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Pistoia

Pistoia, direttissima in ospedale per il ladro infortunato a Monsummano

Il giudice del tribunale di Pistoia Jacqueline Magi
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Il giudice del tribunale di Pistoia Jacqueline Magi

Al San Jacopo arrivano giudice, pubblico ministero, avvocato e carabinieri: la camera del reparto di Setting A si trasforma in aula d’udienza

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PISTOIA. Tra le varie sfaccettature della Giustizia che funziona può anche succedere che per un’oretta un ospedale si trasformi in tribunale. E a Pistoia è avvenuto sabato mattina, 9 dicembre, dopo che la giudice monocratica Jacqueline Magi ha deciso di adibire a sala d’udienza la camera del San Jacopo dove si trova ricoverato agli arresti domiciliari il ladro che, giovedì pomeriggio, a Monsummano, nel tentativo di fuggire dopo aver messo un furto in un abitazione è caduto fratturandosi una gamba. Per poi finire in manette. Per rispettare le scadenze previste dalla legge, assieme alla pm di turno Linda Gambassi, alla segretaria d’udienza e all’avvocato difensore – e naturalmente ai carabinieri – la giudice Magi ha lasciato il tribunale di piazza del Duomo per andare a celebrare il processo per direttissima nel reparto Setting A del nosocomio cittadino.

E lì, con l’imputato immobilizzato nel letto con la gamba in trazione, ha avuto inizio l’udienza, che, come di consueto, nella fase della convalida dell’arresto, si è svolta a porte chiuse: il compagno di stanza del 33enne montecatinese di origini serbe è stato fatto uscire. Ascoltata la testimonianza dei militari dell’Arma e quella dell’imputato (che di fatto ha ammesso di aver tentato il furto), la giudice ha convalidato l’arresto, applicando poi all’uomo la misura cautelare degli arresti domiciliari. In attesa del processo per direttissima, che, su richiesta dell’avvocato difensore, che ha chiesto i termini a difesa per studiare il caso, è stato rinviato.

Dopodiché, chiusa la verbalizzazione, l’improvvisata aula d’udienza è tornata ad essere una semplice camera d’ospedale. E l’imputato, un normale paziente, anche se in stato di arresto.

Per la cronaca, il 33enne è stato arrestato poco dopo le 18 di giovedì a Monsummano, in via Cavour. Qualche minuto prima, un commerciante di via Crispi, mentre inseguiva un altro ladro che aveva appena rubato una borsa nel suo negozio, correndo fuori dal retro aveva scorto che al piano superiore della propria abitazione – dove sapeva si trovava solo l’anziana madre – c’era qualcuno che si muoveva con una torcia elettrica. Si trattava del 33enne di origini serbe, che aveva già riempito un trolley con argenteria e altri oggetti preziosi.

A quel punto il commerciante si è precipitato in casa e il ladro si è dato alla fuga. È stato nello scavalcare la recinzione del giardino che dà su via Cavour che è caduto malamente sul marciapiede fratturandosi il piatto tibiale. E lì, dolorante e immobilizzato. Ha aspettato che arrivassero ambulanza e carabinieri.

Massimo Donati
 

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di Redazione web