Il Tirreno

Pistoia

Cresce la passione per Pistoia Sotterranea

di Alessandra Tuci
Cresce la passione per Pistoia Sotterranea

Turisti in crescita nell’anno da Capitale della Cultura per il percorso ipogeo tra il vecchio Ceppo e piazza San Lorenzo 

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PISTOIA. Meraviglie da scoprire… sotto i nostri piedi. Un successo crescente quello di Pistoia Sotterranea, che da una media di 4 visite al giorno del 2015 arriva oggi ad un minimo di 7, per aumentare vertiginosamente fino al doppio nei weekend e nelle festività. Questo suggestivo percorso è stato aperto nel 2010 dopo cinque lunghi anni di lavori di recupero dei collegamenti ipogei ed è rapidamente divenuto una delle attrazioni più importanti di Pistoia per i turisti.

«Già il 2016 era andato molto bene, ma quest’anno ancora meglio: sono minimo 7 le visite giornaliere, anche il doppio nelle festività» – spiega Francesca Giunti, presidente dell'Irsa (Istituto ricerche storico-archeoogiche, l’associazione che gestisce le visite). «È l’effetto Pistoia Capitale? Non direi con certezza. Molti vengono qui perché hanno visto la città in tv o su riviste, altri non collegano per forza Pistoia alla capitale della cultura». Sono soprattutto famiglie e gruppi ad essere attratti dai sotterranei pistoiesi, quasi tutti italiani del nord e il target è variegato. «Alcuni viaggiano per motivi culturali, altri arrivano qui per curiosità».

La visita a Pistoia Sotterranea inizia con un’occhiata all’anfiteatro anatomico più piccolo al mondo. Funzionante fino a fine Ottocento questo luogo, decorato in stile neoclassico, si trova nel cortile dell’antico ospedale del Ceppo. La visita continua poi nella sala accanto, dove è situata la sala dell’Accademia Medica Filippo Pacini: qui si possono ammirare numerosi strumenti chirurgici del XVIII e del XIX secolo conservati perfettamente.

Attraversando i corridoi dell’ospedale si accede finalmente ai sotterranei, dove un tempo scorreva il torrente Brana. L’ospedale venne costruito proprio qui sopra, seguendo il corso d’acqua, luogo dove i rioverati, ai tempi, gettavano i rifiuti e dove le donne andavano a lavare i vestiti. Il percorso sotterraneo continua poi sotto via del Frantoio dove si possono ammirare parti della ruota cinquecentesca di un mulino medievale. Si arriva poi in piazza San Lorenzo, la zona più bassa dei sotterranei. A seguire, il camminamento continua sotto le case dove c’erano i lavatoi, fino al mulino battiferro, che produceva attrezzi agricoli fino agli anni 40. Qui si può notare una piccola finestra da dove gli uomini si affacciavano per controllare il lavoro della ruota.

Il percorso si interrompe sotto piazza san Lorenzo ma il progetto Pistoia Sotterranea prevede un successivo e ulteriore sviluppo in direzione della Fortezza Santa Barbara, divenendo così tra i percorsi ipogei più estesi d’Europa, che arriverebbe a misurare circa 1.800 metri. Già ora il sito archeologico è il più lungo percorso sotterraneo in Italia ad essere accessibile a disabili e non vedenti.

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