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Clouditalia smonta le antenne e Sambuca resta senza Internet

Clouditalia smonta le antenne e Sambuca resta senza Internet

SAMBUCA PISTOIESE. Quest’anno le strenne natalizie hanno regalato brutte sorprese a Sambuca Pistoiese. Il 6 e 7 dicembre i tecnici di Clouditalia sono saliti sui monti dell’Appennino e hanno smontato...

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SAMBUCA PISTOIESE. Quest’anno le strenne natalizie hanno regalato brutte sorprese a Sambuca Pistoiese. Il 6 e 7 dicembre i tecnici di Clouditalia sono saliti sui monti dell’Appennino e hanno smontato le antenne per la diffusione di internet. Risultato: una quindicina di famiglie del comune pistoiese ai confini con l’Emilia Romagna sono rimaste di punto in bianco senza banda larga.

Parliamo degli abitanti delle frazioni di San Pellegrino al Cassero, Corniolo e Bellavalle. Tutti connessi alla banda larga grazie al contratto con l’azienda di telecomunicazioni di Arezzo.

A sollevare il caso, il gruppo “Sì Toscana a Sinistra” in consiglio regionale, che in una mozione chiede alla giunta Rossi il ripristino del servizio. «Quelle antenne Clouditalia le ha montate anche grazie ai soldi ricevuti dalla Regione per il contrasto al “digital divide”nelle zone disagiate. La giunta regionale deve attivarsi per far ripartire la banda larga», dicono i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti. Ma i primi ad alzare la voce della protesta sono stati il sindaco di Sambuca Fabio Micheletti, il suo vice Diego Filippini e il capogruppo all’opposizione Roberto Fossi, della lista “L’Altra Sambuca”. Scrivono al presidente della Regione Enrico Rossi e chiedono un pronto intervento.

«Non è giusto che Clouditalia stacchi gli impianti unilateralmente quando, grazie a un bando del 2010, li ha realizzati anche con significativi contributi regionali”, spiega il vice sindaco Filippini.

Parte una lettera pure del Corecom. Il presidente Enzo Brogi annuncia: «Chiameremo le parti in causa per comprendere dove stanno i problemi e ripristinare prima possibile il servizio che avevano i cittadini».

Mentre l’assessore regionale alle Strutture tecnologiche Vittorio Bugli aggiunge: «Faremo un forte richiamo a Clouditalia per sollecitare il ripristino del servizio. Anche se potrebbe non essere obbligata a farlo».

Il punto, infatti, sta tutto nei contenuti del bando regionale del 2010. Quello vinto dall’azienda aretina per intascare i soldi pubblici e realizzare gli impianti di diffusione di internet. Non è chiaro quali fossero i vincoli a cui era sottoposta l’azienda. Non è chiaro se, dopo alcuni anni, potesse interrompere il servizio. Vittorio Bugli all’epoca faceva un altro mestiere: era capogruppo del Pd in consiglio regionale e non gestiva i bandi per la diffusione della rete. E Clouditalia potrebbe aver agito “in punta di diritto” rispettando tutti i vincoli inseriti nella gara. Si spiegherebbe così perché ha staccato le antenne senza farlo sapere agli utenti, né tantomeno alle istituzioni pubbliche. Forse il bando del 2010 ha lasciato mano libera a Clouditalia. Abbiamo chiesto chiarimenti all’azienda delle telecomunicazioni aretina, ma ci hanno detto che risponderanno nei prossimi giorni. Non resta che attendere.

Samuele Bartolini

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