Sicurezza
Lavoravano al nero in un opificio
A Catena scoperti 5 cinesi clandestini in un laboratorio tessile. Denunciato il titolare
2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Cinque lavoratori al nero di nazionalità cinese e irregolari sul territorio italiano sono stati identificati ed espulsi in seguito ad un’operazione congiunta di Polizia municipale, Stazione dei carabinieri di Quarrata, Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro, Usl e Vigili del fuoco. Al momento del blitz il titolare – che sarà sanzionato – non era presente nell’azienda. È stato quindi rintracciato e fatto andare sul posto.
I controlli sono stati fatti la scorsa settimana all’interno di tre laboratori tessili, tra Ronchi e Catena di Quarrata. In uno degli opifici sono stati trovati due donne e tre uomini, di circa 30 anni, che lavoravano in nero e privi del regolare permesso di soggiorno. I cinque sono stati immediatamente identificati e, una volta ultimate le formalità di rito, le donne sono state accompagnate a Roma in un centro di prima accoglienza mentre agli uomini è stato intimato di lasciare il territorio nazionale.
Un sistema di concorrenza sleale dalla quale scaturisce tutta una serie di attività illecite contro le quali, da circa due mesi, si è costituita una vera e propria task force. Le indagini non sono semplici da portare avanti. Alcuni controlli sono avvenuti anche in seguito a segnalazioni dei cittadini, che sono vagliate attentamente prima dei controlli. Di solito si tratta di ditte regolari con lavoratori assunti che, parallelamente, producono di nascosto altri manufatti utilizzando manodopera clandestina, evadendo le tasse e smaltendo irregolarmente i rifiuti prodotti.
Sempre a Catena, lo scorso settembre, la Municipale di Quarrata insieme ai carabinieri, all’Ispettorato del lavoro e ai Vigili del fuoco avevano trovato altri 21 lavoratori irregolari in un’altra azienda tessile. Il sindaco Marco Mazzanti ha ringraziato i protagonisti dell’operazione e ha ricordato come «il coordinamento fra istituzioni è fondamentale per garantire legalità, controllo e vigilanza sul territorio. Continueremo, per quanto ci riguarda, a lavorare congiuntamente per garantire il rispetto dei diritti, di tutti coloro che svolgono nella legalità il proprio lavoro».
Adele Tasselli
I controlli sono stati fatti la scorsa settimana all’interno di tre laboratori tessili, tra Ronchi e Catena di Quarrata. In uno degli opifici sono stati trovati due donne e tre uomini, di circa 30 anni, che lavoravano in nero e privi del regolare permesso di soggiorno. I cinque sono stati immediatamente identificati e, una volta ultimate le formalità di rito, le donne sono state accompagnate a Roma in un centro di prima accoglienza mentre agli uomini è stato intimato di lasciare il territorio nazionale.
Un sistema di concorrenza sleale dalla quale scaturisce tutta una serie di attività illecite contro le quali, da circa due mesi, si è costituita una vera e propria task force. Le indagini non sono semplici da portare avanti. Alcuni controlli sono avvenuti anche in seguito a segnalazioni dei cittadini, che sono vagliate attentamente prima dei controlli. Di solito si tratta di ditte regolari con lavoratori assunti che, parallelamente, producono di nascosto altri manufatti utilizzando manodopera clandestina, evadendo le tasse e smaltendo irregolarmente i rifiuti prodotti.
Sempre a Catena, lo scorso settembre, la Municipale di Quarrata insieme ai carabinieri, all’Ispettorato del lavoro e ai Vigili del fuoco avevano trovato altri 21 lavoratori irregolari in un’altra azienda tessile. Il sindaco Marco Mazzanti ha ringraziato i protagonisti dell’operazione e ha ricordato come «il coordinamento fra istituzioni è fondamentale per garantire legalità, controllo e vigilanza sul territorio. Continueremo, per quanto ci riguarda, a lavorare congiuntamente per garantire il rispetto dei diritti, di tutti coloro che svolgono nella legalità il proprio lavoro».
Adele Tasselli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
