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Addio all’ex carabiniere che fuggì dal lager nazista

Addio all’ex carabiniere che fuggì dal lager nazista

MONTALE. Se n’è andato, all’età di 93 anni, Giovanni Fattori, l’ex carabiniere di Montale, che nel 1943 fu deportato nel lager nazista austriaco di Wolsberg, da dove – gravemente ferito – riuscì a...

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MONTALE. Se n’è andato, all’età di 93 anni, Giovanni Fattori, l’ex carabiniere di Montale, che nel 1943 fu deportato nel lager nazista austriaco di Wolsberg, da dove – gravemente ferito – riuscì a scappare nel 1945 grazie all’aiuto di Marcello Vanchetti, di Grassina, prigioniero come lui. I due, dopo la fuga e il rientro in Italia, persero le traccie l’uno dell’altro e si sono ritrovati, dopo 72 anni, lo scorso giugno proprio a Montale.

Un incontro emozionante, reso possibile grazie alla pubblicazione del libro “Giovanni Fattori – Lettere di un montalese dal lager nazista”, edito nel 2017 dall’Istituto storico della Resistenza e scritto da Matteo Grasso, direttore dell’Istituto. Libro che, per una serie di fortunate coincidenze, è finito proprio nelle mani di un studente della terza media della frazione di Grassina, nel comune di Bagno a Ripoli, che ha deciso di dedicarci la tesina per l’esame di terza media. Il caso ha voluto che fra i suoi compagni di classe ci fosse anche un nipotino di quel Marcello Vanchetti che aiutò Fattori nella fuga dalla prigionia.

Un libro galeotto che ha permesso ai due ultra novantenni di prendere contatti tra le rispettive famiglie e ritrovarsi, a distanza di oltre 70 anni, a Montale dove i due si sono potuti riabbracciare, ripercorrendo con la memoria tutte la sofferenza vissuta e il momento in cui il ventenne Vanchetti salvò la vita al coetaneo di Montale.

Dopo il bombardamento delle truppe anglo-americane sul campo di lavoro di Bruck an der Mur, all’interno dell’immenso lager di Wolfsberg, Fattori rimase schiacciato sotto le macerie. E fu proprio il suo compagno di prigionia a liberarlo e aiutarlo nella fuga nel maggio 1945. Un racconto che Grasso, nel suo libro, racconta punto per punto, ricostruendo le vicende di quegli anni, anche grazie alle commoventi lettere che il giovane carabiniere di Montale, classe 1924, inviava spesso alla sua famiglia per far sapere che stava bene, celando gran parte delle violenze e dei soprusi cui fu costretto. Fattori fu arrestato a Roma, dove prestava servizio come Carabiniere, il 7 ottobre 1943, un mese dopo l’armistizio e fu deportato in Austria, dove rimase per oltre due anni, prima di riuscire a tornare nella sua Montale nel 1945.

I funerali si sono svolti nella chiesa di San Giovanni a Montale ieri pomeriggio. (v.v.)

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di Redazione web