Gioco
Famiglie pronte a costituirsi parte lesa
di Adele Tasselli
“Malacarne”, già dieci le adesioni raccolte da Federconsumatori. E il 29 novembre l’incontro coi genitori aglianesi
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AGLIANA. La vicenda della carne avariata nelle mense scolastiche sarà al centro di un incontro pubblico, mercoledì 29 novembre, alle 17, al circolo Arci Rinascita di Agliana. A organizzarlo è Federconsumatori che vuole incontrare le famiglie dei bambini che hanno usufruito del servizio mensa negli anni precedenti al 31 agosto del 2016. Fino a questa data, infatti, il Comune di Agliana ha avuto rapporti con l’azienda finita sotto inchiesta e il servizio era a gestione diretta (oggi è invece affidato alla CirFood e RistorArt).
«L’incontro a Quarrata è stato partecipato – spiega Franco Sandretti di Federconsumatori – in quell’occasione alcuni genitori di Agliana ci hanno chiesto di organizzarne uno nel loro comune. All’incontro saremo presenti insieme all’avvocato Cecilia Biagini, per rispondere a qualunque quesito e informarli della possibilità di costituirsi parte offesa».
A inchiesta ancora in corso la costituzione di parte offesa: «Dà la possibilità di fare il punto sulle indagini, nel pieno rispetto del segreto istruttorio. Ed è anche una forma di appoggio al lavoro della magistratura». Dopo un solo giorno, già in dieci hanno aderito e martedì prossimo un ufficio di Federcosnumatori sarà ancora a disposizione per altre adesioni: «Non ci saranno spese legali da sostenere, è richiesto solo di fare la tessera d’iscrizione».
Qualora partisse un processo, solo allora si potrà costituirsi parte civile: «In questo caso ciascuno potrà decidere se proseguire per la richiesta di danni morali, anche facendosi seguire da un proprio avvocato», precisa Sandretti. Più difficile si prospetta la richiesta di danni fisici: «Ci sono stati casi di vomito e diarrea ma ora è difficile stabilire se fossero dovuti alla carne o a un virus».
Federconsumatori è critica: «Ancora una volta la salute dei cittadini viene svenduta dai nostri amministratori con aste al ribasso economico senza adeguati controlli sulla filiera dei prodotti forniti, ignorando persino la legge regionale che obbliga le amministrazioni pubbliche a munirsi di carta dei servizi – scrive in una nota ufficiale – Il tentativo dei sindaci dei comuni interessati di scaricare le responsabilità esclusivamente sulla ditta indagata dimostra le loro gravi mancanze. Le amministrazioni comunali non possono limitarsi ad intervenire a cose fatte, annunciando richieste di risarcimento danni. Il loro dovere è invece quello di vigilare anche in fase preventiva, al fine di garantire la massima trasparenza e sicurezza dei servizi forniti alla comunità, a maggior ragione quando i fruitori sono i nostri bambini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’incontro a Quarrata è stato partecipato – spiega Franco Sandretti di Federconsumatori – in quell’occasione alcuni genitori di Agliana ci hanno chiesto di organizzarne uno nel loro comune. All’incontro saremo presenti insieme all’avvocato Cecilia Biagini, per rispondere a qualunque quesito e informarli della possibilità di costituirsi parte offesa».
A inchiesta ancora in corso la costituzione di parte offesa: «Dà la possibilità di fare il punto sulle indagini, nel pieno rispetto del segreto istruttorio. Ed è anche una forma di appoggio al lavoro della magistratura». Dopo un solo giorno, già in dieci hanno aderito e martedì prossimo un ufficio di Federcosnumatori sarà ancora a disposizione per altre adesioni: «Non ci saranno spese legali da sostenere, è richiesto solo di fare la tessera d’iscrizione».
Qualora partisse un processo, solo allora si potrà costituirsi parte civile: «In questo caso ciascuno potrà decidere se proseguire per la richiesta di danni morali, anche facendosi seguire da un proprio avvocato», precisa Sandretti. Più difficile si prospetta la richiesta di danni fisici: «Ci sono stati casi di vomito e diarrea ma ora è difficile stabilire se fossero dovuti alla carne o a un virus».
Federconsumatori è critica: «Ancora una volta la salute dei cittadini viene svenduta dai nostri amministratori con aste al ribasso economico senza adeguati controlli sulla filiera dei prodotti forniti, ignorando persino la legge regionale che obbliga le amministrazioni pubbliche a munirsi di carta dei servizi – scrive in una nota ufficiale – Il tentativo dei sindaci dei comuni interessati di scaricare le responsabilità esclusivamente sulla ditta indagata dimostra le loro gravi mancanze. Le amministrazioni comunali non possono limitarsi ad intervenire a cose fatte, annunciando richieste di risarcimento danni. Il loro dovere è invece quello di vigilare anche in fase preventiva, al fine di garantire la massima trasparenza e sicurezza dei servizi forniti alla comunità, a maggior ragione quando i fruitori sono i nostri bambini».
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