Gioco
Festa per gli «angeli senza ali» I trent’anni dei vigili del fuoco
di Carlo Bardini
A Limestre il distaccamento dei pompieri compie una media di 300 interventi Messa e brindisi nella sede montana alla presenza di autorità e cittadini
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LIMESTRE. Ventotto uomini che su quattro turni quotidiani a squadre formate da cinque elementi, coprono l'intero territorio della montagna pistoiese facendo circa trecento servizi annui. Sono “gli angeli senza ali”, come li ha definiti don Cipriano Farcas nel celebrare la Santa Messa nella piccola chiesa della Madonna della Neve di Limestre. Sono i vigili del fuoco che compongono il distaccamento di Limestre, facente parte del Comando provinciale di Pistoia che hano festeggiato il trentesimo compleanno della permanenza sulla montagna pistoiese nella sede di Limestre. Una festa davvero sentita e partecipata, perché i vigili del fuoco sono un corpo che nasce, e nel tempo è stata la principale vocazione, per stare vicino alla gente, salvare coloro che sono in pericolo. Ma poi, soprattutto i più giovani, hanno scoperto che i “pompieri”, come vengono chiamati tra i paesani, sono stati attivi anche negli anni precedenti al 1987. «Già nei primi anni Settanta- racconta il comandante provinciale Luigi Gentiluomo, assegnato a Pistoia da appena due mesi - i vigili del fuoco erano presenti sulla montagna ma erano un'altra sede (a San Marcello nei pressi della località “La Fornace” ndr). Poi nel 1974 con un decreto del Ministero dell'Interno furono soppressi distaccamenti che facevano meno di 60 servizi annui. Ci fu un primo periodo di passaggio per dar modo che si trasformasse in un distaccamento gestito solo con il volontariato. Ma sinceramente- aggiunge il comandante Gentiluomo - non ne furono trovati di volontari. Poi con la grande frana del 1974 che distrusse tutta la zona della precedente sede, fu chiuso». La montagna pistoiese stette quindi 13 anni senza avere i vigili del fuoco presenti in zona. Una assenza che prima o poi doveva emergere e spingere per una decisione forte, come fu presa in effetti, nel 1986, tanto che si parla anche di un Comitato promotore che scrisse agli origani interessati di allora. «Grazie a questa spinta - prosegue nel racconto il comandante Luigi Gentiluomo - ed ad un tessuto commerciale della zona fortemente cambiato ed incrementato ed anche l'interesse della parte politica, i vigili del fuoco tornarono in montagna l'11 luglio del 1987 con valenza mista, cioè dipendenti e volontari. Ed infine passammo al distaccamento che possiamo vedere adesso il 21 novembre successivo”. Il parco macchine consta di 5 mezzi e, come dicevamo sono circa 300 i servizi annui del locale distaccamento. Una presenza preziosa quella del vigile del fuoco, perché, già sulla bocca dei bambini come professione futura, la figura del “pompiere” è la prima che viene in mente quando sei in difficoltà.
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