malati in fuga dal san jacopo
Catalani: non rispondiamo ai reali bisogni di assistenza
PISTOIA. Pistoia maglia nera nel settore sanità. A gravare di più sul dato finale sono i numeri relativi all'emigrazione ospedaliera (in gergo “indice di fuga”, ovvero i pazienti che si curano in...
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PISTOIA. Pistoia maglia nera nel settore sanità. A gravare di più sul dato finale sono i numeri relativi all'emigrazione ospedaliera (in gergo “indice di fuga”, ovvero i pazienti che si curano in ospedali fuori provincia), che vede Pistoia al 28esimo posto in Italia.
Così come il 30esimo posto relativo al sottodimensionamento dell'organico di medici e infermieri. Un campanello di allarme che indica la carenza di personale. «Mi verrebbe da dire – commenta Corrado Catalani (ex primario di malattie infettive al San Jacopo e attualmente segretario regionale Fp Cgil medici), che da anni esprime criticità sul funzionamento dei nuovi ospedali toscani, come il San Jacopo, basati sull'intensità di cura – che siamo stati profetici. Con questi dati, è evidente quanto i nuovi modelli organizzativi non diano garanzie di funzionamento. Pistoia continua a perdere capacità di rispondere ai bisogni assistenziali e i tempi di degenza aumentano». Allo stesso tempo, la carenza di personale, nel caso specifico infermieri, peggiora la situazione. «Occorre – chiude Catalani - maggiore attenzione nello sviluppo di una progettazione puntuale del sistema sanitario». (v.v.)
Così come il 30esimo posto relativo al sottodimensionamento dell'organico di medici e infermieri. Un campanello di allarme che indica la carenza di personale. «Mi verrebbe da dire – commenta Corrado Catalani (ex primario di malattie infettive al San Jacopo e attualmente segretario regionale Fp Cgil medici), che da anni esprime criticità sul funzionamento dei nuovi ospedali toscani, come il San Jacopo, basati sull'intensità di cura – che siamo stati profetici. Con questi dati, è evidente quanto i nuovi modelli organizzativi non diano garanzie di funzionamento. Pistoia continua a perdere capacità di rispondere ai bisogni assistenziali e i tempi di degenza aumentano». Allo stesso tempo, la carenza di personale, nel caso specifico infermieri, peggiora la situazione. «Occorre – chiude Catalani - maggiore attenzione nello sviluppo di una progettazione puntuale del sistema sanitario». (v.v.)
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