Sicurezza
Dialisi, la Consulta chiede lumi
Il reparto resta chiuso. Bracali: i pazienti siano portati a Pistoia nel pomeriggio
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SAN MARCELLO. È colpa di un batterio molto resistente presente nell'acqua che viene utilizzata se il reparto dialisi dell'ospedale di San Marcello non ha ancora ripreso la corretta funzione e rimarrà chiuso ancora per alcuni giorni.
La speranza è che dai primi dell'anno nuovo tutto torni alla normalità, ma c'è da aspettare ancora il risultato delle analisi del prelievo fatto il 22 dicembre. L'argomento è stato affrontato in un incontro che si è svolto ieri pomeriggio in sala parrocchiale a San Marcello e richiesto dalla Consulta della sanità del Comune di San Marcello-Piteglio presieduta da Emiliano Bracali. Al tavolo la referente del Pacini Giuditta Niccolai, Roberto Rimediotti, in veste anche di vice sindaco del Comune di San Marcello-Piteglio, Alessandro Capitanini, direttore di nefrologia e Giacomo Corsini, responsabile, tra l'altro, dello stesso ospedale della montagna. Le cure di dialisi vedono 9 persone che dalla montagna, in questo periodo di chiusura del servizio, sono costrette a recarsi a Pistoia, con tutto quello che il viaggio può comportare di negativo. Presenti anche alcuni familiari di pazienti e una paziente che più volte ha testimoniato le difficoltà provate in questo periodo di chiusura del reparto. La dialisi a San Marcello non è attiva da metà dello scorso mese di novembre, quando risultò positiva all'analisi dell'acqua dal prelievo del 7 novembre. «Una volta - ha spiegato Capitanini - c'era meno attenzione. Ora invece i parametri sono molto più stretti».
I controlli ordinari vengono eseguiti ogni mese e questa volta è stato riscontrato un batterio più resistente alla disinfezione. «Non è una situazione isolata - ha spiegato Corsini - Può accadere, e accade, anche nelle altre strutture sanitarie». Il problema aggiuntivo per la montagna sta nel fatto che la rete idrica è molto vecchia e questo non aiuta. C'è stato anche chi ha pensato che la sospensione del servizio possa portare ad una chiusura del servizio in montagna ma i sanitari presenti hanno scongiurato questa ipotesi.
La richiesta fatta dall'associazionismo è quella di trovare un modo di portare i pazienti a Pistoia nel pomeriggio e non di mattina. Affrontato anche la questione della “dialisi turistica” estiva e la possibilità di fare un lavoro di cambiamento totale della rete idrica.
Carlo Bardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
La speranza è che dai primi dell'anno nuovo tutto torni alla normalità, ma c'è da aspettare ancora il risultato delle analisi del prelievo fatto il 22 dicembre. L'argomento è stato affrontato in un incontro che si è svolto ieri pomeriggio in sala parrocchiale a San Marcello e richiesto dalla Consulta della sanità del Comune di San Marcello-Piteglio presieduta da Emiliano Bracali. Al tavolo la referente del Pacini Giuditta Niccolai, Roberto Rimediotti, in veste anche di vice sindaco del Comune di San Marcello-Piteglio, Alessandro Capitanini, direttore di nefrologia e Giacomo Corsini, responsabile, tra l'altro, dello stesso ospedale della montagna. Le cure di dialisi vedono 9 persone che dalla montagna, in questo periodo di chiusura del servizio, sono costrette a recarsi a Pistoia, con tutto quello che il viaggio può comportare di negativo. Presenti anche alcuni familiari di pazienti e una paziente che più volte ha testimoniato le difficoltà provate in questo periodo di chiusura del reparto. La dialisi a San Marcello non è attiva da metà dello scorso mese di novembre, quando risultò positiva all'analisi dell'acqua dal prelievo del 7 novembre. «Una volta - ha spiegato Capitanini - c'era meno attenzione. Ora invece i parametri sono molto più stretti».
I controlli ordinari vengono eseguiti ogni mese e questa volta è stato riscontrato un batterio più resistente alla disinfezione. «Non è una situazione isolata - ha spiegato Corsini - Può accadere, e accade, anche nelle altre strutture sanitarie». Il problema aggiuntivo per la montagna sta nel fatto che la rete idrica è molto vecchia e questo non aiuta. C'è stato anche chi ha pensato che la sospensione del servizio possa portare ad una chiusura del servizio in montagna ma i sanitari presenti hanno scongiurato questa ipotesi.
La richiesta fatta dall'associazionismo è quella di trovare un modo di portare i pazienti a Pistoia nel pomeriggio e non di mattina. Affrontato anche la questione della “dialisi turistica” estiva e la possibilità di fare un lavoro di cambiamento totale della rete idrica.
Carlo Bardini
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