Sicurezza
Nuovi guai per la donna che sparò all’ex
È accusata di maltrattamento dei figli per averli messi a conoscenza di voler uccidere il loro padre
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PISTOIA. Nuovi guai per Serena Checchi, la quarantenne di Ponte Buggianese, condannata in via definitiva a otto anni di reclusione per tentato omicidio dell'ex convivente Vasco Guidi, che ferì sparandogli sei colpi di pistola il 14 maggio di tre anni fa.
Il sostituto procuratore della Repubblica, Luigi Boccia da tempo le ha comunicato la conclusione delle indagini per l'accusa di maltrattamenti in famiglia e nello specifico nei confronti dei due figli per averli coinvolti nel tentato omicidio di loro padre. E oggi si svolgerà l'udienza preliminare davanti al giudice. Nell'avviso di conclusione delle indagini il sostituto procuratore riferisce che i maltrattamenti sarebbero consistiti nell'aver messo a conoscenza i figli dell'intenzione di voler uccidere il loro padre e sulle modalità con le quali avrebbe voluto poi far sparire il cadavere. Oltre ad aver sparato all'ex coniuge sotto ai loro stessi occhi. Tutte situazioni che avrebbero provocato sofferenze fisiche e psicologiche nei due ragazzi.
Come detto, il tentato omicidio risale al 14 maggio di tre anni fa. La relazione tra Serena Checchi e Vasco Guidi era finita nel 2011, con una coda avvelenata di reciproche accuse. Solo due settimane prima sembrava che i due avessero trovato un delicato equilibrio, con l'accordo sull'affidamento dei figli. Erano circa le 18 di quel giorno. I due bambini erano con il padre, caporeparto alla Coop di Pistoia, nel podere di proprietà dell'uomo a Ponte di Serravalle. La donna aveva lasciato la propria auto nel parcheggio di un ristorante sulla Provinciale Lucchese, ed era salita lungo una stretta stradina collinare che porta al podere. Secondo l'accusa, con l'intento di uccidere, secondo la donna, solo per parlare dei figli: il raptus omicida sarebbe scaturito dalla discussione che era sorta in seguito. Fatto sta che ad un certo punto Serena Checchi aveva estratto la sua pistola, carica, e aveva fatto fuoco sei volte, ferendo gravemente l'ex compagno con quattro proiettili. Quindi aveva preso i due ragazzi, sconvolti da quanto era accaduto sotto i loro occhi, ed era fuggita sull'auto del marito, mentre quest'ultimo riusciva a scappare e a rifugiarsi nel podere di un vicino. La donna si era diretta a Firenze, dove viveva il padre (il nonno dei piccoli) per affidarglieli. Poi, seguendo il consiglio del genitore, aveva telefonato all'avvocato e si era recata dai carabinieri di Pescia per costituirsi, ammettendo di aver sparato lei all'ex convivente. Ma non per ucciderlo, aveva detto loro, confermandolo poi, in lacrime, anche durante l'interrogatorio di garanzia. In primo grado era stata condannata a nove anni ed otto mesi di reclusione, salvo poi avere uno sconto di pena nei gradi successivi.
L'anno scorso, in primo grado, il Tribunale dei minori le ha tolto la potestà genitoriale nei confronti dei figli affidandoli al padre, che aveva presentato l’istanza, e sospendendo anche per i nonni materni la possibilità degli incontri con i due ragazzi. (p.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il sostituto procuratore della Repubblica, Luigi Boccia da tempo le ha comunicato la conclusione delle indagini per l'accusa di maltrattamenti in famiglia e nello specifico nei confronti dei due figli per averli coinvolti nel tentato omicidio di loro padre. E oggi si svolgerà l'udienza preliminare davanti al giudice. Nell'avviso di conclusione delle indagini il sostituto procuratore riferisce che i maltrattamenti sarebbero consistiti nell'aver messo a conoscenza i figli dell'intenzione di voler uccidere il loro padre e sulle modalità con le quali avrebbe voluto poi far sparire il cadavere. Oltre ad aver sparato all'ex coniuge sotto ai loro stessi occhi. Tutte situazioni che avrebbero provocato sofferenze fisiche e psicologiche nei due ragazzi.
Come detto, il tentato omicidio risale al 14 maggio di tre anni fa. La relazione tra Serena Checchi e Vasco Guidi era finita nel 2011, con una coda avvelenata di reciproche accuse. Solo due settimane prima sembrava che i due avessero trovato un delicato equilibrio, con l'accordo sull'affidamento dei figli. Erano circa le 18 di quel giorno. I due bambini erano con il padre, caporeparto alla Coop di Pistoia, nel podere di proprietà dell'uomo a Ponte di Serravalle. La donna aveva lasciato la propria auto nel parcheggio di un ristorante sulla Provinciale Lucchese, ed era salita lungo una stretta stradina collinare che porta al podere. Secondo l'accusa, con l'intento di uccidere, secondo la donna, solo per parlare dei figli: il raptus omicida sarebbe scaturito dalla discussione che era sorta in seguito. Fatto sta che ad un certo punto Serena Checchi aveva estratto la sua pistola, carica, e aveva fatto fuoco sei volte, ferendo gravemente l'ex compagno con quattro proiettili. Quindi aveva preso i due ragazzi, sconvolti da quanto era accaduto sotto i loro occhi, ed era fuggita sull'auto del marito, mentre quest'ultimo riusciva a scappare e a rifugiarsi nel podere di un vicino. La donna si era diretta a Firenze, dove viveva il padre (il nonno dei piccoli) per affidarglieli. Poi, seguendo il consiglio del genitore, aveva telefonato all'avvocato e si era recata dai carabinieri di Pescia per costituirsi, ammettendo di aver sparato lei all'ex convivente. Ma non per ucciderlo, aveva detto loro, confermandolo poi, in lacrime, anche durante l'interrogatorio di garanzia. In primo grado era stata condannata a nove anni ed otto mesi di reclusione, salvo poi avere uno sconto di pena nei gradi successivi.
L'anno scorso, in primo grado, il Tribunale dei minori le ha tolto la potestà genitoriale nei confronti dei figli affidandoli al padre, che aveva presentato l’istanza, e sospendendo anche per i nonni materni la possibilità degli incontri con i due ragazzi. (p.p.)
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