Il Tirreno

Pistoia

«Più lampioni per fermare i ladri»

di Adele Tasselli

Tante zone ancora al buio: i residenti di Olmi e Barba chiedono al Comune maggiore sicurezza

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QUARRATA. Chiedono maggiore sicurezza e più punti luce i quarratini che vivono tra gli Olmi e Barba, vittime di vari furti messi a segno in zona. C’erano anche loro all’incontro di ieri organizzato da Legambiente nella zona del Ponticino con l’assessore Gabriele Romiti. E a lui hanno chiesto l’installazione di alcuni lampioni in delle zone che ora sono al buio: «Sarebbero dei deterrenti per i ladri» dice una signora che qualche giorno fa ha subito l’ennesimo furto.

Le vittime dei ladri raccontano le loro storie ma chiedono di non fare nomi: hanno paura. «Sono entrati sabato pomeriggio, prima delle 19. Eravamo usciti a fare la spesa e in casa era rimasta mia madre che è anziana e ha difficoltà a muoversi. Hanno aperto il portone facilmente e si sono messi a rovistare. Mia madre ha urlato chiedendo chi ci fosse in casa. Le hanno detto che erano i guardiani della casa e di non muoversi, poi l’hanno chiusa in cucina. Hanno portato via dell’oro e dei contanti che avevamo in cassaforte, aperta con un flessibile».

Incursioni che lasciano la paura addosso e spingono a cambiare abitudini per non lasciare la casa incustodita.

«La sera non esco più – racconta un signore degli Olmi, che vive con la moglie e due figli disabili – Mi sono entrati in casa nel giro di un’ora. Alle 19 siamo usciti per andare a mangiare una pizza e un’ora dopo siamo rientrati e abbiamo trovato la casa sottosopra. Avevano rovesciato tutti i mobili e sono potuto rientrare in casa solo in questi giorni. Si sono portati via tutto: denaro, gioielli e una pelliccia».

Un anno fa a essere presa di mira, per la seconda volta, un’altra abitazione del Barba: «Entrarono dal bagno, avevo sentito dei rumori intorno alle 4,30 ma non ce l’ho fatta ad alzarmi, nonostante non pensassi a dei ladri ma che avesse avuto bisogno di qualcosa mia madre. Sta con noi ed è anziana e spesso mi alzo per aiutarla. Ma quella mattina non ci sono riuscita, forse ci avevano spruzzato qualcosa. Hanno preso poco perché già non tenevamo più soldi in casa. L’anno prima avevano rubato a un mio cugino di Vignole, così abbiamo preso a non tenere più nulla».

La signora Nanda D’Alessandro ora vive praticamente in un bunker: «Tra ottobre e novembre dello scorso anno sono entrati due volte. La prima volta mi hanno sottratto denaro e gioielli, anche oggetti ai quali ero legata affettivamente. Portarono via anche la mia Audi, che però, grazie al Gps, siamo riusciti a ritrovare a Casale di Prato. L’ho dovuta tenere ferma per giorni perché era necessario cambiare la serratura. Decisi di mettere un allarme e due giorni dopo averlo installato, rientrarono: mio figlio, avvisato dal sistema di sicurezza, arrivò in tempo per vederli scappare a piedi lungo l’Ombrone. Adesso abbiamo messo anche le inferriate, ma dopo che ti sono entrati in casa, subentra la paura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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