Sicurezza
Nuove ombre sulla vendita di Breda e Sts
Indiscrezioni del Corriere della Sera: anche Dormer (Hitachi Rail) e Moretti (Finmeccanica) tra gli indagati
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PISTOIA. Torna sotto i riflettori l’inchiesta in corso sulla cessione di AnsaldoBreda (tutta) e Ansaldo Sts (solo il 40%) a Hitachi nel novembre del 2015 da parte della holding di stato Finmeccanica, quella che ora si chiama Leonardo. Il Corriere della sera ha pubblicato ieri la notizia che l’inchiesta si è spostata da Milano a Roma, che sono cambiati i capi di imputazione e – soprattutto – che nel registro degli indagati ci sono una decina di nomi, tra i quali l’ex presidente di Finmeccanica Mauro Moretti e l’amministratore delegato di Hitachi Rail, l’inglese Alistair Dormer.
La vicenda non mette in discussione la cessione dell’allora AnsaldoBreda al colosso giapponese, per cui tra i lavoratori di via Ciliegiole l’allarme non è rosso. Ma la preoccupazione senz’altro c’è, perché comunque l’oggetto dell’inchiesta tira in ballo direttamente anche la vendita di AnsaldoBreda. E perché ogni ritardo nell’acquisizione di Sts da parte dei giapponesi impedisce di sviluppare quelle sinergie tra le due aziende che sarebbero invece molto utili per accrescere la competitività della presenza sui mercati internazionali. A Londra hanno letto l’articolo del Corriere ma, per il momento, non è giunta nessuna risposta.
Qual è l’accusa contro Dormer e gli altri? La Consob, già nel febbraio di due anni fa, sostenne che Finmeccanica e i giapponesi avevano messo a punto un accordo collusivo per sovrastimare il valore dell’azienda ferroviaria e sottostimare, quindi, quello dell’azienda di segnalamento, per la quale Hitachi aveva l’obbligo di avanzare un’offerta pubblica di acquisto che, in questo modo, sarebbe risultata meno costosa. Di qui l’ipotesi di aggiotaggio. Finmeccanica e Hitachi respinsero fin dall’inizio le accuse, insistendo per la regolarità e la trasparenza delle procedure.
Ma, secondo il Corriere, ora l’accusa è diventata “ostacolo all’attività di vigilanza della Consob”. In pratica Finmeccanica e Hitachi sono accusati di aver nascosto all’autorità di vigilanza sul mercato borsistico alcune clausole della compravendita che avrebbero fatto ricadere su Finmeccanica il peso economico di determinati eventi sfavorevoli futuri. In questo modo Hitachi si sarebbe garantita contro alcuni dei rischi che comportava l’acquisizione, allora, di una AnsaldoBreda ancora convalescente rispetto alla crisi industriale che l’aveva attanagliata per i 15 anni precedenti.
Fabio Calamati
La vicenda non mette in discussione la cessione dell’allora AnsaldoBreda al colosso giapponese, per cui tra i lavoratori di via Ciliegiole l’allarme non è rosso. Ma la preoccupazione senz’altro c’è, perché comunque l’oggetto dell’inchiesta tira in ballo direttamente anche la vendita di AnsaldoBreda. E perché ogni ritardo nell’acquisizione di Sts da parte dei giapponesi impedisce di sviluppare quelle sinergie tra le due aziende che sarebbero invece molto utili per accrescere la competitività della presenza sui mercati internazionali. A Londra hanno letto l’articolo del Corriere ma, per il momento, non è giunta nessuna risposta.
Qual è l’accusa contro Dormer e gli altri? La Consob, già nel febbraio di due anni fa, sostenne che Finmeccanica e i giapponesi avevano messo a punto un accordo collusivo per sovrastimare il valore dell’azienda ferroviaria e sottostimare, quindi, quello dell’azienda di segnalamento, per la quale Hitachi aveva l’obbligo di avanzare un’offerta pubblica di acquisto che, in questo modo, sarebbe risultata meno costosa. Di qui l’ipotesi di aggiotaggio. Finmeccanica e Hitachi respinsero fin dall’inizio le accuse, insistendo per la regolarità e la trasparenza delle procedure.
Ma, secondo il Corriere, ora l’accusa è diventata “ostacolo all’attività di vigilanza della Consob”. In pratica Finmeccanica e Hitachi sono accusati di aver nascosto all’autorità di vigilanza sul mercato borsistico alcune clausole della compravendita che avrebbero fatto ricadere su Finmeccanica il peso economico di determinati eventi sfavorevoli futuri. In questo modo Hitachi si sarebbe garantita contro alcuni dei rischi che comportava l’acquisizione, allora, di una AnsaldoBreda ancora convalescente rispetto alla crisi industriale che l’aveva attanagliata per i 15 anni precedenti.
Fabio Calamati
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