Sicurezza
Valdibure, lupo sbrana pecore nel recinto
Tre ovini uccisi nella notte. La proprietaria del gregge: scendono in basso, è necessario intervenire
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PISTOIA. Le carcasse di tre pecore sbranate all’interno del recinto in cui gli animali trascorrono la notte. È la macabra scoperta che ha fatto al risveglio, ieri mattina (lunedì 11 dicembre), Daniela Coppi vicino alla propria casa in via Pozze e Santomoro nella zona di Valdibure.
«Ad aggredire tre delle dieci pecore che si trovavano nel recinto – non ha dubbi Daniela – sono stati i lupi, che durante la notte si sono avvicinati alle case. Ne abbiamo trovate due completamente sbranate ed una ridotta praticamente in fin di vita».
Una zona collinare, quella in cui vive Daniela, lungo la strada provinciale della Riola, a pochi minuti dal centro di Pistoia; un’area abitata con circa una ventina di case, in cui negli ultimi tempi i segnali del passaggio notturno dei lupi sono sempre più frequenti. «La scorsa primavera – racconta – intorno alle 8 di mattina ne ho visto uno con i miei occhi che attraversava la Riola. Credo che la gente debba sapere che ormai i lupi arrivano qui, scendendo ad altitudini fino a poco tempo fa impensabili».
Una questione che ha risvolti di carattere economico per chi, come lei, ha un’azienda agricola in cui vengono allevati animali. «Le pecore uccise – spiega – sono esemplari da carne e da lana del valore di 200 euro l’una. Prima avevamo il problema dei cervi che si spingevano nei campi rovinando le coltivazioni; poi, proprio per contenere la crescita della popolazione dei cervi, sono stati introdotti i lupi: non credo abbia senso tentare di risolvere un problema creandone uno nuovo. Adesso i lupi chi li mangia? »
Così Daniela invoca misure che possano realmente porre fine ad una situazione che sembra peggiorare costantemente col passare del tempo. «Credo – sottolinea – che sia necessario un intervento da parte degli enti competenti per risolvere questo problema. Tra l’altro come azienda agricola dobbiamo rispettare dei vincoli che non ci permettono, ad esempio, di costruire delle nuove stalle completamente chiuse con cui potremmo tenere maggiormente al riparo gli animali.
In questo modo - conclude amaramente Daniela - durante la notte restano fuori e si trovano maggiormente esposti agli attacchi dei lupi che via via si stanno avvicinando sempre di più alle zone abitate».
Tommaso Artioli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ad aggredire tre delle dieci pecore che si trovavano nel recinto – non ha dubbi Daniela – sono stati i lupi, che durante la notte si sono avvicinati alle case. Ne abbiamo trovate due completamente sbranate ed una ridotta praticamente in fin di vita».
Una zona collinare, quella in cui vive Daniela, lungo la strada provinciale della Riola, a pochi minuti dal centro di Pistoia; un’area abitata con circa una ventina di case, in cui negli ultimi tempi i segnali del passaggio notturno dei lupi sono sempre più frequenti. «La scorsa primavera – racconta – intorno alle 8 di mattina ne ho visto uno con i miei occhi che attraversava la Riola. Credo che la gente debba sapere che ormai i lupi arrivano qui, scendendo ad altitudini fino a poco tempo fa impensabili».
Una questione che ha risvolti di carattere economico per chi, come lei, ha un’azienda agricola in cui vengono allevati animali. «Le pecore uccise – spiega – sono esemplari da carne e da lana del valore di 200 euro l’una. Prima avevamo il problema dei cervi che si spingevano nei campi rovinando le coltivazioni; poi, proprio per contenere la crescita della popolazione dei cervi, sono stati introdotti i lupi: non credo abbia senso tentare di risolvere un problema creandone uno nuovo. Adesso i lupi chi li mangia? »
Così Daniela invoca misure che possano realmente porre fine ad una situazione che sembra peggiorare costantemente col passare del tempo. «Credo – sottolinea – che sia necessario un intervento da parte degli enti competenti per risolvere questo problema. Tra l’altro come azienda agricola dobbiamo rispettare dei vincoli che non ci permettono, ad esempio, di costruire delle nuove stalle completamente chiuse con cui potremmo tenere maggiormente al riparo gli animali.
In questo modo - conclude amaramente Daniela - durante la notte restano fuori e si trovano maggiormente esposti agli attacchi dei lupi che via via si stanno avvicinando sempre di più alle zone abitate».
Tommaso Artioli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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