana continuò ad operare in varie case di cura private.
Con la specializzazione in chirurgia generale, urologia e in chirurgia d'urgenza, il professor Guajana ha scritto durante la sua carriera oltre 200 lavori scientifici ed è stato relatore a vari congressi.
Nell'unità operativa di Lucca che ha diretto per oltre vent’anni, costituita da ben 88 letti (una delle più grandi d'Italia), sono stati eseguiti oltre 2.500 interventi ogni anno, di cui 2.200 eseguiti personalmente dal professore, interventi ad altissimo livello con una speciale predilezione per la grossa chirurgia addominale ricostruttiva.
Il tutto con un occhio al futuro per la chirurgia vascolare, per la chirurgia mini-invasiva, per la chirurgia endoscopica e per l'ecografia invasiva.
Al di fuori dell'attività professionale, Guajana amava in modo particolare la montagna e ricordava spesso di pensarla come Lord Byron: «Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che ho attorno. Le alte montagne sono per me un sentimento».
Guajana lascia la moglie Patrizia, anche lei chirurgo, e la figlia Carolina. Il funerale del professore è in programma domani, alle 10.30, nella chiesa di Santa Caterina a Pisa.
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