Il Tirreno

Pistoia

capitale della cultura

Bilancio di un anno a Pistoia tra grandi successi e vecchi problemi

di Fabio Calamati
Bilancio di un anno a Pistoia tra grandi successi e vecchi problemi

In viaggio attraverso il 2017, tra mostre ed eventi. Cosa è andato e cosa no

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PISTOIA. Terminerà in un lento calando, durante il mese di gennaio, il 2017 di Pistoia Capitale italiana della Cultura, via via che si spegneranno gli ultimi fuochi di quest’anno che – comunque la si pensi – ha proiettato la città sulla ribalta nazionale.

Nessun grande evento di chiusura, quindi, è per il momento previsto: del resto lo stesso avvenne per Mantova 2016. Del resto quest’anno straordinario doveva essere solo un inizio: con termini diversi lo aveva detto diverse volte l’ex sindaco Samuele Bertinelli e lo ripete adesso il suo successore Alessandro Tomasi.

In realtà diverse mostre importanti (quelle su Marino Marini e Pietro Bugiani, ad esempio) termineranno tra il 6 e il 7 gennaio. Doveva farlo anche l’esposizione della Visitazione, che visto il grande successo, è stata prolungata addirittura al 25 marzo.

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Non c’è una data di chiusura ma neanche una di formale apertura per l’anno da Capitale: se il raggio laser verde fu acceso il primo gennaio alle 18 (ha fatto la sua comparsa solo 4 volte, prima di essere definitivamente spento da Tomasi, che lo ha definito uno spreco), il vero inizio dell’anno da Capitale è stato forse il 3 gennaio, con lo scambio di consegne tra il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e Samuele Bertinelli.

Da allora a oggi si è dipanato un anno ricco di eventi, sostenuto da grandi speranze e agitato da polemiche e qualche delusione. Proviamo (vedi articoli nell’altra pagina) ad indicarne alcuni aspetti positivi e negativi, anche se lanciarsi in un giudizio complessivo adesso sarebbe senz’altro prematuro. E intanto ripercorriamo le principali tappe del 2017 appena concluso.

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15 marzo. Pistoia capitale accoglie il premier Gentiloni e il ministro dei beni culturali Franceschini, che di fatto inaugurano l’anno. «Pistoia è una sorpresa solo per chi non l’ha mai visitata. È una città con enormi potenzialità» sottolinea il primo ministro. Il sindaco Bertinelli non nasconde l’ambizione di ospitare, nel corso dell’anno, un summit tra le capitali 2017 della cultura dei vari paesi europei, per rilanciare il progetto europeo contro il ritorno di nazionalismi e fascismi di vario tipo.

26 maggio. Si apre il festival di antropologia “Dialoghi sull’uomo” con una lectio magistralis di Salvatore Settis nel tendone, gremito come sempre, di piazza del Duomo. È l’inizio dell’edizione senz’altro più affollata del festival, 28.000 partecipanti in tre giorni.

25 giugno. È il giorno del terremoto elettorale che porta, per la prima volta dal dopoguerra, il centrodestra alla guida della città. Samuele Bertinelli, pd, il sindaco che più di tutti aveva creduto nella possibilità di una Pistoia capitale, è clamorosamente sconfitto nelle urne dal rivale di FdI, Alessandro Tomasi. Che assicura subito: tutte le iniziative in programma verranno realizzate. Ma indubbiamente il ribaltone elettorale segna anche la vicenda di Pistoia Capitale.

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5 luglio. Piazza del Duomo al centro della scena: Il Maggio Musicale fiorentino omaggia la Capitale della cultura con l’esecuzione della Sinfonia “Resurrezione” di Mahler, ma la sera prima sullo stesso palco aveva suonato Little Steven, il chitarrista compagno d’armi di Bruce Springsteen. E nei giorni successivi ci sarà posto per gli altri appuntamenti di una delle più lunghe edizioni del Festival Blues, che alla fine metterà insieme 23.000 spettatori.

21 luglio. È il primo giorno di apertura alle visite per quella che diverrà la “superstar” dell’anno pistoiese, la Visitazione di Luca della Robbia: appena restaurata, è esposta magistralmente nella chiesetta di San Leone, anch’essa fresca di restauro. Ottantamila finora i pistoiesi e i turisti che sono rimasti a bocca aperta davanti al capolavoro, tra questi insigni storici dell’arte come Antonio Paolucci o lo stesso presidente della Repubblica.

16 settembre. Apre la mostra forse più importante dell’anno, “Passioni visive”, dedicata a Marino Marini, ai suoi contemporanei e alle sue fonti di ispirazione, in un Palazzo Fabroni sempre più al centro degli eventi espositivi cittadini. È un evento che raccoglie consensi a livello nazionale: per la prima volta si fa luce in questo modo sull’opera di uno dei più grandi scultori italiani del Novecento. Nei primi due mesi di apertura, sono state 4.200 le visite.

1 dicembre. A chiudere virtualmente l’ anno da Capitale della cultura viene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che fa i complimenti a Pistoia e le riconosce di aver onorato il titolo. Mattarella inaugura la nuova sistemazione del Museo dello Spedale del Ceppo, dove alla collezione dei ferri chirurgici si unisce una sezione spettacolare dedicata al Fregio Robbiano e alla storia urbanistica dell’ospedale.
 

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