Italia
«Questi sono soldi spesi bene»
I complimenti per La Visitazione, lo stupore al Museo dello Spedale del Ceppo
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PISTOIA. Fuori dalla chiesa di San Leone ci sono un centinaio di pistoiesi ad aspettarlo. I dipendenti della Provincia sui gradini davanti alla sede, e due file di persone intorno all’auto presidenziale. Polizia e carabinieri ogni tanto si avvicinano chiedendo di fare un passo indietro, perché quando le auto ripartiranno potrebbero esserci rischi per l’incolumità di chi è troppo a ridosso.
Dopo dieci minuti Sergio Mattarella esce dalla chiesa. E si concede, come in piazza Duomo, alcuni istanti con i citadini. Pochi secondi prima alcune voci avevano cercato di richiamare la sua attenzione: «Presidente! ». Lui si avvicina, sorride e stringe mani, salutando. Gli applausi si fanno fragorosi in San Leone, anche se c’è un po’ di delusione dall’altra parte della strada, dove non si è fermato. Un po’ come per le persone che lo aspettavano mezz’ora prima in piazza Giovanni XXIII, davanti al Ceppo: Mattarella c’è arrivato in auto, e appena sceso si è subito diretto verso il Museo dello Spedale. Finita la visita, circa 20 minuti dopo, è stato fatto uscire dalla parte retrostante, suscitando la delusione della cinquantina di persone rimaste in piazza, che hanno visto sfilare l’auto presidenziale con la scorta delle forze dell’ordine.
Per i due momenti privati della tappa presidenziale sono stati scelti due gioielli della cultura pistoiese: il Museo dell’ospedale del Ceppo, con il teatrino anatomico, e la scultura della Visitazione di Luca della Robbia. Ad accompagnare Mattarella nella visita privata al Museo il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Alessandro Tomasi, il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni. A fare da Cicerone la direttrice dei musei comunali Elena Testaferrata. Il presidente è rimasto molto colpito dalla Sala dei ferri chirurgici, dalla stanza che ospita le riproduzioni del Fregio robbiano e dal teatrino anatomico. Fin dal 1500 l’ospedale del Ceppo organizzava al suo interno lezioni di medicina. Vista l’importanza della struttura si volle creare una vera scuola di chirurgia (fondata nel 1666). Il teatro anatomico, allestito con seggi per gli studenti e banconi per la pratica medica, fu uno degli ambienti più importanti della scuola, che fu chiusa nel 1844. Resta comunque il grande patrimonio di scritti, strumenti e ferri chirurgici.
Due minuti, il tempo di percorrere in auto la distanza che separa piazza Giovanni XXIII da piazza San Leone ed ecco Mattarella davanti alla chiesa. A fare gli onori di casa il vescovo Fausto Tardelli, con lui l’arciprete della cattedrale Luca Carlesi, don Leonildo Toni, Franceschini, Tomasi, Rossi, l’architetto Simone Martini (che ha curato per la Diocesi il progetto di restauro e la mostra della Visitazione), gli architetti della Soprintendenza Cristina Masdea (per narrare la storia della Visitazione) e Valerio Tesi (per la chiesa di San Leone). Presenti anche gli sponsor della mostra: Luca Iozzelli (presidente Fondazione Caript) e Ugo Baldi (amministratore delegato Conad).
«Questi sono soldi spesi bene», afferma convintamente il presidente mentre ammira la scultura di Della Robbia, dando la sua approvazione alla sinergia tra istituzione ecclesiastica e privati che ne ha permesso il restauro. Mattarella si è complimentato col vescovo per la bellezza della chiesa.
Dal canto suo monsignor Tardelli non si è fatto prendere da timori e ha spiegato che uno dei suoi più grandi desideri è quello di riuscire a ultimare i lavori di restauro della chiesa, anche nella parte esterna. Un invito a finanziare l’intervento rivolto, più che al presidente, al ministro Franceschini, che ascoltava poco distante.
«La visita del presidente – è il commento di Fausto Tardelli al termine della giornata – è per me l’icona di Pistoia Capitale italiana della cultura, l’esperienza più riuscita dell’anno che sta per concludersi. Ma deve rappresentare per la città l’inizio di un progetto di valorizzazione della nostra cultura ancora più importante».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dopo dieci minuti Sergio Mattarella esce dalla chiesa. E si concede, come in piazza Duomo, alcuni istanti con i citadini. Pochi secondi prima alcune voci avevano cercato di richiamare la sua attenzione: «Presidente! ». Lui si avvicina, sorride e stringe mani, salutando. Gli applausi si fanno fragorosi in San Leone, anche se c’è un po’ di delusione dall’altra parte della strada, dove non si è fermato. Un po’ come per le persone che lo aspettavano mezz’ora prima in piazza Giovanni XXIII, davanti al Ceppo: Mattarella c’è arrivato in auto, e appena sceso si è subito diretto verso il Museo dello Spedale. Finita la visita, circa 20 minuti dopo, è stato fatto uscire dalla parte retrostante, suscitando la delusione della cinquantina di persone rimaste in piazza, che hanno visto sfilare l’auto presidenziale con la scorta delle forze dell’ordine.
Per i due momenti privati della tappa presidenziale sono stati scelti due gioielli della cultura pistoiese: il Museo dell’ospedale del Ceppo, con il teatrino anatomico, e la scultura della Visitazione di Luca della Robbia. Ad accompagnare Mattarella nella visita privata al Museo il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Alessandro Tomasi, il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni. A fare da Cicerone la direttrice dei musei comunali Elena Testaferrata. Il presidente è rimasto molto colpito dalla Sala dei ferri chirurgici, dalla stanza che ospita le riproduzioni del Fregio robbiano e dal teatrino anatomico. Fin dal 1500 l’ospedale del Ceppo organizzava al suo interno lezioni di medicina. Vista l’importanza della struttura si volle creare una vera scuola di chirurgia (fondata nel 1666). Il teatro anatomico, allestito con seggi per gli studenti e banconi per la pratica medica, fu uno degli ambienti più importanti della scuola, che fu chiusa nel 1844. Resta comunque il grande patrimonio di scritti, strumenti e ferri chirurgici.
Due minuti, il tempo di percorrere in auto la distanza che separa piazza Giovanni XXIII da piazza San Leone ed ecco Mattarella davanti alla chiesa. A fare gli onori di casa il vescovo Fausto Tardelli, con lui l’arciprete della cattedrale Luca Carlesi, don Leonildo Toni, Franceschini, Tomasi, Rossi, l’architetto Simone Martini (che ha curato per la Diocesi il progetto di restauro e la mostra della Visitazione), gli architetti della Soprintendenza Cristina Masdea (per narrare la storia della Visitazione) e Valerio Tesi (per la chiesa di San Leone). Presenti anche gli sponsor della mostra: Luca Iozzelli (presidente Fondazione Caript) e Ugo Baldi (amministratore delegato Conad).
«Questi sono soldi spesi bene», afferma convintamente il presidente mentre ammira la scultura di Della Robbia, dando la sua approvazione alla sinergia tra istituzione ecclesiastica e privati che ne ha permesso il restauro. Mattarella si è complimentato col vescovo per la bellezza della chiesa.
Dal canto suo monsignor Tardelli non si è fatto prendere da timori e ha spiegato che uno dei suoi più grandi desideri è quello di riuscire a ultimare i lavori di restauro della chiesa, anche nella parte esterna. Un invito a finanziare l’intervento rivolto, più che al presidente, al ministro Franceschini, che ascoltava poco distante.
«La visita del presidente – è il commento di Fausto Tardelli al termine della giornata – è per me l’icona di Pistoia Capitale italiana della cultura, l’esperienza più riuscita dell’anno che sta per concludersi. Ma deve rappresentare per la città l’inizio di un progetto di valorizzazione della nostra cultura ancora più importante».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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