Il Tirreno

Pistoia

Ciampi e il ricordo dei martiri del Padule

Ciampi e il ricordo dei martiri del Padule

Inaugurò il Monumento alla dignità. L’elogio per i nostri vivai

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PISTOIA. «Una provincia che ho ben conosciuto sin da ragazzo». Eh sì, perché come ricordò quel 16 settembre 2002 Carlo Azeglio Ciampi «dalla mia Livorno a qui la distanza è poca».

Per 47 anni alla Banca d’Italia (salendo tutti i gradini fino a diventarne governatore) e dal 1999 al 2006 prima carica dello Stato, il presidente e la first lady Franca furono in città il 15 e 16 settembre 2002. Due giorni con molte tappe divise tra Pistoia e la Valdinievole.

Dall’11 settembre 2001 e l’attentato alle Torri gemelle il mondo era attraversato da nuovi fremiti di paura. Pochi giorni prima della visita a Pistoia Ciampi aveva ricordato il primo anno dagli attentati a New York, ma in città gli argomenti trattati furono altri, e non si parlò di terrorismo.

Ci furono momenti di intensa commozione per una guerra più lontana nel tempo ma viva nella memoria degli abitanti della Valdinievole. Era anche il motivo principale della tappa pistoiese di Ciampi, che il 16 settembre inaugurò a Castelmartini il Monumento alla dignità dell’artista empolese Gino Terreni, partigiano e combattente. Migliaia di persone accorsero per ricordare i civili trucidati nell’eccidio del Padule di Fucecchio e i militari toscani caduti nella seconda guerra mondiale. Nell’eccidio del 23 agosto’44 ad opera della 26ª Divisione corazzata tedesca agli ordini del generale Crasemann persero la vita 174 civili. Dalla Resistenza, dalla lotta partigiana e dalla ricostruzione materiale e morale del Paese, disse Ciampi, gli italiani seppero gettare le basi per la nascita della nostra Costituzione.

La visita del presidente e della signora Franca era iniziata il giorno prima in forma privata ai vivai Vannucci di Piuvica, dove Ciampi aveva inaugurato il busto in memoria di Moreno Vannucci, uno dei pionieri del vivaismo pistoiese. «È stato un momento che non dimenticherò più», dirà poi Vannino, figlio di Moreno. E una sua frase restò impressa nella mente di Ciampi: «Il nostro petrolio è il paesaggio». «Il patrimonio degli splendidi vivai che fanno di Pistoia la capitale italiana delle piante hanno lasciato in me, sin da ragazzo, un’impronta incancellabile di meraviglia».

Spese parole di elogio per i nostri asili, per l’attenzione all’infanzia per cui Pistoia si era guadagnata una fama d’eccellenza. La signora Franca incontrò i bimbi e le insegnanti dell’asilo nido “Il faro”. Lo scandalo Cip Ciop avrebbe velato quell’immagine solo alcuni anni dopo.

Nella Sala Maggiore del Palazzo comunale il sindaco Renzo Berti gli rivolse un appello: «Caro presidente, le chiediamo di farsi interprete con governo e parlamento di una richiesta da noi molto sentita affinché sia rivista la normativa e gli atti di indirizzo in materia di amianto. Ci sono contraddizioni da superare, equità da ristabilire». Fu la vertenza amianto per i lavoratori e i pensionati della Breda l’argomento principale affrontato quel giorno, insieme a istituzioni e sindacati.

Tiziana Gori

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