Il Tirreno

Pistoia

Banditi armati alla Coop di viale Adua

Banditi armati alla Coop di viale Adua

Colpo da 10.000 euro nel supermercato affollato ma nessuno tra i clienti si è accorto di ciò che stava succedendo

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PISTOIA. Un sangue freddo da professionisti del crimine, non foss’altro per aver programmato il colpo nel giorno della visita del Capo dello Stato, in una città blindata dalle forze dell’ordine. Fatto sta che, sciarpe e passamontagna a coprire i volti, i banditi sono entrati nel supermercato affollato di clienti, si sono diretti al bancone del punto informazioni, lo hanno aggirato e, tirate fuori le pistole, hanno minacciato direttrice e impiegate, costringendole ad aprire la cassaforte e a consegnare loro i soldi. Per poi, senza che nessuno intorno si fosse reso conto di ciò che era successo, dileguarsi a bordo di un’auto rubata, data poi alle fiamme un paio di chilometri più in là.

Teatro della rapina a mano armata, attorno alle dieci e un quarto di ieri mattina, la Coop di viale Adua, a Pistoia. A metterla a segno, una banda di tre uomini, probabilmente pendolari del crimine arrivati dalla Campania: due sono entrati dentro, il terzo è rimasto al volante dell’auto, pronto per la fuga. Bottino, poco meno di 10.000 euro.

Un colpo pianificato nei dettagli, visto che i rapinatori sapevano perfettamente – dopo la recentissima ristrutturazione interna – dove fosse il bancone che ospita punto informazioni, punto soci e, soprattutto, dietro dei paraventi di vetro smerigliato, l’ufficio della direttrice con la cassaforte: accanto all’ingresso che dà sul parcheggio di viale Adua, dalla parte opposta rispetto a prima.

Come detto, nessuna tra le centinaia di persone che a quell’ora affollavano il supermercato, si è accorta di ciò che stava succedendo. Tant’è vero che quando uno dei banditi, nell’uscire, ha perso una delle mazzette di denaro che stringeva al petto, in più di uno fra i clienti hanno cercato di avvertirlo aveva perso qualcosa, un pacchetto di biscotti pensavano. «Aveva una bracciata di questi pacchettini – racconta Marco, uno di loro – Credevo fossero biscotti. E ne ha perso uno. “Signore, signore, ha perso un pacchetto” hanno cominciato a gridargli. Niente. Non si è fermato. Era vestito tutto di nero. Grosso. Un pezzo d’uomo. Gli si vedevano solo gli occhi: sembrava Diabolik. Nessuno si è accorto che quelli erano soldi. Un cliente l’ha raccolto e l’ha appoggiato sul bancone».

Una volta usciti, i due sono saliti a bordo di una vecchia Fiat Uno bianca, rubata nella nottata precedente in un’officina di Casalguidi.

«Li ho visto venire verso l’uscita del parcheggio – racconta un testimone – Erano in tre. Quando ho capito che non si sarebbero fermati mi sono spostato di lato, per non farmi mettere sotto. E dal finestrino ho visto che quello sul sedile del passeggero aveva in mano una pistola».

Imboccato viale Adua, l’auto si è diretta verso la via Lucchese. I banditi l’hanno abbandonata quasi subito, in via dei Bargi, a Pontelungo, non senza – da veri professionisti – averle dato fuoco per cancellare ogni traccia. Nessuno ha visto su che auto si siano allontanati da lì. La Uno in fiamme è stata spenta poco dopo dai vigili del fuoco.

Dato l’allarme, alla Coop sono accorsi i carabinieri, prima quelli della Stazione di Capostrada e poi i colleghi del nucleo investigativo. E anche gli uomini della sezione antirapina della Squadra mobile della questura, per fornire eventuale supporto. Gli investigatori dell’Arma analizzeranno adesso le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza. I testimoni concordano sull’accento campano dei due banditi armati di pistola.

Massimo Donati

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di Redazione web