Il Tirreno

Pistoia

«Imprenditori, venite a investire da noi»

«Imprenditori, venite a investire da noi»

Appello per il lavoro e bilancio positivo dell’anno da Capitale della cultura nel primo discorso di fine anno del nuovo sindaco di Pistoia

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PISTOIA. «Lancio un appello a tutti gli imprenditori, a chi può e vuole investire, e lo dico nella massima trasparenza: venite a proporre le vostre idee e, in modo limpido, saranno analizzate dal governo della città e dal consiglio comunale. Attraverso lo sviluppo economico, attraverso gli investimenti, si crea lavoro. E questa è una priorità per Pistoia».

Priorità dettata dai «duri colpi» assestati all’economia locale dalla crisi dei settori manifatturiero e industriale. Una parte importante del primo discorso di fine anno da sindaco Alessandro Tomasi lo ha dedicato al lavoro. «Ho riaperto il tavolo di sviluppo economico con le parti sociali. Da questo dovrà nascere un piano di azioni concrete per intercettare risorse europee. Ma la spinta deve partire dal basso, da chi tutti i giorni si trova faccia a faccia con la realtà».

La vittoria alle elezioni. La Sala Maggiore del Palazzo comunale ha accolto ieri pomeriggio centinaia di persone venute ad ascoltare il discorso di auguri di un sindaco di centrodestra dopo 71 anni di governo incontrastato della sinistra. Un momento che lo stesso Tomasi ha ricordato appena presa la parola, subito dopo che i suoi assessori si erano accomodati al tavolo: «Si è creata un’alternanza – ha affermato – che contribuisce a rendere più compiuta la democrazia. Alcuni di noi varcando la soglia del Palazzo comunale si sono commossi sino alle lacrime. Per noi partecipare al governo pro tempore della città rappresenta una responsabilità da onorare ogni giorno davanti ai pistoiesi».

Pistoia Capitale. È stato, ritiene, «un anno di grandi soddisfazioni e ha almeno in parte contribuito a fortificare uno spirito di orgoglio per la città. Nel 2018 verrà a mancare il milione di euro del Ministero, e si spegneranno i riflettori accesi con la nomina, ma il 2017 ha fatto emergere l’enorme fermento culturale di Pistoia. È proprio su questa vivacità, insita nella nostra città, che dobbiamo far leva per il futuro, per creare una cultura inclusiva, che non sia elitaria e autoreferenziale e che possa dare finalmente uno spazio a tutti». L’anno di Pistoia Capitale, ha ricordato, ha portato a un incremento del 20% dei turisti: «La sfida, difficilissima, sarà riuscire a mantenere questi livelli anche nei prossimi mesi, ma crediamo che il turismo possa essere un volano per l’economia, insieme alle realtà artigianali di Pistoia e al vivaismo».

No al razzismo, sì ad un’integrazione adeguata. Un applauso spontaneo si è levato dalla Sala Maggiore quando Tomasi ha preso posizione sui fatti di due giorni fa al Liceo scientifico. Non tutti pensavano che ne avrebbe parlato. «Condanniamo in modo fermo e deciso ogni manifestazione di razzismo. Condanniamo il gesto infame dello striscione attaccato al Liceo. Pistoia è una città generosa, solidale, e sicuramente non è e non è mai stata una città razzista, e non deve diventarlo». Ricorda, il sindaco, che quando lui si è insediato «Pistoia ospitava 87 persone in più rispetto alla quota prevista dall’accordo Anci – Ministero. Non è una questione di numeri, ma di capire qual’è il limite che possa davvero consentire di avere una gestione dell’accoglienza adeguata. Quello che non potrò mai accettare è chi, in nome di una finta accoglienza, lucra su queste vicende. Sono i progetti come quello della Tenda di Abramo, voluto dal Vescovo e messo a punto dalla Caritas di Pistoia, che vogliamo sostenere, perché si pongono l’obiettivo dell’inclusione e della gestione del dopo emergenza, restando sempre convinti che ci sia un punto massimo oltre il quale lo stato sociale rischia di infrangersi.

A luglio – ha concluso – è arrivato da me un signore anziano, italiano, che vive nelle case popolari e che prende 600 euro di pensione al mese. Mi ha mostrato l’affitto e le bollette di luglio da pagare: superavano i 500 euro. Mi sono sentito disarmato. Un uomo che ha lavorato per decenni, che ha contribuito con la propria opera alla nostra comunità, in modo onesto, non può essere dimenticato così. Non possiamo dimenticare proprio chi, da più tempo, contribuisce al bene della collettività».

Tiziana Gori

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