Il Tirreno

Pistoia

Non fu responsabile della morte di Cami

di Pasquale Petrella
Non fu responsabile della morte di Cami

Assolta la donna che guidava l’altra auto con cui ci fu l’urto che fece rovesciare la Suzuki su cui viaggiava Camilla Innocenti

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PISTOIA. Non ha responsabilità la donna coinvolta nel tragico incidente stradale del 28 novembre di due anni fa in cui perse la vita l'allora ventiduenne Camilla Innocenti, da tutti chiamata “Cami”.

Le lacrime che scendono sul volto della signora alla lettura della sentenza di assoluzione emessa dal giudice Alessandro Buzzegoli sciolgono la grande tensione vissuta per questi lunghi due anni in cui ha dovuto convivere con quell'accusa di omicidio colposo per la morte della giovane Camilla di cui, lei non si è mai sentita responsabile. A sostenere la difesa davanti al giudice gli avvocati Giovanni Dini e Silvia Vincenzo che hanno ribattuto la tesi sostenuta dal sostituto procuratore della Repubblica, Linda Gambassi. Una responsabilità che, secondo gli investigatori era da condividere con Riccardo Pecini, 26 anni, che era alla guida della Suzuki Jimmy sulla quale si trovava la ventiduenne al momento dell'impatto con la Ford C Max guidata dalla signora. E quest'ultimo, che era a sua volta imputato di omicidio colposo, il 3 ottobre scorso ha deciso di patteggiare una sentenza a un anno e due mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e con la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per diciotto mesi.

A livello processuale è stata quindi messa la parola fine a quella disgrazia che due anni fa portò lutto e dolore in una intera comunità e che ancora crea dolore e lacrime nella sua famiglia che la ricordano ogni giorno sulla pagina Facebook «Per non dimenticare Camilla Innocenti».

La giovane risiedeva allo Sperone, e stava rientrando a casa dopo aver trascorso la notte con due amici in discoteca. Lei si trovava sul sedile posteriore della Suzuki Jimmy guidata da Riccardo Pecini, quando - secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori - nel fare un sorpasso lungo via Erbosa in direzione Canapale, «ad una velocità non consona per quel tratto di strada», urtò la ruota e la parte anteriore dell'auto che la precedeva, guidata dalla donna assolta ieri, che proprio in quel momento stava per svoltare a sinistra in via Castel dei Frosini. Nell'urto la Suzuki con i tre giovani a bordo si ribaltò più volte e la ventiduenne che si trovava sul sedile posteriore e che era senza cintura, fu sbalzata fuori dal finestrino posteriore sinistro e rimase schiacciata sotto il veicolo ribaltato. I traumi interni riportati furono letali e seppur immediato il trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale San Jacopo, per i medici non ci fu nulla da fare per salvarle la vita. Una grande folla le dette l’ultimo saluto nella chiesa di San Francesco con i genitori e la sorella in prima fila circondati dall’affetto delle centinaia di giovani arrivati per salutare Camilla scomparsa troppo giovane per un destino crudele.



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