Sicurezza
Emergenza casa il problema che non si vede
Quasi 400 le richieste di un alloggio popolare Critico il Sunia: ad oggi non si scorgono soluzioni
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PISTOIA. Anche se non siamo abituati a considerarla una emergenza vera e propria, la casa rimane per molti pistoiesi un grosso problema da risolvere. Tante sono ancora le persone che non posseggono un alloggio di proprietà e che sono costrette a pagare tutti i mesi un mutuo oppure un affitto. Peggio ancora, quelle che sono sotto sfratto e alla fine del mese contano i giorni che rimangono loro con un tetto sulla testa. E tutto questo anche in una città media come Pistoia, dove le tensioni sociali dei grandi Comuni non si avvertono.
«È purtroppo un problema costante, di lungo periodo, che ad oggi non ha ancora soluzioni - spiega Davide Innocenti del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari) - le cause sono principalmente riconducibili a politiche di governo inadatte, sbagliate e prive di progetti concreti. C’è sempre un problema di fondi da reperire sia per la costruzione di nuove case, sia per la ristrutturazione o sistemazione di quelle già esistenti. L’edilizia pubblica è ferma da tempo, non ci sono progetti né idee nemmeno a livello locale”. Un panorama dunque poco rassicurante anche se, a detta di Innocenti, l’unica percezione positiva è forse un leggero calo del costo degli affitti negli ultimi tempi. Ma i canoni rimangono sempre troppo alti se rapportati ai redditi medi delle persone che cercano una casa in affitto.
I numeri sono eloquenti. L’ultima graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica ha visto la partecipazione di 373 persone, solo poche decine meno delle 401 che avevano presentato domanda due anni fa. Comunque si tratta di centinaia di pistoiesi (spesso interi nuclei familiari) che hanno bisogno di bussare in Comune per avere un alloggio. Chiari anche i dati sulle richieste di contributi per pagare l’affitto: 499 le domande quest’anno, erano state in tutto 621 due anni fa.
«Siamo in una fase interlocutoria con l’amministrazione comunale – conclude Innocenti – abbiamo avuto solo contatti istituzionali per adesso, mancano però idee e progetti. Un pochino in calo le persone che sono rivolte a noi quest’anno per l’emergenza casa, ma questo è riconducibile più che altro al fatto che molti proprietari, dopo aver avuto una cattiva esperienza con i passati inquilini, tendono a lasciare sfitti i propri alloggi piuttosto che incorrere in eventuali e lunghe procedure di sfratto».
Alessandra Tuci
«È purtroppo un problema costante, di lungo periodo, che ad oggi non ha ancora soluzioni - spiega Davide Innocenti del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari) - le cause sono principalmente riconducibili a politiche di governo inadatte, sbagliate e prive di progetti concreti. C’è sempre un problema di fondi da reperire sia per la costruzione di nuove case, sia per la ristrutturazione o sistemazione di quelle già esistenti. L’edilizia pubblica è ferma da tempo, non ci sono progetti né idee nemmeno a livello locale”. Un panorama dunque poco rassicurante anche se, a detta di Innocenti, l’unica percezione positiva è forse un leggero calo del costo degli affitti negli ultimi tempi. Ma i canoni rimangono sempre troppo alti se rapportati ai redditi medi delle persone che cercano una casa in affitto.
I numeri sono eloquenti. L’ultima graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica ha visto la partecipazione di 373 persone, solo poche decine meno delle 401 che avevano presentato domanda due anni fa. Comunque si tratta di centinaia di pistoiesi (spesso interi nuclei familiari) che hanno bisogno di bussare in Comune per avere un alloggio. Chiari anche i dati sulle richieste di contributi per pagare l’affitto: 499 le domande quest’anno, erano state in tutto 621 due anni fa.
«Siamo in una fase interlocutoria con l’amministrazione comunale – conclude Innocenti – abbiamo avuto solo contatti istituzionali per adesso, mancano però idee e progetti. Un pochino in calo le persone che sono rivolte a noi quest’anno per l’emergenza casa, ma questo è riconducibile più che altro al fatto che molti proprietari, dopo aver avuto una cattiva esperienza con i passati inquilini, tendono a lasciare sfitti i propri alloggi piuttosto che incorrere in eventuali e lunghe procedure di sfratto».
Alessandra Tuci
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