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il PRESIDENTE

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PISTOIA. Per tirare davvero le somme dell’anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura, bisognerà sicuramente aspettare il 2018. Ogni valutazione in anticipo rischia di essere prematura. Ma la...

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PISTOIA. Per tirare davvero le somme dell’anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura, bisognerà sicuramente aspettare il 2018. Ogni valutazione in anticipo rischia di essere prematura. Ma la visita del presidente della Repubblica, che cade proprio all’inizio dell’ultimo mese da regina della cultura, può essere l’occasione giusta almeno per girarsi indietro e dare una scorsa rapida agli undici mesi che abbiamo ormai alle spalle. Un’operazione che abbiamo chiesto di fare a cinque voci importanti della città, con gli esiti che si possono leggere in questa stessa pagina. Ma che può essere utilmente completata da una veloce rassegna del dossier di sessanta pagine che nel marzo 2016 valse alla città la conquista del titolo, alla ricerca di quello che è stato fatto e quello che è rimasto, totalmente o parzialmente, sulla carta.

GLI EVENTI

Sono andati tutti molto bene quelli inseriti nel dossier, veri capisaldi del calendario di Pistoia capitale. Leggere la città (6-9 aprile, 15.000 presenti) e Dialoghi sull’uomo (26-28 maggio) sono state entrambe edizioni record per il numero di spettatori presenti, così come Toscana in bocca (21-24 aprile). Non si è invece svolta l’edizione 2017 di Arts & Crafts, sulla quale pure erano appuntate tante aspettative. Ma è mancato il sostegno economico della Camera di commercio e la grande mostra dell’artigianato di qualità ha così mancato il suo appuntamento con la cultura.

In compenso altri eventi si sono aggiunti che non erano previsti nel dossier. Il più importante, probabilmente, è stato l’incontro della città con l’artista Michelangelo Pistoletto, il 1º ottobre.

LE MOSTRE

Rappresentano davvero il filo rosso dell’anno della Cultura. Dall’esposizione di Giovanni Frangi a Palazzo Fabroni (5 febbraio-2 aprile), all’evento clou Passioni visive, l’esposizione dedicata a Marino Marini (aperta il 16 settembre, rimarrà fino al 7 gennaio), visitata da 4.200 persone nei primi due mesi e, si stima, almeno 15.000 in totale. Molti apprezzamenti hanno raccolto le numerose iniziative del Centro Marino Marini, con l’esposizione dedicata ai rapporti con Mirò e quella delle foto di Amendola. Bene anche la mostra (con annesso convegno) su Ippolito Desideri.

Non erano nel dossier ma sono andate bene anche la mostra a Palazzo Fabroni dedicata a Giovanni Pisano (3.500 persone dal 17 giugno al 20 agosto) e quella sui Tesori d’arte in guerra (3.000 visitatori in soli 12 giorni). Ma la vera star dell’anno è indiscutibilmente la Visitazione di Luca della Robbia allestita nella chiesa barocca di San Leone, capace di attirare ventimila visitatori solo nei primi 20 giorni di apertura.

GLI SPETTACOLI

Grande musica, con la stagione sinfonica di Promusica che si è intrecciata con le presenze straordinarie a Pistoia del Maggio musicale fiorentino (4 serate per l’Idomeneo di Mozart e una per la sinfonia Resurrezione di Mahler). Il Pistoia Blues ha fatto 23.000 spettatori.

TRASFORMAZIONE URBANA

È sicuramente il settore in cui aspettative e risultati concreti sono rimasti più distanti. All’ex Ceppo è stato restaurato il Fregio robbiano e aperto il Museo della sanità, con lo spazio dei ferri chirurgici, quello per la storia dell’ospedale e quello dedicato al Fregio; ma il recupero dell’intera area non è partito, così come è rimasta sulla carta (per ora) la Casa della città, l’urban center che doveva aprire i battenti nella parte vecchia.

Fermi anche i recuperi di San Pier Maggiore, San Jacopo in Castellare e saletta Gramsci, mentre è tramontata l’ipotesi di annettere al patrimonio comunale la Fortezza di Santa Barbara. È solo partito il recupero di San Salvatore, la chiesa più antica della città. Da completare anche la metamorfosi di Palazzo Fabroni. E sono iniziati soltanto a settembre i lavori pe rla pedonalizzazione di piazza Spirito Santo.

Fabio Calamati

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