Attenzione
Internet veloce tornerà ma non prima di un anno
Trovata la soluzione per riportare la banda larga nelle frazioni di Sambuca ma la Regione sta anche lavorando ad un intervento tampone che acceleri i tempi
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SAMBUCA PISTOIESE. La soluzione definitiva c’è, ma arriverà tra un anno, se va bene. Manca quella “tampone”. Per cui probabilmente dovranno attendere la fine del 2018 gli abitanti di alcune frazioni di Sambuca per riavere la linea internet a banda larga.
La storia è nota. Un mese fa i tecnici di Clouditalia hanno fatto una brutta sorpresa a Sambuca Pistoiese. Sono saliti sui monti dell’Appennino e hanno smontato le antenne per la diffusione di internet. Risultato: una quindicina di famiglie delle frazioni di San Pellegrino al Cassero, Corniolo e Bellavalle sono rimaste di punto in bianco senza banda larga. Il gruppo di opposizione in consiglio regionale “Sì Toscana a Sinistra” ha segnalato il caso e la Regione si è attivata.
«Le quindici utenze riavranno internet veloce, ma non posso garantire sui tempi. Dipende dalla posizione in graduatoria del Comune e dai lavori. Se tutto va bene entro la fine del 2018», dice l’assessore alle strutture tecnologiche Vittorio Bugli. E la soluzione definitiva si chiama Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo Economico, che porta la banda ultralarga nelle zone disagiate della Toscana per conto della Regione.
Non è detto però che tocchi subito al Comune di Sambuca: c’è di mezzo una graduatoria regionale e vanno messi in conto i lavori per stendere i cavi e raggiungere le frazioni. Tempo di attesa, un anno.
«Mi sembra una buona soluzione – dice il vicesindaco Diego Filippini – ma essere costretti ad aspettare un anno è troppo. Qui siamo di fronte ad un’azienda di telecomunicazioni (Clouditalia, ndr) che ha disatteso il servizio. Le famiglie hanno firmato un contratto e non possono essere trattate così. Va trovata una soluzione intermedia prima possibile».
Viaggia sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo in consiglio regionale di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori: «L’utilizzo dei fondi del bando Infratel prevede tempi troppo lunghi per non pensare nel frattempo ad una soluzione ponte, che faccia perno sulla centralina Telecom di Corniolo o che richiami Clouditalia alle proprie responsabilità, visti i consistenti contributi pubblici ricevuti dalla Regione per il contrasto al digital divide».
E l’assessore Bugli risponde: «La settimana prossima ho fissato un incontro a Firenze con Clouditalia e Comune di Sambuca. È evidente che l’azienda di telecomunicazioni aretina doveva seguire un altro percorso. Ma ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare. Tengo in considerazione anche l’idea di attivare la centralina Telecom».
«Poi, però, si tratterà di capire – punta il dito Fattori – se vi siano responsabilità anche da parte della Regione, non solo per il ritardo con cui si è mossa ma soprattutto per un bando che evidentemente fu scritto con i piedi, se davvero concedeva fondi pubblici permettendo a Clouditalia di potersi disimpegnare impunemente solo 7 anni dopo».
Samuele Bartolini
La storia è nota. Un mese fa i tecnici di Clouditalia hanno fatto una brutta sorpresa a Sambuca Pistoiese. Sono saliti sui monti dell’Appennino e hanno smontato le antenne per la diffusione di internet. Risultato: una quindicina di famiglie delle frazioni di San Pellegrino al Cassero, Corniolo e Bellavalle sono rimaste di punto in bianco senza banda larga. Il gruppo di opposizione in consiglio regionale “Sì Toscana a Sinistra” ha segnalato il caso e la Regione si è attivata.
«Le quindici utenze riavranno internet veloce, ma non posso garantire sui tempi. Dipende dalla posizione in graduatoria del Comune e dai lavori. Se tutto va bene entro la fine del 2018», dice l’assessore alle strutture tecnologiche Vittorio Bugli. E la soluzione definitiva si chiama Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo Economico, che porta la banda ultralarga nelle zone disagiate della Toscana per conto della Regione.
Non è detto però che tocchi subito al Comune di Sambuca: c’è di mezzo una graduatoria regionale e vanno messi in conto i lavori per stendere i cavi e raggiungere le frazioni. Tempo di attesa, un anno.
«Mi sembra una buona soluzione – dice il vicesindaco Diego Filippini – ma essere costretti ad aspettare un anno è troppo. Qui siamo di fronte ad un’azienda di telecomunicazioni (Clouditalia, ndr) che ha disatteso il servizio. Le famiglie hanno firmato un contratto e non possono essere trattate così. Va trovata una soluzione intermedia prima possibile».
Viaggia sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo in consiglio regionale di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori: «L’utilizzo dei fondi del bando Infratel prevede tempi troppo lunghi per non pensare nel frattempo ad una soluzione ponte, che faccia perno sulla centralina Telecom di Corniolo o che richiami Clouditalia alle proprie responsabilità, visti i consistenti contributi pubblici ricevuti dalla Regione per il contrasto al digital divide».
E l’assessore Bugli risponde: «La settimana prossima ho fissato un incontro a Firenze con Clouditalia e Comune di Sambuca. È evidente che l’azienda di telecomunicazioni aretina doveva seguire un altro percorso. Ma ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare. Tengo in considerazione anche l’idea di attivare la centralina Telecom».
«Poi, però, si tratterà di capire – punta il dito Fattori – se vi siano responsabilità anche da parte della Regione, non solo per il ritardo con cui si è mossa ma soprattutto per un bando che evidentemente fu scritto con i piedi, se davvero concedeva fondi pubblici permettendo a Clouditalia di potersi disimpegnare impunemente solo 7 anni dopo».
Samuele Bartolini
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