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Pistoia

l’ospite scomodo 

«Pistoia Capitale? Non ha funzionato»

«Pistoia Capitale? Non ha funzionato»

PISTOIA. «Se tu domandi ad un italiano, che non sia di Pistoia, qual è la capitale della cultura non ti risponde. Quindi qualcosa non ha funzionato nella comunicazione». Lo ha detto Vittorio Sgarbi,...

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PISTOIA. «Se tu domandi ad un italiano, che non sia di Pistoia, qual è la capitale della cultura non ti risponde. Quindi qualcosa non ha funzionato nella comunicazione». Lo ha detto Vittorio Sgarbi, intervenuto all’iniziativa “Arte, artigianato e cultura” promossa da Cna e Confartigianato.

«Palermo farà fatica anche lei, Mantova forse qualcuno l’ha percepita, ma in generale questa idea di Dario Franceschini – ha aggiunto il critico d’arte – è un’idea fallimentare, perché serve a dare un milione di euro a una città, che è molto, ma anche poco, e la città non sempre riesce a farlo fruttare. Il caso di Pistoia è emblematico, perché non la prima città di cultura che ti viene in mente».

«Quindi – ha proseguito il noto critico d’arte – pensi, magari c’è qualcosa che non so, in realtà non c’è niente perché non è venuto fuori niente. La capitale italiana deve essere percepita come tale fuori da Pistoia, se la percepisce Pistoia la capitale comunale, non la capitale italiana. Per cui un’occasione non soltanto perduta, ma che nasce da un errore sostanziale del ministro, che ha pensato che mettendola in gara veniva fuori qualcosa».

«Io mi ricordo che l’unica volta in cui si parlato di Pistoia capitale italiana della cultura – ha anche detto Vittorio Sgarbi – è stato per il simbolo, che era una cagata di tale bruttezza, che forse ha fatto parlare di sé per quello. Il più brutto logo mai fatto, lo ha fatto Pistoia».

Secondo il critico d’arte ora è tardi per recuperare. «L’anno di Pistoia capitale è quasi terminato – ha concluso – ci vorrebbe qualcosa che abbia un grande senso, occorre pensarci, ma deve essere un’idea che altri non hanno avuto.

Entrando nel merito del convegno, Sgarbi ha spiegato le peculiarità dell’artigianato artistico toscano, sottolineando come il settore si trovi ad un bivio. «O sarà schiacciato dal design tipo Ikea o dovrà trovare la via per il suo Rinascimento». Non è impossibile: «Ci è riuscito il comparto enogastronomico con Slow Food. Quando ero bambino il lavoro di cuoco non era considerato un buon lavoro. Oggi c’è lo chef e sono conosciuti a livello internazionale». Per Sgarbi il rilancio del comparto artigianale può partire dalla Toscana, forse da città come Pistoia: «Tipicità e capacità di esecuzione possono fare la differenza, possono essere la via della rinascita. Quando una cosa è fatta bene e la trovi solo in un posto non c’è centro commerciale che regga. La tradizione e il gusto in Toscana non hanno radici rinsecchite. L’attenzione al dettaglio e ai materiali qui sono connaturali. A differenza dell’arte, che è inutile ma nasce da un’idea, l’artigianato serve. Il suo nemico è il design che riproduce all’infinito. Ma l’artigianato è stato la prima espressione del genio della nostra nazione». (a. t.)

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