La protesta
veronica elena bocci (distretto tecnologico ferroviario)
«Obiettivo: città simbolo del saper fare»
PISTOIA. «Quando si raggiunge un traguardo straordinario, come nel caso di Pistoia la nomina a Capitale italiana della Cultura, non ci si può accontentare. Anzi, da quel traguardo bisogna saper...
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PISTOIA. «Quando si raggiunge un traguardo straordinario, come nel caso di Pistoia la nomina a Capitale italiana della Cultura, non ci si può accontentare. Anzi, da quel traguardo bisogna saper guardare al futuro e ripartire con nuovi stimoli. Se penso alla Pistoia di domani, la immagino “Capitale italiana del capitale intellettuale”. Ovvero una città simbolo del saper fare e del lavoro di qualità, a partire dalle tradizionali produzioni pistoiesi del distretto ferroviario, di quello florovivaistico e del gruppo di aziende leader nel settore per le macchine da trafila della pasta».
A sognare in grande è Veronica Elena Bocci, coordinatrice del Ditecfer, il Distretto per le tecnologie ferroviarie, l'alta velocità e la sicurezza delle reti, nato a Pistoia nel 2014 e braccio operativo del distretto regionale.
«In questo 2017 – spiega Bocci – Pistoia ha goduto di una grande visibilità, costruendo ex novo la sua immagine. Penso al dato eccezionale del più 18% di turismo in città. Ed è sotto gli occhi di tutti, basta vedere le tantissime persone in giro». Il che significa, in gergo tecnico, che grazie alla nomina di Capitale italiana della Cultura gli “indicatori di risultato” per Pistoia (ovvero quelli immediatamente tangibili) ci sono tutti.
«Ora però – spiega Bocci - bisognerà consolidare quelli che sono gli “indicatori di impatto” (quelli, dunque, più a lungo termine, che indicano quanto un'azione abbia effettivamente avuto risvolti positivi, ndr) dal 2018 in avanti ».
E per farlo, la coordinatrice del Ditecfer lancia l'idea di una Pistoia Capitale del lavoro, dello sviluppo e degli investimenti. «Una città dove si torni a fare formazione puntando su Uniser, e che diventi simbolo del “saper fare” di qualità».
La visita di Mattarella? «Un onore - commenta Bocci - Quando la prima carica dello Stato si reca in una città non è mai una "semplice" visita, ma un'occasione speciale per presentarsi». (v.v.)
A sognare in grande è Veronica Elena Bocci, coordinatrice del Ditecfer, il Distretto per le tecnologie ferroviarie, l'alta velocità e la sicurezza delle reti, nato a Pistoia nel 2014 e braccio operativo del distretto regionale.
«In questo 2017 – spiega Bocci – Pistoia ha goduto di una grande visibilità, costruendo ex novo la sua immagine. Penso al dato eccezionale del più 18% di turismo in città. Ed è sotto gli occhi di tutti, basta vedere le tantissime persone in giro». Il che significa, in gergo tecnico, che grazie alla nomina di Capitale italiana della Cultura gli “indicatori di risultato” per Pistoia (ovvero quelli immediatamente tangibili) ci sono tutti.
«Ora però – spiega Bocci - bisognerà consolidare quelli che sono gli “indicatori di impatto” (quelli, dunque, più a lungo termine, che indicano quanto un'azione abbia effettivamente avuto risvolti positivi, ndr) dal 2018 in avanti ».
E per farlo, la coordinatrice del Ditecfer lancia l'idea di una Pistoia Capitale del lavoro, dello sviluppo e degli investimenti. «Una città dove si torni a fare formazione puntando su Uniser, e che diventi simbolo del “saper fare” di qualità».
La visita di Mattarella? «Un onore - commenta Bocci - Quando la prima carica dello Stato si reca in una città non è mai una "semplice" visita, ma un'occasione speciale per presentarsi». (v.v.)
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