Gioco
Un genio senza età Giancarlo Innocenti il re delle invenzioni
di Adele Tasselli
Dall’incubatrice trasportabile alle moderne termocoperte al sistema di emergenza per ascensori: una vita di brevetti
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PISTOIA. L’economizzatore di carburante per autoveicoli, il sistema di frenata delle locomotrici, la resistenza per la termocoperta, il bisturi elettrico a elettrocoagulazione, il dispositivo di emergenza per ascensori, la prima incubatrice neonatale trasportabile, il micro-gruppo di continuità per computer... Giancarlo Innocenti è un inventore di dispositivi all’avanguardia che hanno migliorato concretamente il quotidiano di tutti noi. In poche parole, un genio.
Nato a Pistoia nel 1929, il padre era un ferroviere dello stato, insignito del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto. Ragazzino vivace e curioso, tanto da meritarsi il soprannome di Scintilla, fin da bambinetto manifestò il suo interesse per la meccanica: «A 10 anni andavo nel deposito delle locomotive per studiarne la dinamica» racconta.
Un osservatore attento fornito di un gran cervello, col pallino per la meccanica e l’elettronica. Ancora oggi, all’età di 88 anni, fa un giochino che non è alla portata di tutti: «Scelgo un numero ed estraggo la radice quadrata a mente, per tenermi in esercizio – ci dice – Ho letto tanto, da Topolino all’enciclopedia medica. Qualunque cosa mi sia capitata in mano, anche il foglietto del supermercato».
Per lavoro ha viaggiato su e giù per lo Stivale. In una delle sue trasferte ha conosciuto la moglie Eva Crescitelli, 81 anni, originaria di Avellino. Sono insieme da 64 anni, una famiglia unita: tre figli (Luigi, Paolo e Giovanna) e tanti nipoti. Perito diplomato all’Iti di Pistoia, lasciò dopo qualche mese il posto fisso alle officine della Lazzi. In questo modo ha avuto la piena libertà di inventare e di sfruttare le sue capacità intellettuali.
È stato consulente e collaudatore: «Ho fatto la perizia al Romiti per la prima stazione a gas liquido in via Fiorentina».
Nel 1984 aprì lo storico negozio di registratori di cassa e computer in Galleria Nazionale, a Pistoia. Tanti di noi lo ricorderanno: per quasi 30 anni lo ha gestito, aiutato dalla moglie ragioniera.
La cronologia delle sue invenzioni è lunga. In pieno boom economico realizzò l’economizzatore di carburante. Fu provato nell’anello della Fiat a Torino, e l’auto su cui era montato «riusciva a percorrere 3 chilometri in più rispetto a quella con il loro carburatore – spiega – Un progetto che servì a fare l’economizzatore della Lancia».
Un giorno restò chiuso per 5 ore nell’ascensore di un palazzo di Avellino. E nell’attesa di essere liberato ha avuto «il tempo di pensare alla vita e alla morte. Qualche settimana dopo, in America, ci fu un grave incidente, moltissimi morti, sempre per un ascensore rimasto bloccato in sospensione». Nacque così l’idea dell’apparecchio rotante di emergenza dotato di batteria che, in caso di assenza improvvisa di elettricità, riporta la cabina al piano, permettendo alle persone di uscire fuori. Un’invenzione rivoluzionaria che gli ha portato tanta notorietà, facendolo finire nelle case degli italiani come protagonista in una puntata di “Cronache Italiane”, una rubrica del telegiornale Rai che per anni è andata in onda la sera, alle 19,30.
Un’invenzione dopo l’altra, arriviamo a tempi più recenti. Negli anni Ottanta realizza un’incubatrice trasportabile con una autonomia di 2 ore, con un sistema elettromeccanico dotato del primo inverter 220 volt.
Mentre è del 2006 il “Brevetto G”, un micro-gruppo di continuità di dimensioni lillipuziane, capace di alimentare un computer per 15 minuti: più che sufficienti per salvare i dati, senza che il lavoro vada perso.
Il 4 novembre scorso gli è stata consegnata una targa al merito, durante la Mostra dell’Ingegno organizzata dal Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria: «A Giancarlo Innocenti “Scintilla”, storico inventore pistoiese per la rivoluzionaria scoperta del 1965 del primo dispositivo di sicurezza-emergenza per gli ascensori». E lo storico prototipo Giancarlo Innocenti ha deciso di donarlo all’Itis di Pistoia: un pezzo di grande valore che sarà di stimolo anche per i nostri ragazzi.
Nato a Pistoia nel 1929, il padre era un ferroviere dello stato, insignito del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto. Ragazzino vivace e curioso, tanto da meritarsi il soprannome di Scintilla, fin da bambinetto manifestò il suo interesse per la meccanica: «A 10 anni andavo nel deposito delle locomotive per studiarne la dinamica» racconta.
Un osservatore attento fornito di un gran cervello, col pallino per la meccanica e l’elettronica. Ancora oggi, all’età di 88 anni, fa un giochino che non è alla portata di tutti: «Scelgo un numero ed estraggo la radice quadrata a mente, per tenermi in esercizio – ci dice – Ho letto tanto, da Topolino all’enciclopedia medica. Qualunque cosa mi sia capitata in mano, anche il foglietto del supermercato».
Per lavoro ha viaggiato su e giù per lo Stivale. In una delle sue trasferte ha conosciuto la moglie Eva Crescitelli, 81 anni, originaria di Avellino. Sono insieme da 64 anni, una famiglia unita: tre figli (Luigi, Paolo e Giovanna) e tanti nipoti. Perito diplomato all’Iti di Pistoia, lasciò dopo qualche mese il posto fisso alle officine della Lazzi. In questo modo ha avuto la piena libertà di inventare e di sfruttare le sue capacità intellettuali.
È stato consulente e collaudatore: «Ho fatto la perizia al Romiti per la prima stazione a gas liquido in via Fiorentina».
Nel 1984 aprì lo storico negozio di registratori di cassa e computer in Galleria Nazionale, a Pistoia. Tanti di noi lo ricorderanno: per quasi 30 anni lo ha gestito, aiutato dalla moglie ragioniera.
La cronologia delle sue invenzioni è lunga. In pieno boom economico realizzò l’economizzatore di carburante. Fu provato nell’anello della Fiat a Torino, e l’auto su cui era montato «riusciva a percorrere 3 chilometri in più rispetto a quella con il loro carburatore – spiega – Un progetto che servì a fare l’economizzatore della Lancia».
Un giorno restò chiuso per 5 ore nell’ascensore di un palazzo di Avellino. E nell’attesa di essere liberato ha avuto «il tempo di pensare alla vita e alla morte. Qualche settimana dopo, in America, ci fu un grave incidente, moltissimi morti, sempre per un ascensore rimasto bloccato in sospensione». Nacque così l’idea dell’apparecchio rotante di emergenza dotato di batteria che, in caso di assenza improvvisa di elettricità, riporta la cabina al piano, permettendo alle persone di uscire fuori. Un’invenzione rivoluzionaria che gli ha portato tanta notorietà, facendolo finire nelle case degli italiani come protagonista in una puntata di “Cronache Italiane”, una rubrica del telegiornale Rai che per anni è andata in onda la sera, alle 19,30.
Un’invenzione dopo l’altra, arriviamo a tempi più recenti. Negli anni Ottanta realizza un’incubatrice trasportabile con una autonomia di 2 ore, con un sistema elettromeccanico dotato del primo inverter 220 volt.
Mentre è del 2006 il “Brevetto G”, un micro-gruppo di continuità di dimensioni lillipuziane, capace di alimentare un computer per 15 minuti: più che sufficienti per salvare i dati, senza che il lavoro vada perso.
Il 4 novembre scorso gli è stata consegnata una targa al merito, durante la Mostra dell’Ingegno organizzata dal Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria: «A Giancarlo Innocenti “Scintilla”, storico inventore pistoiese per la rivoluzionaria scoperta del 1965 del primo dispositivo di sicurezza-emergenza per gli ascensori». E lo storico prototipo Giancarlo Innocenti ha deciso di donarlo all’Itis di Pistoia: un pezzo di grande valore che sarà di stimolo anche per i nostri ragazzi.
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