Il dolore
Un ponte sospeso dentro la Smi
di Sauro Romagnani
Realizzato in ferro, con tiranti in acciaio, fu progettato da Douglas Scotti per unire le sponde del Maresca
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CAMPO TIZZORO. In montagna ci sono molti fiumi e torrenti – di conseguenza ci sono numerosi ponti – ma come il ponte sospeso progettato e fatto realizzare con grande probabilità da Luigi Douglas Scotti, direttore della Smi, Società metallurgica italiana di Campo Tizzoro, rimasto ignoto ai più, ce ne sono davvero pochi in circolazione. Dunque una rarità e una notizia davvero originale.
Il ponte non è famoso come il ponte sospeso di Mammiano e nemmeno come quello sul fiume Kwai, quello legato ad un film famoso con annessa “marcetta” musicale fischiettata, che negli anni’ 60 era diventata un’icona dei giovani, ma potrebbe in qualche misura diventarlo. La ragione è semplice, è un ponte bello, misterioso e meno improbabile di quello sul fiume Kwai, ma è una realtà tangibile e godibile come quello di Mammiano. Il ponte sospeso sul torrente Maresca è rimasto nascosto alla vista delle persone per anni, perché l’accesso era possibile solo dall’interno dello stabilimento Smi e da sotto, dal letto del torrente Maresca, non poteva essere visto perché il transito in quel punto era interdetto in quanto zona militare. Nelle vicinanze del ponte si trova ancora un balipedio per il collaudo del munizioni che la Smi produceva (il balipedio è una zona destinata alle prove di tiro dell’artiglieria e altri esperimenti con proiettili ed esplosivi).
Oggi a differenza del passato è possibile raggiungere il ponte attraverso la zona ex Se. Di. che recentemente è stata reindustrializzata e riportata a nuova vita. È stato l’architetto Roberto Prioreschi a riscoprirlo, nel corso delle ricerche su Campo Tizzoro da inserire nel suo settimo volume dell’Antologia dei Cento anni, in uscita nelle librerie prima delle festività natalizie. Ma questa non è l’unica sorpresa che il libro di Prioreschi dedicato a Campo Tizzoro, riserva. Il Tirreno ha il piacere di rivelare in anteprima al pubblico l’esistenza di un ponte sospeso a Campo Tizzoro e di mostrarne una fotografia. È possibile che il progetto e la realizzazione siano dovuti al conte ing. Luigi Douglas Scotti, primo direttore dello stabilimento, ma si può anche avanzare l’ipotesi che il progettista sia stato suo figlio, l’ingegnere Vincenzo, direttore dello stabilimento di Mammiano ed anche progettista del ponte sospeso di Mammiano. Il ponte sospeso di Campo Tizzoro è realizzato in ferro con strutture inchiodate e tiranti di acciaio ancorati alle due sponde del torrente. Attraversa il torrente Maresca in prossimità del balipedio, che è lungo oltre 200 metri. Il ponte è lungo 15, 50 metri, largo 2, 15 e alto 7 metri rispetto al greto.
Un’opera dell’ingegno umano, impiegata con ingegno molto tempo fa per superare un ostacolo e per unire due sponde, che può indurci a pensare che uno dei fattori per la rinascita della montagna sia possibile anche partendo proprio dal recupero di quanto lo stabilimento, in senso fisico e in senso lato, ha lasciato. Si potrebbe partire dal patrimonio di conoscenze tecniche oppure dalle capacità acquisite nelle esperienze fatte in montagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ponte non è famoso come il ponte sospeso di Mammiano e nemmeno come quello sul fiume Kwai, quello legato ad un film famoso con annessa “marcetta” musicale fischiettata, che negli anni’ 60 era diventata un’icona dei giovani, ma potrebbe in qualche misura diventarlo. La ragione è semplice, è un ponte bello, misterioso e meno improbabile di quello sul fiume Kwai, ma è una realtà tangibile e godibile come quello di Mammiano. Il ponte sospeso sul torrente Maresca è rimasto nascosto alla vista delle persone per anni, perché l’accesso era possibile solo dall’interno dello stabilimento Smi e da sotto, dal letto del torrente Maresca, non poteva essere visto perché il transito in quel punto era interdetto in quanto zona militare. Nelle vicinanze del ponte si trova ancora un balipedio per il collaudo del munizioni che la Smi produceva (il balipedio è una zona destinata alle prove di tiro dell’artiglieria e altri esperimenti con proiettili ed esplosivi).
Oggi a differenza del passato è possibile raggiungere il ponte attraverso la zona ex Se. Di. che recentemente è stata reindustrializzata e riportata a nuova vita. È stato l’architetto Roberto Prioreschi a riscoprirlo, nel corso delle ricerche su Campo Tizzoro da inserire nel suo settimo volume dell’Antologia dei Cento anni, in uscita nelle librerie prima delle festività natalizie. Ma questa non è l’unica sorpresa che il libro di Prioreschi dedicato a Campo Tizzoro, riserva. Il Tirreno ha il piacere di rivelare in anteprima al pubblico l’esistenza di un ponte sospeso a Campo Tizzoro e di mostrarne una fotografia. È possibile che il progetto e la realizzazione siano dovuti al conte ing. Luigi Douglas Scotti, primo direttore dello stabilimento, ma si può anche avanzare l’ipotesi che il progettista sia stato suo figlio, l’ingegnere Vincenzo, direttore dello stabilimento di Mammiano ed anche progettista del ponte sospeso di Mammiano. Il ponte sospeso di Campo Tizzoro è realizzato in ferro con strutture inchiodate e tiranti di acciaio ancorati alle due sponde del torrente. Attraversa il torrente Maresca in prossimità del balipedio, che è lungo oltre 200 metri. Il ponte è lungo 15, 50 metri, largo 2, 15 e alto 7 metri rispetto al greto.
Un’opera dell’ingegno umano, impiegata con ingegno molto tempo fa per superare un ostacolo e per unire due sponde, che può indurci a pensare che uno dei fattori per la rinascita della montagna sia possibile anche partendo proprio dal recupero di quanto lo stabilimento, in senso fisico e in senso lato, ha lasciato. Si potrebbe partire dal patrimonio di conoscenze tecniche oppure dalle capacità acquisite nelle esperienze fatte in montagna.
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