Toscana
«Ecco come riportare la grande lirica a Pistoia»
Il progetto del tenore Luca Pacini e del critico musicale Fabrizio Mazzoncini per far tornare l’opera in piazza del Duomo, da dove fu spodestata dal Blues
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PISTOIA. Luca Pacini è uno dei tre tenori pistoiesi oggi in attività. Insegna musica alla scuola media Anna Frank, e quando è libero dalla scuola tiene decine di concerti, soprattutto a Firenze, fuori toscana e all’estero, dove canta insieme ad artisti di rilievo internazionale. È più impegnato altrove che nella sua città natale, dove la lirica è poco presente.
Nessuno è profeta in patria?
«Vero. Anche se Pistoia ha una buona tradizione lirica e in piazza del Duomo sono passati grandi personaggi, da Mirella Freni a Katia Ricciarelli, da Leo Nucci a Boris Christoff e Jose Carreras, diretti da personaggi del calibro di Gianandrea Gavazzeni».
Poi cosa è successo?
«Allestire un’opera lirica è costoso, e a Pistoia ha prevalso il blues. Eppure anche qui da noi sarebbe possibile programmare una stagione operistica di buon livello come accade al Giglio di Lucca o al Politeama di Prato».
È possibile fare qualcosa per riaccendere a Pistoia la passione per la lirica?
«Due pistoiesi, il critico musicale Fabrizio Mazzoncini ed io, un’idea ce l’hanno. Il nostro progetto prevede di far esibire a Pistoia i più prestigiosi nomi della lirica internazionale, un’opportunità più unica che rara».
In che modo?
«Si chiama “Pistoia all’opera per l’opera”, si basa su una mostra dedicata alla tradizione della lirica pistoiese in piazza dal 1948 al 1958 e su due concerti, a cui hanno dato la disponibilità a partecipare Oskana Dika, cioè l’attuale Turandot al Metropolitan di New York, Gabriele Viviani, che adesso interpreta Lord Asthon al teatro Théâtre des Champs-Elysées, e altri. E dopo le due esibizioni in teatro potremmo pensare ad altri due concerti in piazza Duomo, e con orchestra, durante il Luglio, come accadeva molti anni fa».
Lo crede possibile?
«Noi ci speriamo. Abbiamo presentato il nostro progetto a Comune e Fondazione Cassa di risparmio e attendiamo una loro risposta».
Ma nel frattempo siete costretti ad emigrare…
«In collaborazione con l’Associazione “Armonie in Villa” abbiamo eletto Villa Smilea, a Montale, a piccolo tempio per la lirica locale. Dopo l’omaggio che abbiamo fatto al concerto che i tre tenori tennero a Caracalla, sabato 23 dicembre alle 18,30 canteremo ancora lì, con “Strenne della lirica”, una selezione di brani dalla Boheme di Giacomo Puccini raccontata da Fabrizio Mazzoncini. Saremo in quattro e avremo come ospite d’onore il basso Giacomo Prestia.
Pistoia matrigna?
«In attesa che la voglia di lirica ritorni, noi puntiamo sui giovani. Continueremo a proporla nelle scuole di ogni ordine e grado, coinvolgendo insegnanti ed alunni. Quando l’abbiamo fatto è stato un grande successo. È il modo migliore per far conoscere e diffondere il patrimonio musicale rappresentato da questo genere e per formare il pubblico consapevole, quello del futuro.
Tiziano Carradori
Nessuno è profeta in patria?
«Vero. Anche se Pistoia ha una buona tradizione lirica e in piazza del Duomo sono passati grandi personaggi, da Mirella Freni a Katia Ricciarelli, da Leo Nucci a Boris Christoff e Jose Carreras, diretti da personaggi del calibro di Gianandrea Gavazzeni».
Poi cosa è successo?
«Allestire un’opera lirica è costoso, e a Pistoia ha prevalso il blues. Eppure anche qui da noi sarebbe possibile programmare una stagione operistica di buon livello come accade al Giglio di Lucca o al Politeama di Prato».
È possibile fare qualcosa per riaccendere a Pistoia la passione per la lirica?
«Due pistoiesi, il critico musicale Fabrizio Mazzoncini ed io, un’idea ce l’hanno. Il nostro progetto prevede di far esibire a Pistoia i più prestigiosi nomi della lirica internazionale, un’opportunità più unica che rara».
In che modo?
«Si chiama “Pistoia all’opera per l’opera”, si basa su una mostra dedicata alla tradizione della lirica pistoiese in piazza dal 1948 al 1958 e su due concerti, a cui hanno dato la disponibilità a partecipare Oskana Dika, cioè l’attuale Turandot al Metropolitan di New York, Gabriele Viviani, che adesso interpreta Lord Asthon al teatro Théâtre des Champs-Elysées, e altri. E dopo le due esibizioni in teatro potremmo pensare ad altri due concerti in piazza Duomo, e con orchestra, durante il Luglio, come accadeva molti anni fa».
Lo crede possibile?
«Noi ci speriamo. Abbiamo presentato il nostro progetto a Comune e Fondazione Cassa di risparmio e attendiamo una loro risposta».
Ma nel frattempo siete costretti ad emigrare…
«In collaborazione con l’Associazione “Armonie in Villa” abbiamo eletto Villa Smilea, a Montale, a piccolo tempio per la lirica locale. Dopo l’omaggio che abbiamo fatto al concerto che i tre tenori tennero a Caracalla, sabato 23 dicembre alle 18,30 canteremo ancora lì, con “Strenne della lirica”, una selezione di brani dalla Boheme di Giacomo Puccini raccontata da Fabrizio Mazzoncini. Saremo in quattro e avremo come ospite d’onore il basso Giacomo Prestia.
Pistoia matrigna?
«In attesa che la voglia di lirica ritorni, noi puntiamo sui giovani. Continueremo a proporla nelle scuole di ogni ordine e grado, coinvolgendo insegnanti ed alunni. Quando l’abbiamo fatto è stato un grande successo. È il modo migliore per far conoscere e diffondere il patrimonio musicale rappresentato da questo genere e per formare il pubblico consapevole, quello del futuro.
Tiziano Carradori
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