La protesta
Striscione razzista al Liceo scientifico
di Tommaso Artioli
“Non esistono negri italiani”: condanne unanimi per il lenzuolo affisso alla recinzione prima del dibattito sullo ius soli
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PISTOIA. “Non esistono negri italiani”: una frase lapidaria, vergata a grandi caratteri sul lenzuolo che ieri mattina, all’apertura della scuola, il personale del liceo scientifico “Duca d’Aosta” di Pistoia ha trovato appeso alla recinzione dell’istituto. Uno striscione anonimo, che qualcuno ha deciso di sistemare lì nelle ore immediatamente precedenti il dibattito sullo ius soli, organizzato dai rappresentanti d’istituto nell’aula magna del liceo.
Striscione che il preside Paolo Biagioli, con la precisa intenzione di stigmatizzare il gesto, ha deciso poi di far affiggere all’interno dell’aula in cui si è svolto il dibattito davanti agli studenti. Un confronto al quale hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri comunali di maggioranza Lorenzo Galligani e Gabriele Sgueglia – entrambi appartenenti al gruppo Fratelli d’Italia – il segretario provinciale del Partito democratico Riccardo Trallori e Bruno Leka, della Federazione degli studenti. Se in tema di ius soli le posizioni tra i relatori erano e restano opposte, unanime e trasversale è invece la condanna nei confronti dello striscione e del suo contenuto.
«Atti di questo tipo sono assolutamente ignobili – sottolinea Riccaro Trallori (Pd) – Atti fatti, per giunta, lo voglio dire senza mezzi termini, da idioti che non hanno nemmeno gli attributi per potersi firmare. Confermo che lo sdegno da parte di tutti i presenti è stato trasversale. Il dibattito si è svolto poi in modo civile su posizioni evidentemente diverse».
«Si tratta di uno striscione riprovevole e ripugnante – osserva Lorenzo Galligani (capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale) – Oltretutto non è stato firmato: sarebbe bene che chi scrive porcate del genere le firmasse. È uno striscione incommentabile sia come toni che come tematiche. Non credo che le cose scritte su quello straccio siano opinioni: quello, probabilmente, è anche un reato. Il preside ha fatto bene a renderlo visibile nell’aula perché certe cose vanno rimarcate. Io, però, non volevo lo striscione sotto la mia faccia perché è qualcosa che non voglio sia accostabile né a me né al gruppo che rappresento».
«Mi sembra un atto infame – spiega Gabriele Sgueglia (Fratelli d’Italia) – attaccare quello striscione in una mattinata caratterizzata dal confronto. Confronto sullo ius soli sul quale, ovviamente, ci dividiamo con la sinistra».
Parole di ferma condanna anche da parte dei rappresentanti degli studenti. «Si tratta di Un fatto increscioso – commenta Matteo Zagati della Consulta degli studenti – Mi sembra una cosa scandalosa che in un luogo come la scuola, che deve insegnare certi valori, si cerchi di far entrare ideali razzisti e xenofobi, anticostituzionali e contro la nostra Repubblica».
«Come Liceo scientifico – aggiunge il rappresentante d’istituto Michele Flori – ci distacchiamo totalmente da questo tipo di affermazioni, in quanto chi ha scritto questa frase in modo anonimo è una persona totalmente priva di buon senso e priva di civiltà; una persona che non merita neanche commenti. Abbiamo esposto in aula magna lo striscione, che riporta una posizione razzista e xenofoba, perché è giusto che i ragazzi che anno partecipato al dibattito siano a conoscenza di ciò che è accaduto».
«Il preside – ricorda il rappresentante d’istituto Alessandro Drago – ci ha detto di fare una comunicazione rivolta a tutti gli studenti in modo da risolvere la situazione e trovare eventualmente il colpevole».
A ribadire lo sdegno per l’episodio, all’uscita della scuola, anche una studentessa italiana di origini nordafricane: «Lo striscione che è stato trovato al cancello è veramente riprovevole».
Striscione che il preside Paolo Biagioli, con la precisa intenzione di stigmatizzare il gesto, ha deciso poi di far affiggere all’interno dell’aula in cui si è svolto il dibattito davanti agli studenti. Un confronto al quale hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri comunali di maggioranza Lorenzo Galligani e Gabriele Sgueglia – entrambi appartenenti al gruppo Fratelli d’Italia – il segretario provinciale del Partito democratico Riccardo Trallori e Bruno Leka, della Federazione degli studenti. Se in tema di ius soli le posizioni tra i relatori erano e restano opposte, unanime e trasversale è invece la condanna nei confronti dello striscione e del suo contenuto.
«Atti di questo tipo sono assolutamente ignobili – sottolinea Riccaro Trallori (Pd) – Atti fatti, per giunta, lo voglio dire senza mezzi termini, da idioti che non hanno nemmeno gli attributi per potersi firmare. Confermo che lo sdegno da parte di tutti i presenti è stato trasversale. Il dibattito si è svolto poi in modo civile su posizioni evidentemente diverse».
«Si tratta di uno striscione riprovevole e ripugnante – osserva Lorenzo Galligani (capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale) – Oltretutto non è stato firmato: sarebbe bene che chi scrive porcate del genere le firmasse. È uno striscione incommentabile sia come toni che come tematiche. Non credo che le cose scritte su quello straccio siano opinioni: quello, probabilmente, è anche un reato. Il preside ha fatto bene a renderlo visibile nell’aula perché certe cose vanno rimarcate. Io, però, non volevo lo striscione sotto la mia faccia perché è qualcosa che non voglio sia accostabile né a me né al gruppo che rappresento».
«Mi sembra un atto infame – spiega Gabriele Sgueglia (Fratelli d’Italia) – attaccare quello striscione in una mattinata caratterizzata dal confronto. Confronto sullo ius soli sul quale, ovviamente, ci dividiamo con la sinistra».
Parole di ferma condanna anche da parte dei rappresentanti degli studenti. «Si tratta di Un fatto increscioso – commenta Matteo Zagati della Consulta degli studenti – Mi sembra una cosa scandalosa che in un luogo come la scuola, che deve insegnare certi valori, si cerchi di far entrare ideali razzisti e xenofobi, anticostituzionali e contro la nostra Repubblica».
«Come Liceo scientifico – aggiunge il rappresentante d’istituto Michele Flori – ci distacchiamo totalmente da questo tipo di affermazioni, in quanto chi ha scritto questa frase in modo anonimo è una persona totalmente priva di buon senso e priva di civiltà; una persona che non merita neanche commenti. Abbiamo esposto in aula magna lo striscione, che riporta una posizione razzista e xenofoba, perché è giusto che i ragazzi che anno partecipato al dibattito siano a conoscenza di ciò che è accaduto».
«Il preside – ricorda il rappresentante d’istituto Alessandro Drago – ci ha detto di fare una comunicazione rivolta a tutti gli studenti in modo da risolvere la situazione e trovare eventualmente il colpevole».
A ribadire lo sdegno per l’episodio, all’uscita della scuola, anche una studentessa italiana di origini nordafricane: «Lo striscione che è stato trovato al cancello è veramente riprovevole».
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