Lutto
Blues senza certezze tensione in Comune
Chiarito il “giallo” del colloquio privato con la Event Beach L’organizzatore? Per ora possibili solo trattative private
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PISTOIA. Tensione in consiglio comunale, nella seduta di ieri pomeriggio, quando si è tornati a parlare delle procedure per affidare l’organizzazione del Festival Blues 2018. Eludere il tema era davvero difficile, dopo che il bando per trovare un organizzatore aveva dato come risultato una sola offerta (della società Event Beach, che gestisce una discoteca a Marina di Pietrasanta), poi bocciata come insufficente dalla commissione. Risultato, alle porte di dicembre, non c’è ancora un accordo con un organizzatore che si faccia carico di allestire la manifestazione più importante dell’estate pistoiese. Per di più, il colloquio riservato, successivo alla chiusura del bando, tra il titolare della Event Beach, l’assessore alla cultura Sabella e il dirigente del servizio cultura del Comune Lozzi, avevano suscitato in città un codazzo di polemiche.
Anche a questo episodio ha fatto riferimento la comunicazione del capogruppo Pd Walter Tripi, che ha parlato di «inopportunità» della presenza dell’assessore. Più in generale, Tripi si è detto preoccupato perché «alle porte di dicembre non si sa se e come sarà allestito il Festival Blues e come si chiamerà».
Pronta la replica dell’assessore Alessandro Sabella, che ricostruendo l’episodio ha spiegato che si è svolto dopo la chiusura ufficiale della gara. «È stato il legale della Event Beach a chiedere a Lozzi dei chiarimenti e quest’ultimo ha assentito, a patto che ci fossero dei testimoni e ha chiesto anche a me di farlo. Altro non c’è stato». Giovanni Lozzi ha completato la ricostruzione, spiegando che la richiesta della Event Beach era quella di integrare l’offerta. «Ho risposto che ormai non si poteva, ma che loro potevano avviare una trattativa privata sulla base delle condizioni del bando. Mi hanno risposto che su quelle basi non era possibile». In generale, si è capito ieri, una trattativa sulla base delle condizioni previste nel bando è l’unica soluzione praticabile, almeno finché non venisse lanciato un nuovo bando.
Sono seguiti diversi interventi di consiglieri di maggioranza (Vespignani, Sgueglia, Calzolari, Pagliai) che hanno stigmatizzato l’intervento di Tripi, accusandolo di dar credito a chiacchiere da bar. Tripi ha replicato a sua volta sostenendo che la sua critica non era diretta al dirigente o alla legalità della procedura, ma alla opportunità della presenza dell’assessore a un incontro con il concorrente del bando.
Dalle minoranze (Cenerini, Nuti, Alberti) sono venuti invece appelli a trovare una soluzione e a non mettere ulteriormente a rischio un patrimonio della città come il Festival Blues. Ha concluso gli interventi lo stesso sindaco Alessandro Tomasi, che ha ribadito con forza che la maggioranza di centrodestra «ha a cuore esattamente come l’opposizione il buon svolgimento del Festival. Siamo pronti ad accettare tutti i suggerimenti della città. Ma sia chiaro che siamo noi quelli che stanno dalla parte della legalità: abbiamo fatto questo bando perché le norme ce lo chiedevano».
Fabio Calamati
Anche a questo episodio ha fatto riferimento la comunicazione del capogruppo Pd Walter Tripi, che ha parlato di «inopportunità» della presenza dell’assessore. Più in generale, Tripi si è detto preoccupato perché «alle porte di dicembre non si sa se e come sarà allestito il Festival Blues e come si chiamerà».
Pronta la replica dell’assessore Alessandro Sabella, che ricostruendo l’episodio ha spiegato che si è svolto dopo la chiusura ufficiale della gara. «È stato il legale della Event Beach a chiedere a Lozzi dei chiarimenti e quest’ultimo ha assentito, a patto che ci fossero dei testimoni e ha chiesto anche a me di farlo. Altro non c’è stato». Giovanni Lozzi ha completato la ricostruzione, spiegando che la richiesta della Event Beach era quella di integrare l’offerta. «Ho risposto che ormai non si poteva, ma che loro potevano avviare una trattativa privata sulla base delle condizioni del bando. Mi hanno risposto che su quelle basi non era possibile». In generale, si è capito ieri, una trattativa sulla base delle condizioni previste nel bando è l’unica soluzione praticabile, almeno finché non venisse lanciato un nuovo bando.
Sono seguiti diversi interventi di consiglieri di maggioranza (Vespignani, Sgueglia, Calzolari, Pagliai) che hanno stigmatizzato l’intervento di Tripi, accusandolo di dar credito a chiacchiere da bar. Tripi ha replicato a sua volta sostenendo che la sua critica non era diretta al dirigente o alla legalità della procedura, ma alla opportunità della presenza dell’assessore a un incontro con il concorrente del bando.
Dalle minoranze (Cenerini, Nuti, Alberti) sono venuti invece appelli a trovare una soluzione e a non mettere ulteriormente a rischio un patrimonio della città come il Festival Blues. Ha concluso gli interventi lo stesso sindaco Alessandro Tomasi, che ha ribadito con forza che la maggioranza di centrodestra «ha a cuore esattamente come l’opposizione il buon svolgimento del Festival. Siamo pronti ad accettare tutti i suggerimenti della città. Ma sia chiaro che siamo noi quelli che stanno dalla parte della legalità: abbiamo fatto questo bando perché le norme ce lo chiedevano».
Fabio Calamati
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