Sicurezza
Mati nella “Disneyland del cibo”
L’azienda vivaistica e Flora Toscana con uno show room e un punto vendita al Fico di Bologna
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PISTOIA. Un giardino rettangolare di oltre 200 metri quadrati gremito di un migliaio di piante ornamentali firmate Mati 1909.
Una bella opportunità per l’azienda vivaistica pistoiese che, insieme ad altre aziende socie di Flora Toscana, è entrata a far parte del progetto Fico-Fabbrica italiana contadina, la “Disneyland del cibo”, così chiamata e voluta da Oscar Farinetti, con sede a Bologna, composta da due propri spazi di vendita, uno spazio negozio interno alla galleria commerciale dedicato a fiori, piante e articoli dedicati al giardinaggi, e uno spazio esterno adibito a giardino-show room allestito in collaborazione con il socio Mati 1909, con piante da esterno tipiche della tradizione pistoiese.
«Abbiamo fatto un accordo con Flora Toscana che ci ha contattati diversi mesi fa per sapere se eravamo interessati a collaborare con loro per questo immenso progetto sull’agroalimentare di qualità –spiega Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese e titolare dell’omonima azienda – è un luogo dove tutte le eccellenze agroalimentari vengono presentate in maniera diversa dal solito: ci sono macellerie, caseifici che fanno formaggi in diretta, tante realtà per la lavorazione e la trasformazione di prodotti alimentari, spazi dedicati alla vendita di ortaggi e piante, altri dedicati a cibo, vino e birra».
All’interno di questa Dysneyland del cibo Mati 1909 ha progettato e allestito un giardino esterno all’area, un rettangolo di circa 200 metri quadrati, composto da un migliaio di piante ornamentali smontabili, tra le quali conifere, arbusti da fiore, piante da siepe, ma anche piccole alberature ed esemplari di piante topiarie.
Le persone entrano, si scelgono la pianta e la portano a casa; le piante vendute vengono via via rimpiazzate. «Un progetto innovativo, molto ambizioso, un’idea intelligente per valorizzare prodotti agroalimentari italiani – continua Mati – l’area è molto grande e si può girare anche in bicicletta. Poi Bologna è in una posizione centrale tra Roma e Milano e ha un aeroporto internazionale molto importante».
La “Serra di Flora Toscana”, questo il nome del punto vendita, si trova in una location fantastica, nel più grande parco agroalimentare del mondo, vero e proprio tempio dedicato al patrimonio enogastronomico italiano, con 10 ettari di superficie, 40 fabbriche, 9mila metri quadrati dedicati alla vendita, 40 luoghi di ristoro, auditorium e centro congressi. E con oltre 2mila aziende rappresentate. Sei milioni di visitatori attesi ogni anno per quello che si presenta come un vero e proprio Expo permanente delle migliori aziende agroalimentari italiane.
La Serra di Flora Toscana, oltre alla vendita di piante e fiori al dettaglio e forniture ai vari operatori del parco, offre anche la possibilità di frequentare corsi ed esperienze teorico pratiche in campo botanico e dintorni.
Alessandra Tuci
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Una bella opportunità per l’azienda vivaistica pistoiese che, insieme ad altre aziende socie di Flora Toscana, è entrata a far parte del progetto Fico-Fabbrica italiana contadina, la “Disneyland del cibo”, così chiamata e voluta da Oscar Farinetti, con sede a Bologna, composta da due propri spazi di vendita, uno spazio negozio interno alla galleria commerciale dedicato a fiori, piante e articoli dedicati al giardinaggi, e uno spazio esterno adibito a giardino-show room allestito in collaborazione con il socio Mati 1909, con piante da esterno tipiche della tradizione pistoiese.
«Abbiamo fatto un accordo con Flora Toscana che ci ha contattati diversi mesi fa per sapere se eravamo interessati a collaborare con loro per questo immenso progetto sull’agroalimentare di qualità –spiega Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese e titolare dell’omonima azienda – è un luogo dove tutte le eccellenze agroalimentari vengono presentate in maniera diversa dal solito: ci sono macellerie, caseifici che fanno formaggi in diretta, tante realtà per la lavorazione e la trasformazione di prodotti alimentari, spazi dedicati alla vendita di ortaggi e piante, altri dedicati a cibo, vino e birra».
All’interno di questa Dysneyland del cibo Mati 1909 ha progettato e allestito un giardino esterno all’area, un rettangolo di circa 200 metri quadrati, composto da un migliaio di piante ornamentali smontabili, tra le quali conifere, arbusti da fiore, piante da siepe, ma anche piccole alberature ed esemplari di piante topiarie.
Le persone entrano, si scelgono la pianta e la portano a casa; le piante vendute vengono via via rimpiazzate. «Un progetto innovativo, molto ambizioso, un’idea intelligente per valorizzare prodotti agroalimentari italiani – continua Mati – l’area è molto grande e si può girare anche in bicicletta. Poi Bologna è in una posizione centrale tra Roma e Milano e ha un aeroporto internazionale molto importante».
La “Serra di Flora Toscana”, questo il nome del punto vendita, si trova in una location fantastica, nel più grande parco agroalimentare del mondo, vero e proprio tempio dedicato al patrimonio enogastronomico italiano, con 10 ettari di superficie, 40 fabbriche, 9mila metri quadrati dedicati alla vendita, 40 luoghi di ristoro, auditorium e centro congressi. E con oltre 2mila aziende rappresentate. Sei milioni di visitatori attesi ogni anno per quello che si presenta come un vero e proprio Expo permanente delle migliori aziende agroalimentari italiane.
La Serra di Flora Toscana, oltre alla vendita di piante e fiori al dettaglio e forniture ai vari operatori del parco, offre anche la possibilità di frequentare corsi ed esperienze teorico pratiche in campo botanico e dintorni.
Alessandra Tuci
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