Il Tirreno

Pistoia

storie al femminile - 1 

La badante di 65 anni non ha dove riposare

La badante di 65 anni non ha dove riposare

PISTOIA. Non ha più un posto sicuro in cui passare la notte dal 2009. Un letto su cui distendersi alla fine della giornata potendo dire “è mio”. Un rifugio, un porto sicuro dalle difficoltà del...

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Non ha più un posto sicuro in cui passare la notte dal 2009. Un letto su cui distendersi alla fine della giornata potendo dire “è mio”. Un rifugio, un porto sicuro dalle difficoltà del quotidiano.

Haregut Tekle non chiede elemosine né gesti di carità: «Cerco dignità», dice. Il viso dalla pelle levigata inganna sull’età reale: ha 65 anni e viene dall’Eritrea. «Sì – riflette alzando leggermente gli occhi in alto – sono del 1952 ad Asmara. Vivo in Italia dal 1975». E poi una frase, in un italiano corretto e fluente, che all’inizio lascia stupiti: «Io sono una donna di pace». Lo ripete più volte, come a rasserenare l’interlocutore. Ma non ce n’è bisogno, il viso che si distende in un sorriso racconta più di mille parole.

Dietro una storia personale travagliata c’è una realtà quotidiana fatta di precarietà. «Per un mese ho dormito nella casa di una famiglia presso cui prestavo assistenza come badante di un’anziana disabile». Le capita ogni tanto, da quando non ha più un tetto sopra la testa, di avere “vitto e alloggio” in cambio di assistenza. Occasioni sporadiche, mentre i fitti colloqui con il sindacalista le prospettano un’unica soluzione per raggiungere l’agognata pensione: «Tornare in Eritrea per i documenti necessari. Il sindacato ha contattato gli uffici pubblici della mia città. Non c’è altra soluzione. È cambiata la normativa italiana e per avere diritto alla pensione sociale devo tornare in Eritrea e acquisire di persona i documenti. Non è possibile la trasmissione telematica».

Haregut Tekle è arrivata in Italia nel 1975. Ricorda quegli anni: lei e il marito assunti come cameriera e giardiniere da una famiglia abbiente della borghesia fiorentina. Si rivede lavorare come domestica. La vita sembrava più facile allora. Poi la separazione e il trasferimento in un’altra città. Abita a Pistoia dal 2006. Continua a lavorare come badante, quando se ne presenta la possibilità. Non ha diritto a un alloggio popolare: racconta di “passaggi” ai servizi sociali, dove le vengono spiegati i meccanismi delle graduatorie per il diritto a una casa. Non è nelle prime posizioni, capisce lei. «Ho chiesto aiuto al sindaco Tomasi: gli ho domandato se potevo andare in una stanza nell’ex comando della Municipale di via Vergiolesi. E ho chiesto aiuto anche al vescovo». Ad oggi nessuna risposta concreta. Solo i pasti alla mensa Caritas. Quelli sì.

Tiziana Gori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web