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Annalisa Fusilli e l'arte del batik
Diplomatasi all'istituto Petrocchi di Pistoia l'artista si è specializzata nella tecnica delle decorazioni seguendo la tradizione giavanese e sta sperimentando anche una speciale resina per creare accessori
PISTOIA. Si è diplomata all’istituto d’arte Petrocchi trentadue anni fa. Una delle pochissime che si è specializzata in arte del tessuto. Annalisa Fusilli è forse l’unica a Pistoia che, uscendo dal Petrocchi, ha fatto del batik la sua ragione di vita. Sì, il batik un tipo di decorazione particolare del tessuto che si rifà all’antica tecnica javanese che veniva usata per decorare i vestiti delle donne. Con la decorazione a batik si possono creare capi di abbigliamento (foulards, sciarpette, stole, scialli, parei, camicie, bandane, cravatte...) ed arredamento (quadri, pannelli, tende, cuscini, centrotavola, copriletto..). “Negli ultimi tempi grazie anche all’uso della resina sto sperimentando anche la realizzazione di braccialetti, collane, orecchini, portachiavi – dice Annalisa Fusilli – I miei batik li imprigioni nella resina e creo delle piccole opere d’arte che vanno ad impreziosire le persone che le indossano”. Nel laboratorio di via delle Pappe, Annalisa Fusilli, crea i suoi batik, frutto di vita vissuta, di esperienze e di sogni. La parola giavanese che deriva da ambatik ,e significa picchiettare, si riferisce ad una tecnica antichissima nata nell' isola di Java, utilizzata per decorare gli abiti delle donne.
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“Questo tipo di pittura deve essere eseguita su tessuti naturali come il cotone, la seta o il lino – dice l’artista - Dopo la preparazione del disegno si applica la cera d'api, sciolta con il calore, sulle parti della stoffa che non si vogliono colorare in modo che questa, penetrando tra le fibre del tessuto, le impermeabilizzi impedendo al colore di aderirvi; si utilizza un attrezzo chiamato canting o tjanting, un piccolo serbatoio metallico dotato di manico per impugnarlo e di un beccuccio che fa uscire la cera. Si possono usare anche pennelli, stecchi di legno, canting con più beccucci a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Quando la cera si è asciugata si procede ad immergere il tessuto in una vasca che contiene il colore sciolto nell' acqua. Segue il risciacquo e l'asciugatura. Per ottenere batik policromi si ripete il procedimento per ogni tinta con una nuova applicazione di cera e un nuovo bagno di colore. Poi la cera viene eliminata con il calore, mettendo il tessuto tra strati di carta, preferibilmente giornali e passando un ferro da stiro caldo”.
Oltre alla tecnica batik l’artista pistoiese allarga i suoi orizzonti e decora anche il metallo (argento, rame, acciaio… ), i bassorilievi in gesso e tutto quello che si può creare e decorare a freddo senza l'utilizzo dei forni. Annalisa Fusilli realizza opere anche su ordinazione diretta dei clienti che possono scegliere la tecnica che preferiscono. L’artista pistoiese quasi ogni mese espone le sue opere in mostre in un giro che si sta sempre di più allargando fra Pistoia, la Toscana e ora anche in varie altre regioni d’Italia. Nell’estate scorsa tre opere di Annalisa Fusilli sono state donate nell’ambito del Porretta Soul Festival alle figlie dei compianti Rufus Thomas, al figlio di Solomon Burke e al complesso del Liceo Musicale di Melbourne Sweethearts.
“E’ stata una grande soddisfazione, quella del Porretta Soul Festival. Ho trovato dei veri intenditori del batik”. “Chi viene a vedere le mie opere ha voglia di vederle da vicino e soprattutto di toccarle – conclude Annalisa Fusilli - Le opere si devono toccare per capire cosa abbiamo davanti agli occhi ed io sono contenta di questo”. E, alla vigilia di Natale, nell’atelier di via delle Pappe ci sono davvero tante cose da vedere e ammirare, magari anche da comprare per donare come regalo
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