Sicurezza
L’export cresce ma Pistoia perde colpi
di Fabio Calamati
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Falegname al lavoro in una fabbrica di mobili: il settore continua ad essere in grave crisi (foto d’archivio)In un solo anno la provincia è passata dal settimo al nono posto in regione per il valore delle merci vendute all’estero
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PISTOIA. Export, croce e delizia. Nel 2017 il clima per gli imprenditori che vendono all’estero è mutato positivamente e gli affari crescono. Tanto più se si confronta l’andamento di questo indicatore con gli asfittici movimenti di un mercato interno che sembra ancora faticare a scrollarsi di dosso le pastoie della crisi.
Anche gli ultimi dati resi disponibili dalla Camera di commercio, relativi al primo semestre 2017, confermano che anche per le aziende pistoiesi le vendite all’estero sono in crescita: +1,2% la variazione positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In cifre assolute, Pistoia ha venduto merci per 704 milioni contro i 695 di metà 2016.
Il problema però è che, come spesso gli accade, il sistema economico pistoiese mostra un dinamismo più scarso rispetto a quello dei diretti concorrenti. E proprio il confronto tra il primo semestre 2017 e quello del 2016 riserva una brutta sorpresa. La provincia di Pistoia, infatti, che a metà dello scorso anno era al settimo posto (su 10) nella graduatoria delle province per valore di merce esportata, ora è scesa di ben due posizioni, facendosi sorpassare sia da Massa Carrara che da Siena. Ora rimane solo la provincia di Grosseto a vendere all’estero meno merci rispetto a Pistoia.
Insomma, la provincia perde colpi e fette di mercato, soprattutto rispetto ad un’area – quella costituita da Firenze e Prato – che sono stabilmente al primo e al quinto posto in Toscana per vendite all’estero.
Ma cosa vende Pistoia oltre confine? La singola voce di gran lunga più consistente è quella delle “piante vive”, i prodotti dei vivai: 161,3 milioni il ricavato del settore a metà 2017, in crescita del 7,1% sul 2016. Segno negativo, invece, per i tessuti, che mettono insieme circa 72 milioni di vendite ma sono in frenata di quasi il 6% rispetto al giugno 2016. Stabile il settore delle calzature (61,4 milioni), cresce la meccanica specializzata che raggruppa un valore complessivo di 55 milioni. In calo, come capita ormai da tempo, il settore del mobile, che all’estero ha fatturato nella prima metà del 2017 poco più di 46 milioni, con un calo quasi del 5% sul 2016.
E quali sono i mercati di sbocco delle aziende pistoiesi? Un’ulteriore tabella della Camera di commercio consente di verificare che più di un terzo dell’export totale finisce in Francia, Germania e Gran Bretagna. Paesi relativamente vicini, dove forse è più facile andare con aziende relativamente piccole come quelle tipiche pistoiesi, ma anche paesi che non stanno certo conoscendo una ripresa spumeggiante dopo la lunga crisi di questi anni. Ed è quindi difficile che le esportazioni trainate da queste locomotive riescano a tenere il passo di corsa che ci vorrebbe.
Anche gli ultimi dati resi disponibili dalla Camera di commercio, relativi al primo semestre 2017, confermano che anche per le aziende pistoiesi le vendite all’estero sono in crescita: +1,2% la variazione positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In cifre assolute, Pistoia ha venduto merci per 704 milioni contro i 695 di metà 2016.
Il problema però è che, come spesso gli accade, il sistema economico pistoiese mostra un dinamismo più scarso rispetto a quello dei diretti concorrenti. E proprio il confronto tra il primo semestre 2017 e quello del 2016 riserva una brutta sorpresa. La provincia di Pistoia, infatti, che a metà dello scorso anno era al settimo posto (su 10) nella graduatoria delle province per valore di merce esportata, ora è scesa di ben due posizioni, facendosi sorpassare sia da Massa Carrara che da Siena. Ora rimane solo la provincia di Grosseto a vendere all’estero meno merci rispetto a Pistoia.
Insomma, la provincia perde colpi e fette di mercato, soprattutto rispetto ad un’area – quella costituita da Firenze e Prato – che sono stabilmente al primo e al quinto posto in Toscana per vendite all’estero.
Ma cosa vende Pistoia oltre confine? La singola voce di gran lunga più consistente è quella delle “piante vive”, i prodotti dei vivai: 161,3 milioni il ricavato del settore a metà 2017, in crescita del 7,1% sul 2016. Segno negativo, invece, per i tessuti, che mettono insieme circa 72 milioni di vendite ma sono in frenata di quasi il 6% rispetto al giugno 2016. Stabile il settore delle calzature (61,4 milioni), cresce la meccanica specializzata che raggruppa un valore complessivo di 55 milioni. In calo, come capita ormai da tempo, il settore del mobile, che all’estero ha fatturato nella prima metà del 2017 poco più di 46 milioni, con un calo quasi del 5% sul 2016.
E quali sono i mercati di sbocco delle aziende pistoiesi? Un’ulteriore tabella della Camera di commercio consente di verificare che più di un terzo dell’export totale finisce in Francia, Germania e Gran Bretagna. Paesi relativamente vicini, dove forse è più facile andare con aziende relativamente piccole come quelle tipiche pistoiesi, ma anche paesi che non stanno certo conoscendo una ripresa spumeggiante dopo la lunga crisi di questi anni. Ed è quindi difficile che le esportazioni trainate da queste locomotive riescano a tenere il passo di corsa che ci vorrebbe.
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