Il Tirreno

Pistoia

Pistoia capitale, ecco la promozione

DI FABIO CALAMATI
Pistoia capitale, ecco la promozione

Mattarella : la città ha fatto onore al titolo, le auguro un avvenire di grande prestigio

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Pistoia è stata una degna Capitale italiana della Cultura in questo 2017 che sta per finire. L’ha attestato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, dietro di lui, l’hanno ribadito il presidente della Regione Rossi e il ministro dei beni culturali Franceschini. Nonostante tutte le difficoltà incontrate, nonostante l’imprevisto ribaltone politico che a giugno ha portato il centrodestra al governo della città.

Ora, però, comincia una nuova sfida, forse ancor più importante. Eloquenti le parole del ministro Franceschini: «Capitale della Cultura si continua ad esserlo anche negli anni successivi». E così anche Rossi: «Il successo ottenuto permette a questa città di scommettere sul suo futuro, guadagnandosi il posto che merita». Lo stesso sindaco Tomasi ha sottolineato come Pistoia debba consolidare l’indubitabile crescita turistica registrata quest’anno.

Ma non sarà solo questione di turismo. Dopo l’epocale sconfitta del centrosinistra guidato da Bertinelli, nelle elezioni di giugno, e il capovolgimento degli equilibri politici che da settant’anni non si erano modificati in riva all’Ombrone, la città sembra guardare al futuro che l’attende con un misto di curiosità e incertezza. Curiosità per l’aprirsi di nuovi orizzonti di opportunità (come, appunto, quelli offerti dall’anno da Capitale della Cultura), incertezza per una guida forte – com’era quella dell’amministrazione Bertinelli, checché se ne pensasse – venuta improvvisamente meno. Quel vago senso di stordimento che un po’ traspariva anche dalla piazza di ieri, sorprendentemente piena solo a metà di pistoiesi venuti per il Presidente della Repubblica.

La palla, dunque, è ora alla giunta Tomasi e all’intera classe dirigente cittadina: c’è da esplicitare una nuova rotta e iniziare a percorrerla con decisione e coerenza. L’anno da Capitale della Cultura – anche questo l’hanno ripetuto tutti gli oratori di ieri – ha insegnato che la città può aspirare ad obiettivi di grande prestigio (il presidente Mattarella ha anzi esplicitamente augurato di raggiungerli) e che solo lavorando insieme, come e più di quanto fatto quest’anno, questi obiettivi possono essere colti.



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