Sicurezza
L’albero di Natale illumina Mattarella
di Pasquale Petrella
L’arrivo anticipato e il microfono galeotto vengono colmati dal calore dei pistoiesi e delle scolaresche presenti in piazza
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il microfono si spegne mangiandosi le ultime battute del discorso di auguri alla città da parte di un emozionato sindaco Alessandro Tomasi.
Le luci dell’albero di Natale si accendono e l’attimo di imbarazzo svanisce fra gli applausi, le grida di gioia e lo sventolio del tricolore da parte degli alunni delle scuole presenti in piazza Duomo. Per il presidente Sergio Mattarella è quello, forse, uno dei momenti più “veri” della visita a Pistoia. Rompe il cerimoniale e dopo aver ascoltato il canto natalizio dei bambini del gruppo i Grilli cantanti della scuola Civini Arrighi, si avvicina alle transenne, proprio sotto l’albero di Natale - che fa festa con le sue lucine intermittenti- e stringe mani e permette qualche selfie. Fa il giro delle transenne fino a raggiungere il gruppo di alunni più numerosi con le loro bandierine tricolori – dove si è posizionata la scuola Marconi - e qui, uno dei ragazzi, gli porge una busta bianca che il presidente prende e passa ad uno dello staff mentre ascolta le brevi battute dell’alunno che gli dice della lettera che contiene. Applausi e grande calore per il Presidente Mattarella che un po’ gli sono mancati all’arrivo davanti a Palazzo di Giano, avvenuto con almeno venti minuti di anticipo su quanto previsto.
Quando arriva il Presidente della Repubblica infatti le transenne che circondano l’ingresso del Comune sono a malapena coperte di cittadini. L’arrivo era previsto intorno alle 16,30 ed invece sono da poco passate le sedici quando le auto della scorta entrano in piazza. Le file ordinate degli alunni delle scuole attraversano la piazza quando Mattarella è già nella Sala Maggiore. Ma poco importa perché mentre si svolge il cerimoniale nel Palazzo di Giano, la piazza si riempie ed il saluto dei pistoiesi è caloroso e vero verso il Presidente. Peccato solo che gli unici tricolori in vista fossero quelli di una scolaresca, frutto sicuramente di insegnanti preparati e dall’alto senso civico.
E’ una città tutto sommato sonnacchiosa però quella che ha accolto Mattarella. Qualche tricolore in più, soprattutto alle finestre dei palazzi delle istituzioni, non avrebbe guastato. Ed invece la visita scivola via in fretta, quasi anonima, e nel giro di un paio d’ore tutto torna alla normalità con il traffico che riprende a scorrere regolarmente, i cassonetti per la raccolta dei rifiuti che tornano ai loro posti e gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che possono smontare dal servizio, per molti di loro, di straordinario. La tocca e fuga del Presidente della Repubblica forse la potranno raccontare in pochi ma ha sicuramente portato la città al centro dell’attenzione mediatica e, forse, è questo che Pistoia cercava con la visita di Sergio Mattarella. Chiudere l’anno di Capitale italiana della Cultura col primo cittadino d’Italia. E l’operazione è pienamente riuscita: Sergio Mattarella è stato a Pistoia. Un altro Presidente che entra nell’”albo d’oro” della città dopo Gronchi, Pertini, Scalfaro e Ciampi.
Le luci dell’albero di Natale si accendono e l’attimo di imbarazzo svanisce fra gli applausi, le grida di gioia e lo sventolio del tricolore da parte degli alunni delle scuole presenti in piazza Duomo. Per il presidente Sergio Mattarella è quello, forse, uno dei momenti più “veri” della visita a Pistoia. Rompe il cerimoniale e dopo aver ascoltato il canto natalizio dei bambini del gruppo i Grilli cantanti della scuola Civini Arrighi, si avvicina alle transenne, proprio sotto l’albero di Natale - che fa festa con le sue lucine intermittenti- e stringe mani e permette qualche selfie. Fa il giro delle transenne fino a raggiungere il gruppo di alunni più numerosi con le loro bandierine tricolori – dove si è posizionata la scuola Marconi - e qui, uno dei ragazzi, gli porge una busta bianca che il presidente prende e passa ad uno dello staff mentre ascolta le brevi battute dell’alunno che gli dice della lettera che contiene. Applausi e grande calore per il Presidente Mattarella che un po’ gli sono mancati all’arrivo davanti a Palazzo di Giano, avvenuto con almeno venti minuti di anticipo su quanto previsto.
Quando arriva il Presidente della Repubblica infatti le transenne che circondano l’ingresso del Comune sono a malapena coperte di cittadini. L’arrivo era previsto intorno alle 16,30 ed invece sono da poco passate le sedici quando le auto della scorta entrano in piazza. Le file ordinate degli alunni delle scuole attraversano la piazza quando Mattarella è già nella Sala Maggiore. Ma poco importa perché mentre si svolge il cerimoniale nel Palazzo di Giano, la piazza si riempie ed il saluto dei pistoiesi è caloroso e vero verso il Presidente. Peccato solo che gli unici tricolori in vista fossero quelli di una scolaresca, frutto sicuramente di insegnanti preparati e dall’alto senso civico.
E’ una città tutto sommato sonnacchiosa però quella che ha accolto Mattarella. Qualche tricolore in più, soprattutto alle finestre dei palazzi delle istituzioni, non avrebbe guastato. Ed invece la visita scivola via in fretta, quasi anonima, e nel giro di un paio d’ore tutto torna alla normalità con il traffico che riprende a scorrere regolarmente, i cassonetti per la raccolta dei rifiuti che tornano ai loro posti e gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che possono smontare dal servizio, per molti di loro, di straordinario. La tocca e fuga del Presidente della Repubblica forse la potranno raccontare in pochi ma ha sicuramente portato la città al centro dell’attenzione mediatica e, forse, è questo che Pistoia cercava con la visita di Sergio Mattarella. Chiudere l’anno di Capitale italiana della Cultura col primo cittadino d’Italia. E l’operazione è pienamente riuscita: Sergio Mattarella è stato a Pistoia. Un altro Presidente che entra nell’”albo d’oro” della città dopo Gronchi, Pertini, Scalfaro e Ciampi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
