Sicurezza
Inceneritore in blocco, dubbi sulla perizia
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La visita all'inceneritore di Montale (foto Gori)Montale, consiglieri di opposizione all’attacco sul blackout di agosto dopo la visita all’impianto di via Tobagi
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MONTALE. Una nuova riunione congiunta delle commissioni Ambiente di Montale e Agliana, dopo quella già svolta il 27 settembre, per fare luce sulle cause che il 20 agosto scorso hanno portato al blocco dell’inceneritore di via Tobagi. A chiederne la convocazione, con due atti distinti, sono Alberto Fedi e Dino Polvani (entrambi consiglieri del gruppo di opposizione “Centrodestra Unito) a Montale, e Luca Benesperi (Obiettivo Agliana) e Fabrizio Baroncelli (Fratelli d’Italia) ad Agliana. Esponenti di opposizione che esprimono dubbi sulla perizia presentata a settembre dalla Desmos di Milano, società incaricata dal gestore dell’impianto, Ladurner, di ricostruire la dinamica dell’incidente.
Entrambi i documenti – una mozione a Montale e un’interrogazione ad Agliana – si rifanno a quanto sarebbe emerso durante la visita di alcuni consiglieri comunali all’inceneritore il 16 dicembre. Sopralluogo nel corso del quale – riferisce in particolare Alberto Fedi – il capo-impianto del sito di via Tobagi, Tommaso Brizzi, avrebbe detto di aver portato di persona nel locale in cui si è verificato il blackout all’origine del blocco dell’inceneritore – la sala quadri (Ups) – il materiale vegetale la cui foto sarebbe poi stata “inserita per errore” nella perizia della Desmos. Una circostanza che, secondo i consiglieri di opposizione, metterebbe in discussione la ricostruzione dei fatti prodotta dalla società di Milano, che poneva proprio l’azione dei materiali provenienti dall’esterno (in particolare dall’incendio che il 20 agosto si era sviluppato sull’argine del vicino torrente Agna) e trasportati dal vento dentro la sala quadri, tra i fattori che hanno originato il blocco all’impianto di 4 mesi fa.
Se da una parte nella mozione che sarà presentata a Montale si sottolinea che aver portato all’attenzione dei membri delle commissioni “una relazione peritale che ricostruisce in modo surrettizio le cause del blocco impianto del 20 agosto, senza che nessuno dei vari dirigenti di Ladurner presenti abbia fatto rettifiche o integrazioni, sia stato un comportamento offensivo nei confronti, non solo dei commissari, ma dell’intero consiglio comunale e del pubblico presente”, Luca Benesperi e Fabrizio Baroncelli ad Agliana scrivono nella loro interrogazione che “la condizione di palese alterazione dei fatti e l’inclusione di un evento di “falsità ideologica” nella narrazione delle vicende, rende la dichiarazione del Brizzi dimostrativa della volontà di alterare il senso della dinamica dell’accaduto” e che “la relazione di causalità dell’evento di blocco impianto è diversa e distinta da quella relazionata dalla società Desmos nel documento presentato all’attenzione della commissione Ambiente congiunta del 27 settembre 2017 tenutasi a Montale”.
Ribadendo le proprie perplessità, Alberto Fedi precisa: «Non ho al momento elementi per dire che la perizia della Desmos è falsa» .
Tommaso Artioli
Entrambi i documenti – una mozione a Montale e un’interrogazione ad Agliana – si rifanno a quanto sarebbe emerso durante la visita di alcuni consiglieri comunali all’inceneritore il 16 dicembre. Sopralluogo nel corso del quale – riferisce in particolare Alberto Fedi – il capo-impianto del sito di via Tobagi, Tommaso Brizzi, avrebbe detto di aver portato di persona nel locale in cui si è verificato il blackout all’origine del blocco dell’inceneritore – la sala quadri (Ups) – il materiale vegetale la cui foto sarebbe poi stata “inserita per errore” nella perizia della Desmos. Una circostanza che, secondo i consiglieri di opposizione, metterebbe in discussione la ricostruzione dei fatti prodotta dalla società di Milano, che poneva proprio l’azione dei materiali provenienti dall’esterno (in particolare dall’incendio che il 20 agosto si era sviluppato sull’argine del vicino torrente Agna) e trasportati dal vento dentro la sala quadri, tra i fattori che hanno originato il blocco all’impianto di 4 mesi fa.
Se da una parte nella mozione che sarà presentata a Montale si sottolinea che aver portato all’attenzione dei membri delle commissioni “una relazione peritale che ricostruisce in modo surrettizio le cause del blocco impianto del 20 agosto, senza che nessuno dei vari dirigenti di Ladurner presenti abbia fatto rettifiche o integrazioni, sia stato un comportamento offensivo nei confronti, non solo dei commissari, ma dell’intero consiglio comunale e del pubblico presente”, Luca Benesperi e Fabrizio Baroncelli ad Agliana scrivono nella loro interrogazione che “la condizione di palese alterazione dei fatti e l’inclusione di un evento di “falsità ideologica” nella narrazione delle vicende, rende la dichiarazione del Brizzi dimostrativa della volontà di alterare il senso della dinamica dell’accaduto” e che “la relazione di causalità dell’evento di blocco impianto è diversa e distinta da quella relazionata dalla società Desmos nel documento presentato all’attenzione della commissione Ambiente congiunta del 27 settembre 2017 tenutasi a Montale”.
Ribadendo le proprie perplessità, Alberto Fedi precisa: «Non ho al momento elementi per dire che la perizia della Desmos è falsa» .
Tommaso Artioli
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