Il Tirreno

Pistoia

Chiti lascia il Senato: non mi ricandiderò

di Fabio Calamati
Chiti lascia il Senato: non mi ricandiderò

L’annuncio attraverso il suo “blog”: «una decisione maturata da tempo e che si è rafforzata negli ultimi mesi»

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PISTOIA. “Userò questa rubrica, un canale aperto di rapporto con tanti, per comunicare una decisione maturata da tempo e che si è rafforzata negli ultimi mesi: la legislatura che si sta concludendo per me sarà l’ultima”. Con queste righe pubblicate domenica sul suo sito web, Vannino Chiti ha ufficializzato la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

Dopo quattro mandati parlamentari consecutivi, quindi, l’uomo politico pistoiese rimasto più a lungo ai piani alti della politi ca nazionale, decide di chiudere definitivamente la sua carriera. Più che l’età, 69 anni che diventeranno 70 questo 26 dicembre, pesano i rapporti sempre più difficili tra Chiti e il suo partito, il Pd, fino alla decisione di non partecipare, il 23 ottobre scorso, al voto di fiducia posto sulla nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum”. Per un uomo come Chiti, si è trattato di uno strappo estremamente doloroso, della goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo. Ed ecco allora la decisione di chiudere con la fine di questa legislatura una carriera politica di grande spessore.

Consigliere comunale dal 1970, sindaco di Pistoia dal 1982 al 1985, poi consigliere regionale, quindi presidente della Toscana dal 1992 al 2000. Nello stesso anno diventa sottosegretario alla presidenza del consiglio con il governo Amato II, l’anno successivo viene eletto deputato.

Sono gli anni in cui l’ex sindaco passa sempre più tempo a Roma. In città è possibile incrociarlo soprattutto nei weekend, mentre cammina con il telefonino perennemente attaccato all’orecchio. Ma troverà sempre il tempo per rispettare certi appuntamenti, tra cui il premio La Pira organizzato dall’amico Giancarlo Niccolai.

Nel 2005 organizza le elezioni primarie dell’Unione, quelle del trionfo di Prodi, che lo sceglie nel 2006 come ministro per le riforme istituzionali, incarico che terrà fino al 2008. Eletto senatore, diventa anche vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Madama. Nel febbraio 2013 è nuovamente eletto in Senato, questa volta nella circoscrizione Piemonte. In quello stesso anno uscirà dalla direzione nazionale del partito: per molti un segno inequivocabile di marginalizzazione all’interno del partito, che si apprestava ad essere “scalato” da Matteo Renzi e dai suoi.

E anche a Pistoia la “presa” dell’ex sindaco viene progressivamente meno. Accusato dagli avversari politici di esercitare un controllo fin troppo stretto sulla sinistra cittadina, Chiti nel 2012 aveva visto sorgere l’astro del giovane Samuele Bertinelli, certo non un suo sostenitore, che a maggio sarebbe divenuto sindaco.

“So già che mi mancherà molto l’attività svolta in tutti questi anni - ha scritto ancora Chiti - alla quale ho sacrificato anche una parte della mia vita privata, dedicandovi l’impegno, la passione e la dedizione di cui sono stato capace”. Una decisione, comunque, che non significherà certo una vita ritirata. “Da cittadino – sottolinea – cercherò di dare un contributo sui temi che ritengo prioritari per la nostra comunità. Lo farò con la libertà e la responsabilità alle quali mi sono proposto di far corrispondere le mie valutazioni e i miei comportamenti”.

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